Caserta, in manette il figlio del boss Bidognetti Gianluca: aveva tentato di uccidere la matrigna

CASAL DI PRINCIPE (Caserta) – Nuovo arresto per il clan Bidognetti. In manette è finito Gianluca Bidognetti, 20 anni, figlio del boss Francesco, detto “cicciotto ‘e mezzanotte” , capo di una fazione del clan della camorra della provincia di Caserta dei Casalesi, arrestato nel 2005 e condannato all’ergastolo. L’arresto è avvenuto durante la notte, dai carabinieri del comando provinciale di Caserta e Napoli, a seguito del fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli.

Anna Carrino e famiglia

Gli inquirenti ritengono che il Bidognetti abbia partecipato, insieme ad altri esponenti del clan, al tentativo di omicidio di Maria Carrino e della figlia Francesca, rispettivamente sorella e nipote di Anna Carrino, ex convivente del padre e matrigna di Gianluca, diventata poi collaboratrice di giustizia. Dalle dichiarazioni della pentita infatti, sono stati circa una cinquantina di noti esponenti del clan a finire dietro le sbarre tra cui anche Raffaele Bidognetti, fratello di Gianluca e figlio di Francesco.

L’agguato a maggio

Era il 31 maggio scorso, un gruppo di camorristi tra cui il Bidognetti, capeggiati dal superlatitante Giuseppe Setola, si portarono presso l’abitazione della Carrino a Villaricca, in provincia di Napoli. Suonarono il campanello e, fingendo di appartenere alla direzione investigativa antimafia, riuscirono a far scendere in strada le due donne. A quel punto cominciarono a sparare diversi colpi d’arma verso di loro con l’intento di ammazzarle. L’agguato non riuscì, Maria Carrino scampò alla trappola, Francesca fu ferita per fortuna solo lievemente.

Il Decreto di arresto

Nel decreto di arresto delle forze dell’ordine è provata la presenza del 20enne e del latitante Giuseppe Setola, considerato la mente del tentativo di omicidio delle due donne nonchè della strage dei sei africani a Castelvolturno. L’azione contro la famiglia della Carrino serviva a dare una punizione ed un avvertimento alla donna e convincerla a non collaborare con i carabinieri. Per risposta l’ex first lady della camorra ha dato un netto picche. Anzi, la collaboratrice dalla sua cella, ha cercato più volte di convincere il boss Francesco e gli altri esponenti del clan a smettere con la malavita (di cui pare che ne mantenga ancora le redini, e a collaborare con la giustizia, per mettere fine alla scìa di sangue che da anni si abbatte sulle strade casertane.

L’uccisione di papà Umberto

Sempre dallo stesso gruppo partì l’ordine micidiale di assassinare il vecchio Umberto Bidognetti. L’anziano padre di Domenico, altro ex esponente del clan e, insieme ad Anna Carrino, è diventato un valido collaboratore di giustizia e zio di “cicciotto e’ mezzanotte”. L’uomo era incensurato e subit è stato chiaro che si trattava di una vendetta trasversale nei confronti del Domenico. Umberto fu ucciso con 12 colpi di pistola il 2 maggio scorso alle 6.30 del mattino, nella sua azienda bufalina “Sementini” a Castelvolturno.

Binomio Bidognetti e Setola

Con l’arresto di Gianluca, il cerchio si stringe attorno al superlatitante Giuseppe Setola e alla sua strategia del terrore, sempre più braccati dalla Dia (direzione antimafia della procura di Napoli). Le indagini delle forze dell’ordine sono tutte incentrate sulla cattura del latitante e assassino, indicato come la mente indiscussa degli omicidi avvenuti negli ultimi mesi nel casertano. Il Setola insieme a Mario Iovine e Michele Zagaria, sono considerati i più pericolosi latitanti ormai a livello internazionale.

Avvertimento delle forze dell’ordine: è solo un inizio

Per le forze dell’ordine si tratta di un inizio e non di una fine l’arresto del Bidognetti e occorre non abbassare la guardia, anzi, se occorre, fare di più. Sulla camorra casertana si è concentrata in questi ultimi tempi tutta l’attenzione dell’Europa e degli altri paesi. Attenzione forse, che sarebbe dovuta arrivare molto prima.