Caserta, agguato a Cesa: ucciso affiliato al clan dei Casalesi. Doveva sposarsi a giorni

CESA (Caserta) – Agguato in via Matteotti a Cesa: ucciso Vincenzo Scarano affiliato al clan dei Casalesi, la camorra della provincia di Caserta, la più pericolosa e violenta d’Italia. Regolamento di conti da parte della camorra, un omicidio in pieno centro a Cesa, un comune dell’Aversano.

A cadere sotto i colpi d’arma da fuoco è stato Vincenzo Scarano, 26enne del luogo, figlio dell’imprenditore edile Cesario, ucciso in modo analogo il 19 novembre del 2006. Il giovane è ritenuto affiliato al clan dei casalesi. L’agguato è avvenuto nel pomeriggio, mentre si trovava a bordo della sua Fiat Punto fermo in via Matteotti, nei pressi dello Sweet Caffee quando è stato raggiunto da una moto, al bordo della quale, si trovavano i due sicari.

Gli assassini si sono avvicinati alla vettura quanto basta per prendere la mira ed hanno fatto fuoco nella direzione della vettura. Il metodo appare quello camorristico, gli assassini hanno freddato la vittima e sono partiti a razzo senza lasciare traccia. Poco dopo sono arrivati sul posto i militari dell’arma di Cesa coordinati dal comandante Gargiulo del comando provinciale di Aversa ed i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Caserta.

Il giovane doveva sposarsi tra due settimane circa, tutto era pronto per le nozze ma qualcuno ha deciso che era il momento giusto per farlo fuori.

Il padre del 26enne, Cesario, che fu raggiunto dai sicari a bordo di una moto di grossa cilindrata, mentre viaggiava sulla Ford Focus e fu affiancata da questi ultimi e giustiziato con numerosi colpi, aveva numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e la persona.

Sul movente dell’agguato, che avvenne sulla provinciale tra Succivo e Orta di Atella, e gli autori, sono ancora in corso le indagini da parte delle forze dell’ordine.

Non si è fatto alcun passo avanti da quando l’uomo fu ucciso, anche se si sa che fu una esecuzione camorristica, maturata nell’ambiente della criminalità organizzata locale. Si suppone dunque, che anche l’omicidio di Scarano figlio, sia maturato nello stesso ambiente.

L’omicidio di Cesario fu inquadrato dagli investigatori, nell’ambito della lotta tra il l’organizzazione criminale dei Caterino, alla quale l’imprenditore era legato, e i Mazzara, due clan locali che lottano per il controllo del territorio aversano. Non c’è dubbio, per quanto riguarda gli investigatori del comando provinciale di Caserta, diretto dal colonnello Carmelo Burgio, che entrambe le matrici degli assassini, sono di natura camorristica.