SAN CIPRIANO D’AVERSA (Caserta) – Beni per un valore di 610mila euro, riconducibili a Cipriano D’Alessandro, elemento di spicco del clan dei Casalesi, la camorra della provincia di Caserta, la più violenta d’Italia, sono stati confiscati su disposizione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta). L’uomo, 46 anni, è ritenuto un elemento di spicco del clan dei Casalesi.
I beni oggetto della confisca, un fabbricato a San Cipriano d’Aversa e una vettura Mercedes C220 intestati alla moglie del pregiudicato, furono sequestrati dalla Direzione investigativa antimafia nel gennaio 2008.
Il pregiudicato è stato condannato all’ergastolo con isolamento diurno per due anni e 10 mesi nell’ambito del processo Spartacus. E’ stato, infatti, riconosciuto colpevole, in concorso, di diversi omicidi tra i quali quello di Paride Salzillo, nipote del boss Antonio Bardellino, di Michele Pardea e di Liliano Diana oltre che al tentato omicidio di Giuseppe De Falco e Dionigi Pacifico. Delitti ritenuti di “assoluto rilievo strategico” o addirittura episodi che hanno “segnato un confine tra i diversi assetti della realtà criminale dei Casalesi”.
I giudici hanno sottoposto D’Alessandro anche alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di polizia con l’obbligo di soggiorno, per quattro anni, nel comune di residenza e al versamento di 8mila euro a titolo di cauzione.
Secondo quanto stabilito dai magistrati, D’Alessandro, nonostante la detenzione, continua a dimostrare “pericolosità sociale” al punto da imporre “la necessità di un più stringente controllo che appare possibile ottenere solo mediante la sottoposizione dell’obbligo di soggiorno nel comune di residenza”.
