CASTELVOLTURNO (Caserta) – Braccati dalle forze dell’ordine, i Casalesi chiedono aiuto ai camorristi napoletani, per la riscossione del pizzo. La conferma di una nuova forma di
collaborazione, per gli inquirenti, arriva con l’arresto di un pregiudicato affiliato a un clan partenopeo, sorpreso sulle spiagge del litorale Domizio a prelevare le tangenti per il
gruppo dei bidognettiani.
Cosimo Migliore, 35 anni, ritenuto esponente di uno dei clan del capoluogo campano operativi tra Secondigliano e Scampia, e’ stato arrestato ieri dalla Squadra Mobile di Caserta. Scarcerato nel maggio scorso, l’uomo era in possesso di circa 6000 euro, estorti a titolari di stabilimenti balneari tra Marina di Varcaturo e Ischitella, per conto dei Casalesi.
Migliore ha precedenti per associazione per delinquere di tipo camorristico, tentato omicidio, rapine, furti ed estorsioni. Gli agenti della polizia hanno agito in costume da
bagno, confondendosi tra i bagnanti, durante alcuni appostamenti. Le indagini hanno confermato cosi’ la sinergia tra la fazione del clan dei Casalesi, ritenuta capeggiata da
Francesco Bidognetti, detto ’Cicciotto ’e mezzanotte’ e organizzazioni napoletane, per uno scambio di favori – ha spiegato il capo della mobile casertana, vice questore, Rodolfo
Ruperti – soprattutto sul fronte delle estorsioni.
Dopo i recenti duri colpi inferti all’organizzazione casertana dalle forze dell’ordine, per il ritiro delle rate estive, (quelle che il racket impone in prossimita’ del ferragosto), i bidognettiani stanno dunque utilizzando per il ritiro delle tangenti esponenti di clan napoletani alleati, che e’ piu’ difficile identificare.
Cosimo Migliore e’ stato bloccato dai poliziotti casertani a poca distanza dal lido ’La Fiorente’, dove un anno fa fu ucciso Raffaele Granata, padre dell’allora sindaco di Calvizzano, gestore dello stabilimento, eliminato per essersi opposto al racket.
