CASERTA – Riciclavano denaro sporco frutto di traffico di droga, usura, ricettazione di macchine rubate, estorsione e abusiva attività finanziaria per l’acquisto di immobili per conto della camorra.
Otto persone sono state arrestate dai finanzieri del Gico di Firenze al termine di indagini durate due anni coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica del capoluogo toscano.
Nel corso della notte, nelle province di Napoli, Salerno, Caserta, Prato, Lucca, Milano e Lodi, sono state sequestrate alla camorra 25 unità immobiliari, quattro società e varie autovetture, per un valore stimato dalle Fiamme Gialle fiorentine in circa 10 milioni di euro.
Il gruppo criminale, che si avvaleva di un ingegnere 51 enne assoldato dal potente clan dei Mazzarella di Napoli, beneficiando dei flussi di denaro contante proveniente dal narcotraffico e dalle altre attività illecite tipiche della criminalità organizzata di stampo mafioso, aveva operato un aumento di capitale sociale per poi successivamente procedere all’acquisto dei numerosi beni immobili.
Tra gli arrestati c’è anche un esponente di spicco del clan dei Casalesi, di cui ancora non è stato reso noto il nome. Colpisce l’alleanza tra i clan storici di Napoli della Camorra e alcuni esponenti dei casalesi, L’operazione in terra fiorentina e poi estesa in tutta Italia dovrà essere oggetto di particolare attenzione.
Gli arresti sono scattati anche grazie al supporto informativo degli 007 dell’Aisi, l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna.
Arrestato il casalese Orabona: sfuggi a Setola
Una delle persone arrestate dal Gico della guardia di finanza di Firenze nell’ambito dell’operazione ‘Botero’ che ha fatto scoprire un’organizzazione dedita al riciclaggio e all’usura legata a clan della camorra, é Salvatore Orabona, 37 anni di Trentola Ducenta (Caserta), che il 12 dicembre 2008 scampò ad un commando del boss Giuseppe Setola che lo voleva morto.
Il commando, formato da sei persone e guidato dallo stesso Setola, sparò oltre 120 colpi di pistola e kalashnikov contro l’abitazione di Salvatore Orabona e, per sbaglio, contro una villetta poco distante dove una donna, Giuseppina Molitierno, estranea all’organizzazione, rimase ferita.
La spedizione rappresentava l’ala stragista del clan dei Casalesi. Tutti i componenti del gruppo sono stati poi arrestati tra dicembre e gennaio. Il Gico di Firenze ha arrestato Salvatore Orabona con le accuse di riciclaggio e di ricettazione di auto con l’aggravante del metodo mafioso. Secondo le indagini era lui che si preoccupava di smistare verso Spagna e Germania autovetture provento di attività illecite collegate all’organizzazione stroncata con l’operazione ‘Botero’.
Come è partita Botero
E’ stato un deposito da 1 mln di euro in una banca di Prato a far scattare l’operazione ‘Botero’ con cui il Gico di Firenze è risalito ad un’organizzazione legata alla camorra dedita al riciclaggio e all’usura tra Campania, Toscana e Lombardia. Da questo aspetto dell’inchiesta – che ha portato a otto arresti – è partito un appello alle banche dal procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi. “Le banche devono rendersi conto che il riciclaggio di denaro si realizza anche attraverso di loro; tutte le operazioni bancarie sospette devono essere segnalate – ha detto il procuratore Quattrocchi nella conferenza stampa al comando della Gdf a Firenze – Questa sollecitazione al mondo bancario è un ‘mayday’ necessario visto che le banche sono destinatarie di norme precise in materia di riciclaggio e usura”.
Tutti gli arrestati
Il Gico ha arrestato Mario Papale, 36 anni di Ercolano (Napoli), la moglie Rosa Iacomino, 37 anni, l’ingegnere Salvatore Coppola, 51 anni, di San Giovanni a Teduccio (Napoli) intorno al quale ruotavano i rapporti del gruppo con la camorra, i Mazzarella e i Casalesi. Arrestati anche Alberto Tradii, 37 anni, di Lucca, Michele Iacomino, 64 anni, e Antonio Iacomino, 60 anni di Ercolano, Salvatore Orabona, 37 anni di Trentola Ducenta (Caserta) del clan dei Casalesi, Giuseppe Zeno, 37 anni.
