Caserta, cadavere nel Volturno a Pasquetta: arrestati i 2 amanti killer. Imprenditore e prostituta

MONDRAGONE (Caserta) – Dopo interminabili indagini, sono stati arrestati due presunti responsabili del delitto di Pasquetta, il cui corpo, fu ritrovato nelle acque del Volturno, incaprettato, legato mani e piedi.

Dalle ricostruzioni degli inquirenti, che in primo momento sembrava essere un omicidio di stampo camorristico, dalle modalità in cui è stato trovato il corpo, è emerso che si è trattato invece, di un delitto a scopo passionale.

La vittima era il compagno, nonchè protettore della donna, una prostituta ucraina 29 enne, innamorato di un italiano: un imprenditore di Sessa Aurunca.

E come ogni thriller che si rispetti, i due si coalizzano per far fuori il terzo incomodo. Ma la love story è durata un soffio: i due sono finiti dietro le sbarre.

Alla mezzanotte circa, i carabinieri della compagnia di Mondragone (Caserta), hanno arrestato i due presunti killer dell’omicidio di un cittadino albanese, il cui cadavere era stato ritrovato nel territorio di Castelvolturno (Caserta), il giorno di Pasquetta, 13 aprile scorso, occultato all’interno del fiume Volturno. Il corpo, che si presentava irriconoscibile e decomposto dalle acque, era incaprettato con corde e blocchetti di ferro.

Gli investigatori sono riusciti in primis, a identificare la vittima, che era risultato essere un cittadino albanese, e che si chiamava Jeton Osmani, classe 1980 e successivamente, a ricostruire la dinamica dell’efferato delitto.

Le indagini condotte dai militati della Stazione locale, coordinate dalla Procura presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), hanno permesso, con non poche difficoltà, di ricondurre l’omicidio alla pista passionale.

Il delitto è scaturito dalla premeditazione e cooperazione di due amanti: un italiano e una prostituta ucraina, con il desiderio di eliminare l’ex protettore della donna, al fine di non vedere più ostacolata la loro relazione sentimentale.

I due amanti, Giuseppe Cataldo, imprenditore italiano, classe 1967, e Svitlana Maslovska, ucraina, classe 1970, sono stati rinchiusi rispettivamente nei carceri di Santa Maria Capua Vetere, lui, e in quello di Pozzuoli, la donna, a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.