SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – Trentaseienne napoletano in depressione per la sua drammatica condizione economica si suicida nella sua abitazione. E’ quanto è avvenuto a Santa Maria Capua Vetere (Caserta). L’uomo si chiamava Carlo Drommi, nato a Napoli il 9 Dicembre del 1972, residente in via Napoli nel comune sammaritano.
Viveva da solo, non aveva famiglia, orfano di entrambi i genitori non si era mai sposato. Il poveretto era disoccupato e per quanto facesse, non riusciva a trovare un lavoro che gli garantisse, la stabilità economica tanto desiderata. Si sentiva solo, abbandonato a sé stesso, senza risorse economiche.
Abbandonato dalle istituzioni che non gli davano alcun aiuto economico, si era ammalato di depressione. Viveva in un appartamento preso in affitto, che a volte, non riusciva neppure a pagare. Si era chiuso in se stesso, il povero Carlo, non aveva nessuno a cui chiedere aiuto.
Il Drommi era un brav’uomo, cercava di barcamenarsi tra un lavoretto ed un altro che però non gli davano garanzie per il futuro. Nell’ultimo periodo era stata più dura del solito, tutte le aspettative erano state deluse e l’uomo, ormai timoroso del futuro, non aspettava più nulla.
Per una settimana circa, il proprietario dell’appartamento non aveva avuto sue notizie, lo aveva anche cercato al telefono, ma non aveva avuto risposta. Così ieri pomeriggio, si era recato verso l’abitazione in via Napoli ed aveva bussato alla porta. Nulla, all’interno non si sentiva alcun rumore, eppure l’uomo era convinto che c’era dentro qualcuno.
Si era informato presso i vicini per sapere se lo avevano visto uscire, ma i condomini hanno affermato che non lo vedevano da alcuni giorni. L’uomo ha aperto la porta, è entrato in camera da letto e lui era lì, vestito, bianco come un cencio, il suo corpo senza vita. Sul letto un’arma, una pistola calibro 9 corto. Al petto si intravedeva un foro, si era freddato con un colpo solo. Il sangue era dappertutto, sul letto, sul muro, a terra. Uno spettacolo terribile.
Subito il proprietario ha allertato il servizio sanitario del 118, ma i sanitari giunti sul posto non hanno potuta fare nulla per il poveretto che era deceduto da alcune ore. Si presume nella serata precedente o durante la notte, il cadavere non aveva subito alcuna decomposizione. Subito dopo sono arrivati i militari dell’Arma locale, coordinati dal capitano Carmine Rosciano.
Il corpo dello sfortunato è stato trasportato nel reparto di medicina legale dell’ospedale San Sebastiano e Sant’Anna di Caserta in attesa di una visita autoptica. Il suicidio del 36enne riporta alla ribalta la grave crisi che sta attraversando il nostro paese.
La mancanza di lavoro, di sicurezza, che non permette di fare progetti di alcun genere. La mancanza di risorse che fa chiudere in se stessi i giovani ed i meno giovani, com’è capitato al povero Carlo, che si è sentito inutile ed ha cercato la morte in modo brutale e drastico per mettere fine alla sua sofferenza, al sentimento di desolazione umana e morale che lo attanagliava. Un suicidio che dovrebbe far riflettere, un paese che non offre nulla, e la disperazione che si fa sentire sempre più forte.
