CASERTA – Il finanziere napoletano Renato D’Andria, ex proprietario di canale 10, la tv erede di Telecaserta, attiva fino a qualche tempo fa a Marcianise, ed altre sei persone, tra cui il socio Alessandro Petti, sono state arrestate oggi a Roma nell’ambito di un’inchiesta su un reimpiego illecito di denaro, si tratta di milioni di euro, provento di evasione fiscale.
Le misure sono state disposte dal gip Alfredo Ruocco su richiesta dei pm Vittoria Bonfanti e Lina Cusano. Cltre due persone sono finite agli arresti domiciliari per motivi di età . Associazione per delinquere, frode fiscale, truffa ai danni di una banca, i reati contestati agli indagati a seconda delle singole posizioni processuali. Gli uomini del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza ha eseguito i provvedimenti
cautelari ed eseguito perquisizioni nelle abitazioni degli arrestati.
I fatti esaminati dalla procura di Roma risalgono al 2005 ed hanno preso spunto da accertamenti sulla catena di società riconducibile al finanziere napoletano e riguardanti Canale 10. Buona parte degli altri destinatari delle ordinanze di custodia sono collaboratori dello stesso D’Andria.
Questi, negli anni, è finito spesso al centro di indagini riguardanti, in particolare, reati legati ad attività finanziarie. Nell’inchiesta che ha portato in carcere il finanziere napoletano Renato D’Andria, vi sarebbe la
gestione del terreno in provincia di Caserta a destinazione industriale dove si trovava Canale 10 a Marcianise e le frequenze della Tv, contese tra lo stesso D’Andria e un suo ex socio, Alessandro Petti, arrestato anche lui oggi dal Gruppo investigativo antiriciclaggio del nucleo valutario della Guardia di Finanza di Roma, terreno poi sequestrato dalla procura capitolina.
L’ordinanza custodiale è corposa e con molti episodi. Così ha affermato l’avvocato Alessandro Diddi, difensore di Renato D’Andria, alla luce del provvedimento emesso oggi dal gip Ruocco del tribunale di Roma. Secondo quanto fatto rilevare dal penalista, il suo assistito ’da sei mesi a questa parte aveva chiesto di essere ascoltato dai pm’.
E questa istanza era stata rinnovata una settimana fa. L’ordinanza è stata emessa anche nei confronti di un ex socio di D’Andria. ’I due entrarono in conflitto – ha continuato l’avvocato Diddi – rispetto alla gestione di un terreno a destinazione industriale che si trova nella provincia di Caserta e fa parte di una società con sede a Roma. Un anno fa denunciammo ogni cosa alla Procura, e in seguito a questo il terreno venne affidato, con un sequestro preventivo, ad un custode’.
Passato del tempo il gestore del bene – secondo la difesa di D’Andria – avrebbe chiesto di mettere in vendita il terreno. ’Soltanto che quella proprietà aveva un valore di un quinto rispetto al mercato e c’era una cessione di quote della societa’ che secondo noi non andava’.
L’obiettivo di D’Andria era nascondere le plusvalenze che aveva realizzato con la vendita delle strutture e delle frequenze di Canale 10 al fisco attraverso un giro di società fittizie e prestanome.
