Caserta, operazione Centopassi: restano in carcere moglie e figlio di Cacciapuoti e altri 4 del clan

SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – Nel pomeriggio di oggi, i militari della Stazione Carabinieri di Grazzanise, hanno eseguito 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di soggetti già arrestati nell’operazione “Cento Passi”.

Il 24 luglio scorso sono state arrestate nove persone perché accusate di associazione per delinquere di stampo camorristico estorsioni, estorsioni per contro e nome del clan dei casalesi, affiliati al gruppo di Francesco Schiavone detto “Sandokan”.

Il blitz condotto dai carabinieri di Grazzanise ha consentito di dare un ulteriore duro colpo al gruppo capeggiato da Alfonso Cacciapuoti, che operava nei comuni di Grazzanise (Caserta), Alvignano (Caserta) e comuni vicini.

L’operazione prende il nome dal fatto che il gruppo, alcuni mesi fa, progettava di far saltare la stazione dei carabinieri di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), comandata dal capitano Rosciano, e l’attentato veniva progettato a cento passi, vicinissimi dunque, alla caserma.

Il colpo è stato sventato grazie ad una operazione dei militari che, in un intervento, hanno scoperto il nascondiglio e le armi.

Il Tribunale di Napoli ha sposato pienamente le tesi investigative del citato organo di polizia giudiziaria, che ha portato avanti le indagini, da cui sono scaturiti i nove provvedimenti di fermi del pubblico ministero.

Restano dunque in carcere Luisa Martino, classe 1963, moglie di Alfonso Cacciapuoti, già in carcere, catturato nell’operazione “Spartacus 3”, ed il figlio Giuseppe, 19 anni.

Giuseppe, eseguiva gli ordini impartiti dal padre, boss di Grazzanise, durante i colloqui in carcere; Giuseppe Conte, classe 1967: Michele Ammutinato, classe 1967; Maurizio Fusco, 27 anni; Paolo Raimondo, classe 1974.