Caserta, il gip libera tutti gli indagati dell operazione thanatos sul racket delle pompe funebri

CASERTA – Le indagini sul presunto racket delle pompe funebri a Caserta si è avviato alla conclusione. Non è lontano il 26 gennaio scorso, quando l’operazione denominata thanatos, ha portato all’arresto di 22 persone, tra personale della sala mortuaria e titolari di pompe funebri del comprensorio casertano e napoletano.

Tutti furono accusati, in quella circostanza, di associazione a delinquere, estorsione, corruzione e illecita concorrenza. Tra gli accusati anche gli operatori della sala mortuaria dell’ospedale civile di Caserta: Antonio Chianese, Antonio Cammarota, Giuseppe Parillo e Domenico De Marco. Maggiori indiziati i titolari delle aziende funebri operanti a Caserta, Giovanni e Eduardo Scalera. Poi i titolari delle pompe funebri Cerreto, Raffaele e Gaetano. Alessandro e Alessio Trombetta dell’omonima ditta napoletana.

Chiuse le indagini, il gip, Antonio Baldassarre, su istanza degli avvocati, che hanno chiesto la revoca della misura cautelare, ha espresso parere favorevole e il Cammarota venerdì è stato scarcerato, senza alcun obbligo di legge.

E’ stato il primo in assoluto e ieri, a ruota, tutti gli avvocati, hanno presentato l’istanza per la revoca delle misure a cui i propri assistiti ancora erano sottoposti. Stessa cosa per quasi tutti gli indiziati tra cui Gaetano e lo zio Raffaele Cerreto, difesi il primo dall’avvocato Bianco e il secondo dall’avvocato Giacomo Tartaglione.

Il mite e schivo Raffaele Cerreto, contento per la decisione del gip, ha dichiarato: “io mi ritengo innocente, come lo sono sicuramente gli altri. Ho fiducia nella giustizia, sicuramente la verità verrà fuori”. A lui non piace la pubblicità, sembra anche troppa quella che è stata fatta per i gusti del modesto imprenditore, che è stato sostenuto fin dall’inizio dal figlio Gaetano, cugino del Gaetano indagato, e che si associa alle parole dello zio.

L’avvocato Rosario Piombino, che assieme al collega, Alfonso Iovino difende Cammarota, non può che ritenersi soddisfatto.

“Io con il giudice sono stato sempre corretto, con il mio cliente abbiamo esposto i fatti ed il Gip si è reso conto della personalità del mio cliente – assicura l’avvocato – ha vagliato il comportamento processuale del Cammarota ed ha ritenuto non opportuno applicare nemmeno la minore delle misure cautelari. Ovviamente dovrà stabilirsi il lavoro svolto in obitorio e le responsabilità degli impiegati”.

Anche Cammarota è convinto che la verità salterà fuori .

“Non ho mai chiesto niente a nessuno non sono il tipo. Ho sempre vissuto del mio lavoro, all’ospedale di Caserta e a Napoli. Ho sempre lavorato onestamente. Sono sicuro, ho fede nella giustizia, che anche i giudici non avranno dubbi e le prove verranno fornite in dibattimento”.