ORTA DI ATELLA (Caserta) – E’ stato acciuffato l’ultimo dei casalesi sfuggito all’arresto nell’ambito dell’operazione che la settimana scorsa, ha portato all’arresto di 7 persone. Tra gli arrestati anche il fratello Crescenzo.
Salvatore Laiso, 28 anni, era stato colpito da un provvedimento di fermo di pm, emesso dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della DDA di Napoli, per estorsione aggravata dal metodo mafioso, insieme ad altri 7.
Facevano tutti parte di una banda di estorsori che lavoravano per conto del clan dei casalesi, ed in particolare della triade Schiavone – Iovine – Zagaria. I destinatari del provvedimento erano stati arrestati il 16 luglio scorso, durante un blitz dei carabinieri della Sezione Operativa e Radiomobile di Aversa, a seguito di una intensa attività di indagine e di intelligence.
Durante le indagini i militari osservavano i cambiamenti di posizione di alcuni personaggi che, avevano abbandonato i vecchi gruppi, per far parte del sanguinario clan degli scissionisti, capeggiato dal folle boss Giuseppe Setola e che negli ultimi tempi, stavano tornando tra le fila degli storici gruppi camorristici.
Salvatore Laiso era un personaggio di spicco del gruppo, addetto a riscuotere con le buone o con le cattive, il denaro che veniva estorto a imprenditori e commercianti dell’aversano. Non esitava a minacciare, anche di morte, coloro che erano sulla lista del clan.
A seguito degli arresti fatti la settimana scorsa, i carabinieri si sono posti sulle tracce del Laiso che è stato scovato a Orta di Atella.
Dalle indagini dei militari operanti, è emerso che il 28enne aveva comprato un appartamento presso un complesso residenziale di Orta di Atella, che contava 20 abitazioni in costruzione e quindi non agibile.
I carabinieri si sono susseguiti con lavori di appostamento e indagini nell’area sospetta, dove si notava che al terzo piano dello stabile, vi era un’abitazione arredata ed abitata. Durante la notte, una ventina di carabinieri, hanno fatto irruzione nello stabile, cogliendo l’uomo di sorpresa.
I militari hanno bussato alla porta dell’appartamento, il proprietario non ha potuto fare altro che aprire e si è lasciato arrestare senza opporre resistenza.
All’interno dell’abitazione vi erano la compagna di Laiso e due uomini che sono stati identificati. In particolare uno dei due, che è emerso essere un pregiudicato conosciuto dalle forze dell’ordine, Saverio Di Martino, aveva con sé dei documenti falsi, una carta d’identità con la sua foto ma con un altro nome. Poiché l’uomo era in compagnia del camorrista, è stato arrestato per falsificazione di documenti.
Durante la perquisizione domiciliare i militari hanno potuto scoprire che la casa era completamente protetta da una serie da sistemi di videosorveglianza professionalmente occultate. Sul balcone infatti, si trovavano delle piante di plastica, che non si notava o dall’esterno, all’interno delle quali, vi erano nascoste 4 cineprese collegate ad un monitor di 20 pollici, dal quale il pregiudicato, poteva avere sotto controllo tutte le vie d’accesso.
Ma non è servito nell’operazione portata a termine brillantemente stamattina dai Carabinieri che avevano intuito tutto. Gli uomini non si aspettavano un’irruzione nell’appartamento e non hanno fatto in tempo a scappare. Anche perché, vi erano precluse tutte le vie di fuga, permettendo la cattura del camorrista che è finito in manette.
