Caserta, operazione anti clan della camorra Lubrano – Ligato a Pignataro Maggiore: 15 arresti

PIGNATARO MAGGIORE (Caserta) – E’ scattata questa notte una vasta operazione anticamorra in provincia di Caserta, in particolare nella zona della piana del Medio Volturno, dove i carabinieri stanno eseguendo una serie di arresti nei confronti di 15 affiliati al clan della camorra Lubrano – Ligato, collegato a quello dei Casalesi, la camorra della provincia di Caserta: la più violenta d’Italia, ritenuti responsabili di associazione mafiosa, omicidio, estorsioni, detenzione e porto abusivo di armi, danneggiamento.

L’operazione potrebbe consentire di sgominare il clan che gestisce il controllo del comune di Pignataro Maggiore e di quelli immediatamente vicini. Il capo storico della famiglia Ligato, Raffaele, oggi detenuto all’ergastolo, è stato condannato anche per l’omicidio del sindacalista Francesco Imposimato, avvenuto a Maddaloni (Caserta) nel 1983, eseguito per colpire l’attività del fratello magistrato, Ferdinando Imposimato, noto magistrato antimafia e anti Br.

L’omicidio fu eseguito anche con la collaborazione di esponenti della mafia siciliana e della ‘banda della Magliana’ per una vendetta trasversale, al fine di colpire l’attività del fratello magistrato, Ferdinando Imposimato, all’epoca dei fatti giudice istruttore a Roma.

I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Napoli nell’ambito di una indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia napoletana (Dda) e rappresenta la naturale risposta alla aggressività di quel clan che finora in provincia di Caserta era rimasto sostanzialmente indenne.

I Lubrano Ligato sono famosi per essere anche affiliati a Cosa Nostra – unica famiglia casertana dopo la morte di Antonio Bardellino – tramite la vecchia famiglia dei Nuvoletta di Marano e di aver ospitato nel tempo personaggi del calibro di Luciano Liggio e Totò Riina.

Il Comune di Pignataro Maggiore anni fa, al tempo del sindaco Palumbo, eletto dal Pds, fu sciolto per inquinamento della Camorra.

Gli arrestati

Sono 15 i destinatari dei provvedimenti restrittivi, emessi dal Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea, sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, omicidio, estorsioni, detenzione e porto abusivo di armi, danneggiamento.

Eccoli: Raffale Ligato, Antonio Raffaele Ligato, Pietro Ligato, Gaetano Lubrano, Giuseppe Lubrano, Primo Letizia, Antonio Cuccari, Pietro Borrelli, Antonio Izzo, Pietro Mercone, Luigi Messuri,Gerardo Palumbo, Antonio Palumbo, Antonio Parisi, Vincenzo Pellegrini.

Il commento del sindaco di Pignataro Maggiore: Complimenti ai carabinieri

Dopo gli arresti avvenuti all’alba, la fascia tricolore pignatarese esordisce con grande soddisfazione all’ennesima operazione portata a termine dal comando Provinciale dei Carabinieri e dalla stazione locale contro la malavita organizzata.

“Ho appreso dell’operazione dal portale di Pignataro – ha dichiarato Magliocca – e al momento mi sono ignoti i dettagli. Mi congratulo con la magistratura e le forze dell’ordine. Questo è sintomo del fatto che non ci si è concentrati solo sull’Agro casalese ma si guarda a tutta la provincia. E’ un sollievo per me e la mia amministrazione sapere che le cosche verso le quali ci siamo fortemente esposte siano state debellate dal nostro territorio”.

Subito dopo aver appreso la notizia il sindaco Magliocca ha telefonato al comandante provinciale dell’arma dei Carabinieri, Col. Burgio, congratulandosi con lui e con i suoi uomini del successo di quest’ennesima operazione. Secca la risposta del Comandante dei Carabinieri: “Ora ci aspettiamo maggiore coraggio dai cittadini di Pignataro”. Duro colpo, quello di stamattina, per la malavita locale.