Caserta, i carabinieri stroncano racket del caro estinto: 17 in carcere, 5 ai domiciliari. I nomi

CASERTA – In data odierna è stata eseguita una ordinanza di custodia cautelare nell’ambito di una complessa indagine svolta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Caserta che ha consentito di accertare l’avvenuta realizzazione della condotta di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di numerosi fatti di corruzione commessi da svariati titolari di imprese funebri della provincia di Caserta.

La sala mortuaria dell’ospedale di Caserta

In particolare, è stato accertato che gli impiegati della sala mortuaria dell’Ospedale Civile di Caserta procuravano solo ad alcune imprese di pompe funebri (organizzatesi su base territoriale all’interno della provincia di Caserta) i dati anagrafici delle persone appena decedute nei vari reparti dell’ospedale casertano, così consentendo a tali imprenditori di giungere tempestivamente in ospedale per il trasporto della salma e per l’organizzazione dei funerali, lasciando così intendere ai familiari delle persone decedute che tale servizio fosse convenzionato con la struttura sanitaria pubblica.

Duecento euro a informazione

In cambio, i titolari delle pompe funebri corrispondevano agli impiegati dell’ospedale di Caserta somme pari a 200 euro per ogni funerale organizzato, così da consentire a ciascun impiegato di incassare illecitamente circa 6.000 euro pro capite mensili, spesso incassate dagli impiegati “a domicilio”, ossia recandosi direttamente – con cadenza mensile – presso le sedi delle imprese funebri coinvolte nelle indagini.

L’indagine dei carabinieri di Caserta

Il sistema corruttivo era talmente collaudato e radicato nel sistema della gestione della sala mortuaria dell’Ospedale di Caserta che ogni impresa funebre favorita dalla prestazione dei pubblici impiegati ricorreva alla sistematica dazione della somma illecita in favore dei pubblici impiegati, tanto che è stata ipotizzata – allo stato delle indagini – l’esistenza di un sistema corruttivo “ambientale”, ossia talmente radicato nella abitudini illecite dei protagonisti da non richiedere alcuna condotta di trattativa o di persuasione nel raggiungimento dell’accordo illecito.Il giro di affari illeciti stimato dagli investigatori ammonta a diverse decine di milioni, tale essendo il volume di affari che le imprese di pompe funebri della provincia casertano registrano nei loro bilanci.

Imprese funebri di Santa Maria Capua Vetre, Aversano e Marcianise

Le imprese funebri organizzate nel sistema delittuoso appartengono al territorio di Santa Maria Capua Vetere, dell’agro Aversano e della zona di Marcianise e Caserta. Le indagini hanno consentito di accertare, altresì, inquietanti fatti di intimidazione realizzati nei confronti di coloro che non sottostavano a tale accordo; sono stati infatti analizzati episodi di violenta intimidazione durante lo svolgimento di funerali “fuori territorio” ad opera di alcuni titolari di pompe funebri che – mediante condotte intimidatorie, commesse anche con l’uso di armi – hanno impedito che altre imprese di pompe funebri potessero liberamente svolgere ed organizzare funerali in contesti territoriali diversi da quelli pattuiti tra loro con i pubblici impiegati dell’ospedale di Caserta. Tra le ditte coinvolte: Last Travel, Cerreto, Imparato Funeral Home, Ferrara, Corvino, Vecchione e diverse altre.

In 17 in carcere, in 5 ai domiciliari, divieto di dimora per 8

Complessivamente, il GIP di Santa Maria Capua Vetere ha applicato la custodia cautelare in carcere a 17 persone, gli arresti domiciliari ad altre 5 indagate ed il divieto di dimora in Caserta per altre 8 persone sottoposte ad indagini preliminari, così accogliendo quasi integralmente la richiesta cautelare della Procura della Repubblica.

I nomi di tutti i coinvolti

Ecco tutti i coinvolti. Partiamo dai destinatari di ordinanze di custodia cautelare in carcere:

1) Antonio Chianese,67 anni, di Caserta

2) Antonio Cammarota, 57 anni, di Caserta

3) Domenico De Marco, 58 anni, di Castel di Sasso

4) Domenico Scalera, 55 anni, di Caserta

5) Giovanni Scalera, 59 anni, di Caserta

6) Edoardo Scalera, 37 anni, di Caserta (della ditta casertana Last Travel)

7) Pasquale Sagliano, 69 anni, di Casagiove

8) Giuseppe Parillo, 60 anni, di Castel di Sasso

9) Enrico Imparato, 49 anni, di Soccavo

10) Andrea Vecchione, 37 anni, di Caserta

11) Matilde Vecchione, 45 anni, di Santa Maria Capua Vetere

12) Gaetano Cerreto, 35 anni, di Marcianise

13) Raffaele Cerreto, 60 anni, di Marcianise

14) Gennaro Trombetta, 51 anni, di Lacco Ameno

15) Paolo Conte, 49 anni, di Lusciano

16) Luciano Conte, 50 anni, di Lusciano

17) Francesco Conte, 46 anni, di Lusciano.

I destinatari di ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari:

1) Costantino Ferrara, 38 anni, di San Tammaro

2) Arturo Siro, 48 anni, di Aversa

3) Aniello Ventre, 42 anni, di Lusciano

4) Giuseppe Iodice, 42 anni, di Lusciano

5) Alessandro Trombetta, 29 anni, di Lacco Ameno.

I destinatari di ordinanze di msura interdittiva (divieto di dimora a Caserta):

1) Sabatino Russo, 37 anni, di Giugliano

2) Luciano Russo, 55 anni, d Giugliano

3) Giampaolo Verrillo,31 anni, di Sessa Aurunca

4) Ernesto Corvino, 34 anni, di Gricignano

5) Pasquale Cerullo, 39 anni, di Aversa

6) Francesco Cerullo, 31 anni, di Frignano

7) Alessio Vanacore, 53 anni, di Caivano

8) Gennaro Cesarano, 60 anni, di Gragnano

Gli altri tre indagati sono:

1) Carmine Lisi, 58 anni, primario di Medicina Legale dell’ex Civile, già agli arresti per l’onchiesta Crash Ghost;

2) Pasquale Russo, 39 anni, di Santa Maria a Vico

3) Luigi Russo, 37 anni, d Vallo della Lucania