Caserta, altri 4 arresti di camorra a Maddaloni: giovani aspiranti boss. I nomi

MADDALONI (Caserta) – Dopo il successo di ieri, cha ha visto in azione la Dia con i carabinieri di Maddaloni, in concomitanza con la DDA di Napoli, con l’arresto di 28 pregiudicati appartenenti al clan camorristico dei casalesi e dei Belforte, ecco un’altra organizzazione sventrata dai carabinieri della locale stazione. Arrestati 4 esponenti di un nuovo clan che mirava ad avere il potere su Maddaloni, in provincia di Caserta e a divenire referente del clan dei Casalesi.

All’alba

All’alba di oggi, mercoledì 18 marzo, i Carabinieri del Nucleo Operativo di Maddaloni hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto a carico di 4 giovani maddalonesi, ritenuti affiliati ad un clan camorristico emergente nella cittadina campana. Il provvedimento è stato emesso dalla Dda di Napoli.

All’esito delle indagini svolte i 4 giovani sono risultati essere il mandante, gli organizzatori e l’esecutore materiale di un attentato dinamitardo avvenuto il 5 marzo a Maddaloni, in via Palladino, ai danni di Lucia Picillo, vedova del boss Angelo Amoroso, già arrestata dai Carabinieri di Caserta quale appartenente ad un altro clan camorristico di Maddaloni.

L’ordigno

L’ordigno artigianale predisposto dai 4 aspiranti giovani boss era composto da 3 bombe carta collegate tra loro, per un peso complessivo di 4,5 kg. di esplosivo, a loro volta legate con nastro adesivo ad una bombola di gas da campeggio, del peso di 3,5 kg che avrebbe dovuto amplificare ulteriormente gli effetti dell’esplosione.

Se l’ordigno fosse esploso avrebbe potuto sventrare l’intero palazzo, dove vivono varie famiglie, e causare una vera e propria strage; fortunatamente, però, forse a causa della pioggia, o forse per l’imperizia del “bombarolo”, la miccia si è spenta e non c’è stata alcuna esplosione.

Il perché

Le indagini, che si sono sviluppate con intercettazioni, pedinamenti e servizi di osservazione, sono culminate nel fermo di questa notte a carico di Clemente Di Crescenzo, classe 76, detto “Bocsic”; Angelo Esposito, classe 79, guardia giurata; la moglie Filomena Cristiano, 21 anni, e Pietro Folgieri, 43 anni, tutti di Maddaloni.

Le accuse nei loro confronti sono: di associazione a delinquere di tipo camorristico finalizzata alla ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi ed esplosivi, alla strage, al tentato omicidio nei confronti di esponenti di un clan camorristico rivale, il tutto con l’aggravante del metodo mafioso.

Le accuse

I contrasti tra i due gruppi criminali sono da ricondurre in particolare alla gestione illecita del business dei videopoker e delle slot machines. Un affare molto redditizio che in passato aveva causato l’omicidio di Angelo Amoroso, e, il più recente omicidio di Vincenzo Di Crescenzo, fratello del Clemente arrestato oggi, lo scorso gennaio.

In effetti, la mancanza su Maddaloni di soggetti carismatici e di personalità camorristiche di spicco, ha fatto si che la pluralità dei soggetti che orbitavano intorno ad essi abbiano acquisito nel tempo posizioni più importanti, cercando di imporsi con le proprie bande criminali emergenti. Ciò ha generato scissioni e contrapposizioni tra varie frange e, di conseguenza, azioni forti di contrasto che tendevano ad aggiudicarsi la supremazia nel territorio.

A gennaio era morto Di Crescenzo

Dopo i numerosi recentissimi arresti da parte dei Carabinieri di Caserta, i giovani pensavano forse di poter approfittare della situazione per allargare e consolidare i loro affari criminali e il loro controllo del territorio, ma sono arrivate le manette anche ai loro polsi.

I militari questa notte alle 5.00 hanno circondato le abitazioni degli indagati Di Crescenzo, Esposito e Cristiano, in via Campolongo, e hanno fatto irruzione all’interno per trarli in arresto. Folgieri invece è stato rintracciato in provincia di Reggio Emilia, a Castelnovo ne’ Monti, a casa di alcuni suoi parenti.

L’ansia di entrare tra i Casalesi

Infatti, dopo il fallimento dell’attentato dinamitardo si era allontanato per paura di ritorsioni, sia da parte delle potenziali vittime che da parte dei committenti del lavoro, rimasti insoddisfatti; ma i Carabinieri di Maddaloni sono andati a cercarlo fino a Reggio Emilia, e alle 5.00 sono scattate le manette anche per lui. L’obiettivo dei giovani era dievntare il nuovo riferimento del clan dei Casalesi, la camorra della provincia di Caserta, la più violenta d’Italia.

Al termine delle operazioni di rito i fermati sono stati tradotti presso le Case Circondariali di Santa Maria Capua Vetere e Reggio Emilia, mentre la Cristiano è stata accompagnata presso la Casa Circondariale di Pozzuoli.