AVERSA (Caserta) – La lotta alla camorra continua su tutti i fronti, non si ferma la macchina della giustizia che intende colpire al cuore dei camorristi, del clan attivo su tutto il territorio italiano, e che si è ramificata in tutto il paese.
Emergono nuovi esponenti che mirano ad aggregarsi ai gruppi esistenti. L’operazione dei carabinieri , finalizzata a sventrare sempre più il clan dei casalesi, ha potuto stabilire i cambiamenti all’interno dei vari gruppi, che si erano formati al tempo dell’ascesa di Setola e che ora si sono riavvicinati al gruppo di “Rafilottoâ€.
Dopo i 44 arresti effettati ieri dai carabinieri di Modena e Caserta, durante la notte, i militari del Comando territoriale della stazione di Aversa, hanno concluso una vasta operazione avviata da tempo nel casertano e che si è concluso con l’arresto di sette esponenti emergenti dell’organizzazione criminale.
I destinatari dei provvedimenti emessi dalla DDA di Napoli, sono esponenti del gruppo di Francesco Schiavone, detto “Sandokanâ€, che mira a non perdere il controllo del territorio, arruolando nuove leve, dopo le passate operazioni dei militari con i quali l gruppo clan ha perso gran parte dei suoi affiliati.
Gli arrestati sono accusati per associazione a delinquere aggravate dal metodo camorristico, estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di imprenditori dell’aversano, delle zone di Gricignano (Caserta), Carinaro (Caserta) e Trentola Ducenta (Caserta).
Le vittime non denunciavano le estorsioni per paura di ritorsioni, il denaro erano i proventi con cui venivano pagati i nuovi affiliati e le famiglie dei boss che si trovano tuttora in carcere, come lo stesso Schiavone, rinchiuso al regime del 41 bis, ma anche le due primule rosse Antonio Iovine e Michele Zagaria, latitanti da oltre 13 anni.
L’operazione trae spunto da un brillante attività di monitoraggio ed intelligence, svolta di iniziativa dei militari della Stazione normanna, a contrastare elementi emergenti della criminalità organizzata locale, che miravano al controllo delle attività economiche e degli appalti pubblici, con l’imposizione di tangenti a imprenditori e commercianti.
Le investigazioni, condotte con attività tecniche e servizi di pedinamento e osservazione, hanno consentito di documentare gli episodi criminosi e di delineare alcuni nuovi tratti della leadership geo – criminale.
Ed è stato notato Infatti che, alcune aree che erano state conquistate dall’area stagista di Giuseppe Setola, gruppo Bidognetti, in questo periodo stanno rientrando nella storica sfera d’influenza criminale, ovvero quella ricollegabile in maniera più o meno diretta, alla fazione Schiavone – Iovine – Zagaria.
Come in altri casi, le attività sono state condotte senza la collaborazione delle vittime, le quali non erano a conoscenza delle indagini.
