Caserta, fiamme su Marcianise: la diossina preoccupa i residenti. Indaga la Procura

MARCIANISE (Caserta) – Le fiamme sono state smorzate, per due giorni interi, l’area nei pressi di uno dei centri commerciali più grandi d’Italia, bruciava e tutto andava in fumo. E per le prime ore, il primo giorno, nessuno interveniva a spegnere il fuoco, nemmeno i vigili del fuoco, allertati più volte dai cittadini angosciati.

L’area tra lo scalo del’interporto di Marcianise e il centro abitativo di Maddaloni, era colmo di una nube nera di fumo e nell’aria si propagava un’alta percentuale di diossina. I residenti non potevano respirare e camminavano, anche in casa, con la bocca coperta per non respirare l’impurità dell’aria. La sostanza, come sappiamo, è nociva per gli esseri umani e, una zona martoriata come quella marcianisana, è ormai noto che l’aria ne è ormai satura.

La denuncia alla procura, ha messo in moto la macchina della giustizia, e si cerca di capire a chi attribuire le responsabilità. I carabinieri di Caserta e Marcianise hanno aperto da subito le dovute indagini per stabilire se l’incendio è doloso o si è trattato di una fatalità. Per più di due giorni, dall11 maggio notte, il fuoco divampava nei pressi dell’industria dismessa, ex stabilimenti EcoRec e Cubex, colma di rifiuti e di copertoni.

Più volte i comitati campani in questi anni hanno denunciato la presenza del materiale all’interno dello stabilimento, ma nessuno si è preoccupato. Da due giorni il fuoco bruciava tutto quello che incontrava, sotto lo sguardo attonito dei cittadini che chiedevano aiuto. Sono nate polemiche rispetto agli in interventi e alle responsabilità di ciascuno.

Intanto, anche le mamme dei luoghi coinvolti, e le famiglie, si sono elevate a protesta, poiché, come al solito, gli interventi dei politici arrivano sempre in ritardo. Le terre sono ora piene di diossina, il fuoco è stato smorzato e in questo momento, i vigili del fuoco, stanno tenendo a bada probabili piccoli roghi, mentre sotterrano, con pale e ruspe, tutto il terreno danneggiato. Per quanto riguarda il fuoco si può trarre un sospiro di sollievo, non si può dire la stessa cosa per la salute pubblica, costretta a respirare l’aria inquinata dall’incendio degli pneumatici.

L’aria inquinata e i fumi tossici, arrivavano dovunque nel casertano, gettando sui campi, per chilometri, la nociva diossina. La Procura farà le dovute indagini e qualcuno si prenderà il “merito” di un ulteriore scempio delle nostre campagne.