CASAL DI PRINCIPE (Caserta) – Sono ormai resi noti i nomi degli autori della grande retata condotta dalle Forze dell’Ordine ieri mattina, che ha condotto all’arresto di 29 persone tra cui tre militari dell’Arma.
L’operazione è stata denominata “Hermesâ€, ed ha portato all’arresto di persone di spicco della camorra casertana e napoletana, così come esponenti della ndrangheta calabrese e la mafia. Un giro di affari di milioni di euro.
Sono stati sequestrati beni e valori per oltre 150 milioni di euro, effettuati in 13 città d’Italia; 39 società commerciali e 3 ditte individuali. Il sequestro ha riguardato anche 100 immobili, 104 autoveicoli, 140 quote societarie per un valore di oltre 150 milioni di euro. Diverse le sale bingo sotto sequestro tra le quali quelle di Cassino, Milano (viale Zara), Cernusco sul Naviglio, Lucca, Padova, Brescia, Cologno Monzese, Cremona; in provincia di Caserta e Frosinone.
La Finanza ha sequestrato, in particolare, la società “Betting 2000”, che sviluppa un alto volume di affari a livello nazionale nel settore delle scommesse sportive.
Oltre cento gli indagati, in maggior numero imprenditori impegnati nel settore del gioco e delle scommesse per riciclare il denaro dei clan,
L’operazione è stata eseguita dai reparti “Gico” di Napoli e dello “Scico”. Le accuse formulate nei confronti della maxi-organizzazione sono associazione di tipo mafioso, estorsione, truffa allo Stato, riciclaggio di denaro sporco, corruzione di pubblici ufficiali.
L’operazione è iniziata con le accuse fatte da alcuni pentiti, tra cui Domenico Di Caterino, Paolo Di Grazie e Domenico Bidognetti e si aggirava attorno agli affari del re delle sale gioco Renato Grasso, ritenuto molto vicino ai casalesi, a Cosa Nostra e ai Madonia.
La camorra e la mafia, hanno approfittato dell’espansione del gioco d’azzardo sul territorio nazionale, per investire i soldi sporchi fatti con le attività illecite delle organizzazioni criminale. I clan si servivano anche di alcuni uomini delle forze dell’ordine,
Il maresciallo Pietro Bruno è accusato di una fuga di notizie avvenuta nel novembre del 2006. Il sottufficiale sarebbe entrato abusivamente nel server del Ros di Napoli per acquisire informazioni riservate sul conto di Renato Grasso, l’uomo intorno al quale ruota l’intera indagine, in relazione al suo coinvolgimento in un’indagine nei confronti del clan dei Casalesi. Per lo stesso motivo sono stati arrestati due militari in servizio presso la compagnia di Casal di Principe, Luigi Di Serio e Luigi Cocuzza. Gli arresti sono stati eseguiti dai militari dell’Arma in seguito ad indagini condotte dal Ros.
Gli arrestati
Questi gli arrestati:
Germano Acunzo, 42 anni, di Napoli; Antonio Ambrosiano, 55 anni, di Napoli; Pietro Bruno, 45 anni, di Bari; Massimiliano Brusciano, 42 anni, di Aversa; Marco Carravieri, 27 anni di Milano; Salvatore Caso, 45 anni, di Napoli; Francesco Ciotola, 31 anni, a Napoli; Luigi Cocuzza, 47 anni, Napoli; Giuseppe Crapetti, 39 anni, di Napoli; Luigi Di Serio, 44 anni, di Succivo; Rosario Di Sarno, 33 anni, di Napoli; Armando Esposito, 44 anni, di Napoli; Luigi Ferraro, 45 anni, di Casale; Mario Iovine, 60 anni, di San Cipriano; Salvatore Iovine, 44 anni, di San Cipriano; Antonello Luciano, 45 anni, di Napoli; Giandranco Maddalena, 40 anni, di Napoli; Vincenzo Maresca, 52 anni, di Napoli; Giuseppe Melfi, 48 anni, di Napoli; Vincenzo Pellegrino, 48 anni, di Villa di Briano; Giovanni Penniello, 56 anni, di Napoli; Ciro Sigillo, 51 anni, di Napoli; Salvatore Sposato, 51 anni, di Napoli; Antonio Vaccaro, 45 anni, di Napoli; Carmine Vaccaro, 58 anni, di Napoli; Enzo Vaccaro, 33 anni, di Napoli; Luigi Vaccaro, 56 anni, di Napoli; Salvatore Vendemini, 51 anni, di Napoli.
