Caserta, scoperti i responsabili dell’omicidio Tartaglione a Caivano: 5 arresti

CASERTA – La Squadra Mobile della questura di Caserta guidata da Rodolfo Ruperti ha identificato i presunti responsabili dell’omicidio di Giovanbattista Tartaglione, ucciso a Caivano, il 22 settembre del 1996, nell’ambito della faida di camorra tra il clan dei ’Quaqquaroni, noti come clan Piccolo; e dei ’Mazzacane’, conosciuto anche come clan ’Belforte’.

Si tratta di gruppi criminali operanti a Marcianise e nelle zone limitrofe allora ancora non sottomessi alla camorra del clan dei casalesi ma reduci dallo scontro tra avverse fazioni vicine una alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo (i piccolo) e alla Nuova Famiglia di Bardellino (i belforte).

I provvedimenti restrittivi, emessi dal Tribunale di Napoli, su richiesta della procura distrettuale partenopea, sono stati notificati in carcere, questa mattina dagli agenti della squadra mobile diretta dal vice questore, Rodolfo Ruperti, a Salvatore Belforte, di 49 anni, Gennaro Buonanno, detto ’Chiocchino’, Pasquale Cirillo, di 38 anni , Felice Napolitano,di 46 anni
detto ’o capitone’ e Francesco Zarrillo, di 40 anni, detto ’sarocchia’, tutti di Marcianise.

Sono accusati di omicidio pluriaggravato, con l’aggravante di avere agito al fine di agevolare le attività dei clan camorristici Belforte, già da allora egemone Marcianise (Caserta), e Natale, operante a Caivano.

A supportare le indagini della polizia le dichiarazioni di alcuni pentiti. Tartaglione, affiliato ai ’Quaqquarone’, organizzazione guidata dai cugini Piccolo, fu assassinato dopo crudeli sevizie, per avere partecipato all’omicidio di Luchino Famiano.

Quest’ultimo un tempo appartenente al ’clan Perreca’, operante nella zona di Recale ed alleato dei ’Piccolo’, aderi’ , poi, al gruppo vincente dei ’Mazzacane’, capeggiato dai fratelli Salvatore e Domenico Belforte.