CAPUA (Caserta) – E’ un clochard, un cosiddetto barbone, non merita di essere curato. Pare che fossero queste le intenzioni dei sanitari del centro medico Psault di Capua, nei confronti di un poveraccio di strada. Mercoledì notte, alcuni avventori che uscivano dal cinema Ricciardi di Capua, avevano avvistato un uomo che se ne stava a terra, sotto la pioggia torrenziale e pareva svenuto.
I giovani preoccupati per il poveretto
I giovani si sono avvicinati ed hanno visto che l’uomo respirava ma che pareva stesse davvero male. Questo succedeva a circa 50 metri dall’ospedale capuano. Sicuramente si trattava di una persona senza fissa dimora, di un barbone come ce ne sono tanti, che vanno in cerca di un posto dove dormire la notte. I ragazzi a fin di bene, hanno subito allertato gli operatori dell’ospedale vicino.
Il rifiuto dei medici di assistere il clochard
Per tutta risposta, i sanitari di turno hanno rifiutato non solo di ricoverare il poveretto, ma anche di prestargli soccorso. La loro giustificazione è stata, “il barbone sta sempre là fuori e sicuramente è ubriacoâ€. Forse era sotto l’effetto dell’alcool, forse, ma sicuramente pareva in condizioni critiche. Era la sera del 17 dicembre scorso, durante i lampi ed i tuoni, sotto la pioggia che cadeva a dirotto. Freddo e fame e tanta acqua, ma il cosiddetto†barbone†doveva restarsene lontano dall’ospedale, fa niente o a chi interessava se stava sotto la pioggia battente, che gli entrava nelle ossa, è solo un barbone. Non un uomo sfortunato, con un passato di vita che nessuno conosce, con il suo sacrosanto diritto di essere curato come tutti gli esseri umani del mondo.
Il ricatto
Ma i ragazzi non si sono arresi, hanno minacciato di denunciare i medici per mancato soccorso al poveretto. Allora una infermiera ha preso in mano il telefono pigramente ed ha allertato il servizio del 118. Gli operatori della postazione locale sono accorsi sul posto e senza “chiedere i documenti†al poveretto, lo hanno caricato sull’ambulanza e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere. Lo sfortunato nella circostanza è stato ricoverato per accertamenti, disintossicato ed ha avuto un letto caldo ed un pasto. Ma tutto questo grazie all’intervento e all’audacia dei giovani che la stessa sera erano in giro solo per divertirsi, ed hanno abbracciato la causa del povero clochard.
Forse quando starà meglio, il poveretto non si ricorderà neppure quello che è accaduto, forse tra i sanitari di turno all’ospedale di Capua si riderà ancora invece di lui e di quella sera in cui alcuni ragazzi “pretendevano†assistenza per un barbone che dormiva sotto la pioggia a 50 metri di distanza e che forse nella notte sarebe perfino morto dal freddo, dalla pioggia e dalla fame.
Ma ci chiediamo dove sia finito lo scopo primario della sanità pubblica o privata, soprattutto il cuore degli italiani. Tagli a destra e a manca nella sanità , forse i tagli veri, sono da fare al personale che al posto del cuore, ha una grossa pietra o solo un portafoglio che aspetta il 27 di ogni mese per potersi riempire.
