Caserta, arrestato il boss di Cesa: Mazzara e altri 2. Sequestrati 14 beni immobili

CESA (Caserta) – I carabinieri di Napoli hanno eseguito un decreto di fermo a carico di Nicola Mazzara, 53 anni, capo dell’omonimo clan camorristico operante a Cesa (Caserta) e che fa parte del cartello camorristico dei Casalesi legato a Francesco Schiavone, detto Sandokan.

Con lui sono stati arrestati Federico Oliva, 37 anni, e Graziano Angelo Di Gianni, 31 anni. Per tutti l’accusa di estorsione e minacce aggravate dal metodo mafioso. Nel corso di indagini coordinate dalla Dda di Napoli, i militari hanno accertato che Di Gianni, ex contabile, doveva ripianare un grosso ammanco di denaro a una società del Casertano che opera nel settore dell’elettronica ed aveva minacciato di coinvolgere nella sottrazione il suo ex responsabile amministrativo se non gli avesse versato 400.000 euro.

Per cercare di evitare il pagamento, quest’ultimo si era rivolto al capo clan tramite Federico Oliva, conoscente del boss. Rimedio peggiore del male: Oliva e il boss Mazzara gli avevano infatti estorto ben 700 mila euro.

Beni sequestrati: 14 immobili per circa un milione e mezzo di euro

Contestualmente alle esecuzione dei provvedimenti di fermo i carabinieri hanno provveduto al sequestro di 14 unità immobiliari e due attività commerciali che, secondo quanto accertato dagli investigatori, sarebbero
riconducibili ad uno degli indagati.

Il valore degli immobili, per la maggior parte ubicati in provincia di Caserta, ammonta a circa a un milione e mezzo di euro.

Numerosi sono stati gli accertamenti bancari eseguiti dai carabinieri sui conti correnti di tutte le persone coinvolte nell’inchiesta.