Caserta, bomba distrugge il ristorante La Perla a Triflisco: è racket. Indagano i Carabinieri

BELLONA (Caserta) – Un attentato nella notte di domenica ha quasi distrutto un noto ristorante di Triflisco, frazione della città di Bellona.

Sul caso indagano i carabinieri di Vitulazio agli ordini del maresciallo Crescenzo Iannarella, coordinati dal capitano Francesco Conte comandante della Compagnia Carabinieri di Capua.

Erano circa le 2,30 circa di domenica notte quando tutta la città Triflisco (Caserta) e la cittadina di Bellona (Caserta), è stata scossa da un boato fortissimo. Un attacco dinamitardo ha distrutto il ristorante La Perla che si trova sulla strada statale 264, uno dei più rinomati della zona, che conta moltissimi ristoranti e un gran numero di turisti.

Per fortuna all’interno dell’esercizio non c’era nessuno, le vetrine, i muri, i cancelli del ristorante sono stati distrutti dalla bomba che, da quello che si è appurato nelle prime indagini, era un manufatto rudimentale, stato posto davanti all’ingresso del Ristorante ed ha mandato in frantumi buona parte dell’esercizio.

La sua potenza ha aperto una voragine proprio dove era stato posizionato l’ordigno, mentre la violenza dell’onda d’urto, ha scaraventata a decine di metri di distanza tutti i detriti del cemento dei muri, col rischio di fare danni maggiori, come colpire dei passanti.

Sul posto sono arrivati i carabinieri che hanno avvertito i vigili del fuoco e la scientifica del Comando provinciale di Caserta, per effettuare i dovuti rilievi e per andare a fondo della vicenda.

I militari hanno subito interrogato il titolare della Perla, Gabriele Criscione, che era accorso sul posto in piena notte. L’uomo era ancora visibilmente sotto choc per l’attentato subìto. Al malcapitato è stato chiesto se poteva essere a conoscenza di chi avrebbe potuto esserne l’autore, ma l’uomo ha dichiarato di non aver mai ricevuto minacce e quindi non sapeva.

Solita dichiarazione di chi ha paura di esporsi, visto che il modus operandi è chiaramente quella usata dal racket. Il metodo inconfondibile è quello delle attività estorsive che a seguito del rifiuto di pagamento del pizzo da parte di imprenditori e commercianti, fanno saltare in aria l’attività.

Infatti come è noto, pare che in questo periodo, le organizzazioni camorristiche, riscuotono una delle tre rate dette “della tranquillità”, cioè il pizzo diviso in tre rate annue imposto, per non essere infastiditi.

Che sia stato il Racket, vendetta personale o sospetta rivalità questo è ancora da accertare. Le indagini sono ancora in corso e vede impegnati la stazione dei carabinieri di Vitulazio e del Comando di Capua.

L’attentato inoltre, assume toni ancora più particolari se si pensa, che è avvenuto a poche ore di distanza dalla maxi operazione anticamorra, effettuata dalla compagnia della Stazione Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), e che ha portato all’arresto di nove camorristi.

Se le cose sono collegate per ora resta un mistero. I carabinieri non tralasciano alcuna pista anche se quella più battuta è quella della camorra locale.