Caserta, uomo ucciso a calci in casa durante una rapina a Vairano Patenora. Caccia agli assassini

VAIRANO PATENORA (Caserta) – Un uomo di 50 anni, Bartolomeo Gasparino e’ morto in seguito alle percosse subite da alcuni malviventi che sono penetrati poco prima delle tre di questa mattina nella propria abitazione a Vairano Paternora, in provincia di Caserta.

Gasparino, che lavorava come bidello, viveva insieme con l’anziana madre che al momento dell’irruzione dei banditi dormiva. Il bidello e’ stato legato e imbavagliato con del nastro adesivo e poi a lungo picchiato.

Sarebbe stata l’anziana donna a dare ai malviventi, nel tentativo di scongiurare il peggio, il denaro che con minacce e con pugni e calci i ladri aveva inutilmente chiesto al figlio.
I rapinatori sono fuggiti mentre la donna ha dato l’allarme.

Inutili i soccorsi per il figlio nonostante l’intervento del 118. Sull’episodio stanno indagando i carabinieri di Capua e del comando provinciale di Caserta.

I rilievi di carabinieri

I carabinieri stanno eseguendo una serie di rilievi per accertare quanti erano i malviventi che si sono introdotti nell’abitazione di Bartolomeo Casparrino, e non Gasparino come invece riferito in precedenza.

Gli investigatori hanno sentito anche l’anziana madre della vittima, ancora sotto choc.

Caccia all’uomo a Caserta

In provincia di Caserta e’ caccia ai responsabili della morte di Bartolomeo Casparrino, l’uomo di 50 anni deceduto dopo essere stato malmenato durante una rapina all’interno della propria abitazione, in via Santa Croce a Vairano Patenora.

I carabinieri hanno gia’ effettuato perquisizioni in abitazioni di pregiudicati con precedenti per furto e rapina. Nella zona sono in aumento negli ultimi tempi i raid notturni
nelle abitazioni: gli ultimi due casi si sono verificati nei giorni scorsi nel piccolo centro agricolo di Baia e a Latina, poco distante da Vairano, ed hanno visto in azione bande di
malviventi armati e con il volto coperto da passamontagna.

Gli investigatori ritengono che ad agire possano essere bande composte sia da immigrati dell’Est europeo che da pregiudicati della zona.

Casparrino, figlio unico, era bidello nella locale scuola elementare e viveva insieme con l’anziana madre in una casa del centro storico di Vairano. L’ipotesi e’ che abbia tentato di
opporsi alla rapina o non abbia voluto indicare il luogo dove teneva nascosto il suo denaro, e sia stato per questo aggredito e malmenato prima di essere legato ed imbavagliato. Il cadavere dell’uomo non e’ stato ancora rimosso.

Nell’abitazione sta operando anche la scientifica per il rilevamento di eventuali tracce lasciate dai banditi. Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Capua e del reparto investigativo del comando provinciale di Caserta.

Era un bravo uomo

Dolore e commozione: cosi’ hanno reagito i vicini alla notizia della morte di Bartolomeo Casparrino, il bidello 50enne morto dopo essere stato malmenato in casa da una banda di rapinatori.

’Era un brav’uomo, non ha mai creato problemi a nessuno. E’ assurdo morire cosi’’, dice una anziana abitante in via Santa Maria a Fratte, nel centro storico di Vairano Patenora, la
strada dove al civico 69 Casparrino viveva con l’anziana madre. I due abitavano in una casa rustica a due piani, dall’aspetto modesto. Sembra che i banditi, probabilmente tre, si siano
arrampicati dall’esterno, per arrivare al primo piano dove ci sono le camere da letto.

’Sicuramente malviventi venuti da fuori, qui nessuno si sarebbe sognato di fare una cosa del genere’, dicono i vicini. Il sindaco di Vairano, fuori sede per le vacanze, dopo aver appreso la notizia sta rientrando in municipio.

Morto per soffocamento

Sarebbe dovuta a soffocamento la morte del bidello Bartolomeo Casparrino, 50 anni, aggredito la scorsa notte nella sua abitazione da tre uomini.

I malviventi si sono introdotti nell’abitazione rustica – dove l’uomo, figlio unico, viveva con l’anziana madre – attraverso una botola, a sua volta raggiunta dal tetto di una casa vicina. Secondo i pochi elementi riferiti dalla donna, sotto shock, ai carabinieri, i tre avrebbero pronunciato poche parole in italiano per chiedere dove fossero i soldi.

Il corpo di Casparrino e’ stato trovato senza vestiti. L’uomo era stato legato dagli aggressori con delle fascette di plastica. In attesa dell’autopsia, si ipotizza che la morte sia stata dovuta a soffocamento: per impedirgli di gridare, i tre gli avrebbero premuto un cuscino sul volto.

Dopo essersi fatti consegnare dalla donna il denaro che c’era in casa – sembra poche migliaia di euro, ma l’anziana non avrebbe saputo indicare una cifra precisa – i tre malviventi
sono fuggiti uscendo dal portoncino di ingresso al piano terra della casa rustica di via S. Maria a Fratte. La donna ha quindi dato l’allarme: i primi ad accorrere sono stati alcuni vicini.

E’ stato chiamato il 118, ma inutilmente. Casparrino, che non era sposato e lavorava come bidello nella vicina scuola elementare, era gia’ morto.