Caserta, confermati gli arresti per il gruppo di fuoco di Setola

NAPOLI – Il giudice per le indagini preliminare presso il tribunale di napoli dott. aldo policastro ha emesso un’ordinanza di conferma dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di santa maria capua vetere nei confronti dei componenti del gruppo di fuoco del clan setola, arrestati nella serata del primo febbraio dalla squadra mobile di caserta diretta dal vice questore rodolfo ruperti perche’ ritenuti “esattori” dell’organizzazione criminale.

La sera del primo febbraio la squadra mobile di caserta, coadiuvata da personale del servizio centrale operativo, da equipaggi dei reparti prevenzione crimine della polizia di stato nonche’ da contingenti dell’esercito, esegui’ un provvedimento di fermo emesso dalla procura distrettuale di napoli nei confronti

di:

antonucci esterino, nato a napoli il 7-3-1970, res. a castelvolturno, alias “biscotto”, pregiudicato;

gravante alessandro, nato a grazzanise il 1-11-1950, res. a castelvolturno, soprannominato “zi lisandro u’ giudice”, pregiudicato, sorvegliato speciale;

russo aldo, nato a castelvolturno il 11-3-1962, ivi redisente, alias “u’ marocchino”, sorvegliato speciale;

4. vitolo massimo, nato a castelvolturno il 27-8-1958, ivi residente, sorvegliato speciale.

Tutti gli arrestati sono gravemente indiziati di associazione a delinquere di stampo mafioso, per la loro appartenenza alla organizzazione denominata clan dei “casalesi-fazione bidognetti e piu’ direttamente al gruppo facente capo a setola giuseppe, e di estorsione continuata ed aggravata dal ricorso al metodo mafioso.

Le indagini della squadra mobile hanno permesso di individuare gli appartenenti al clan setola che negli ultimi mesi avevano assunto, sotto la sua egida, la conduzione delle attivita’ estorsive sul litorale domitio, vessando sistematicamente numerosissimi commercianti ed imprenditori, anche attraverso la pretesa e la riscossione di modeste somme di denaro, al fine di coseguire non solo un illecito guadagno ma, soprattutto, per ribadire e affermare il predominio del gruppo bidognettiano in un’area storicamente soggetta al suo controllo.

Gli investigatori, anche attraverso attivita’ di intercettazione telefonica ed ambientale, hanno ricostruito numerosi episodi estorsivi, praticati in forma capillare e continua attraverso una metodica vessazione degli operatori economici del litorale domitio.

Le indagini, innanzitutto, hanno consentito di individuare in antonucci esterino, sino a pochi mesi fa ritenuto pregiudicato di piccolo spessore criminale, il principale referente di setola giuseppe riguardo alla riscossione ed alla distribuzione delle estorsioni, evidenziandone il ruolo di “cerniera” tra gli storici affiliati e le nuove leve che ne hanno ereditato la conduzione delle attivita’ illecite sul territorio.

Antonucci esterino aveva assunto un ruolo preminente in tali attivita’, organizzando e pianificando con criminale determinazione l’attivita’ degli altri fermati, cui era assegnato prevalentemente il ruolo di “contattare” le vittime e “riscuotere” materialmente il pizzo, anche se gli stessi partecipavano ai processi decisionali del gruppo.

Tra le vittime del sodalizio criminale sono stai individuati titolari di caseifici, negozi di elettronica, ma anche piccoli artigiani ed ambulanti ed i raccoglitori delle pigne della pineta di castel volturno, cui, a seconda della raccolta, veniva imposto il pagamento di una cifra fissa per quintale.

L’attivita’ estorsiva non risparmiava neppure persone vicine o imparentate con altri gruppi criminali, cui, comunque, veniva reso il favore di effettuare un “regalo”.

La tangente, addirittura, veniva imposta anche ai figli di uno dei “fermati”, gravante alessandro, raccoglitori di pigne.

Il denaro estorto, come risulta esplicitamente dalle conversazioni intercettate, veniva in gran parte consegnato, sino al suo arresto, direttamente a giuseppe setola, ed in parte diviso tra gli affiliati.

Tre dei fermati, gravante, russo e vitolo erano sottoposti alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nei comuni di residenza e sono noti per la loro storica affiliazione al “clan bidognetti”, per il quale svolgevano il ruolo fiduciario di “esattori”.

Gli stessi erano stati condannati nel gennaio 2002, insieme a cirillo francesco, cl. ’74 e cirillo alessandro, cl. ’76, a sei anni di reclusione per la tentata estorsione in danno di noviello domenico, titolare di un’autoscuola assassinato dal gruppo setola il 16 maggio 2008 a baia verde.

I suddetti provvedimenti di fermo sono stati prima confermati dalla gip presso il tribunale di santa maria capua vetere, competente per territorio, ed ora dal gip presso il tribunale di napoli competente per materia trattandosi di reati di competenza della direzione distrettuale antimafia.

Ovviamente le ordinanze sono state notificate in carcere in quanto gli indagati sono tuttora detenuti.