Napoli, la Ugl Polizia plaude ad operato Finanza contro autovelox selvaggi

NAPOLI – Ormai sono anni che il segretario regionale dell’Ugl polizia Giuseppe Raimondi critica il metodo che adottano molti Comuni di questa Regione, circa l’utilizzo della rilevazione di velocità c.d. “Autovelox”.

Non molti anni fa nella provincia di Caserta, lo stesso Raimondi, intraprese una singolare iniziativa astenendosi dal cibo per protestare contro gli “autovelox selvaggi”, ottenendo così, l’intervento del Prefetto di Caserta.

Oggi con l’operazione della Guardia di Finanza si è finalmente dato un freno alle cattive abitudine di queste ditte senza scrupoli che si arricchivano sulle spalle dei cittadini.

“Si parla tanto di legalità e sicurezza stradale – dichiara Raimondi – e mentre ogni anno centinaia di persone muoiono sulle nostre strade, anziché promuovere iniziative che riducano il numero delle vittime rafforzando i parametri di sicurezza delle strade, fanno installare, non solo gli autovelox nei viottoli, nei cassonetti dell’immondizia, tra le siepi che costeggiano la carreggiata confondendoli con colori scuri, addirittura oggi aggiungiamo alla lunga lista di anomalie che venivano contraffatti dalle ditte private – con ironia aggiunge il sindacalista – ‘oltre al danno, la beffa’.

Non voglio pensare che alla base di tutto ci sia il tentativo di rastrellare risorse per dare ossigeno ai bilanci e alle casse comunali, ma certamente non posso non esternare il mio totale dissenso sul metodo che adottano alcune amministrazioni comunali nel punire l’automobilista indisciplinato. Il controllo della velocità non deve servire per arricchire le casse comunali e le ditte private, bensì ridurre il rischio di incidenti che negli anni passati hanno raggiunto percentuali altissime.

Ribadisco da anni ormai – continua Raimondi – che questi servizi vanno attuati in modo tale da rendere ben visibile sia le pattuglie e gli agenti operanti sia le apparecchiature fisse, anche perché l’automobilista indisciplinato solo alla vista degli operatori in divisa o della apparecchiatura fissa resa ben visibile, tende a rispettare la velocità.

Non a caso il Codice della Strada pone come priorità la prevenzione e non la repressione. L’attività di controllo della circolazione stradale deve sempre ispirarsi a principi di correttezza amministrativa e di trasparenza e non può comunque prescindere dall’osservanza di precisi obblighi connessi alla tutela del diritto di difesa dell’utente della strada”.

A tal proposito il segretario dell’Ugl polizia pone come esempio gli autovelox posti lungo le tratte autostradali: “Le postazioni fisse sulle nostre autostrade, gestite non da ditte private ma dalla polizia di stato (come prevede la legge), sono rese ben visibili attraverso una segnaletica posta direttamente sulla postazione dell’autovelox.

La stessa logicità è stata adottata per il Tutor, ottenendo una alta percentuale di riduzione degli incidenti causati dall’elevata velocità. Un esempio che dovrebbe essere adottato da tutte le Amministrazioni Comunali che continuano ad ignorare opponendosi addirittura in giudizio a spese dei contribuenti.