LUSCIANO (Caserta) – Si è concluso con il fermo di sette persone l’operazione coordinata dalla Dda di Napoli, scattata all’alba di oggi nei confronti di presunti affiliati o fiancheggiatori della fazione del clan dei Casalesi della provincia di Caserta ritenuta formata da scissionisti della fazione capeggiata da Francesco Bidognetti, detto ‘Cicciotte e mezzanotte’, e attualmente guidata dal superlatitante Giuseppe Setola.
Quest’ultimo, uno dei destinatari degli undici decreti di fermo del Pubblico ministero, emessi dalla direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, è riuscito, ancora una volta, a sfuggire alla cattura insieme con altri tre affiliati alla cosca: è accusato tra l’altro, di strage con finalità terroristiche perché avrebbe fatto parte del gruppo di fuoco che il 18 settembre scorso uccise a Castel Volturno, all’interno di una sartoria gestita da immigrati del Ghana, sei extracomunitari di origine africana.
Uno degli arrestati casertani, Bernardino Terracciano, 53 anni, di Villa Literno (Caserta), fermato dai carabinieri del comando provinciale di Caserta nell’ambito dell’operazione coordinata dalla Dda di Napoli e che ha portato al fermo di sette presunti appartenenti al clan dei Casalesi, ha recitato nel film Gomorra di Matteo Gorrone, tratto dal libro di Roberto Saviano. Terracciano, in particolare, interpretava la parte di Zi Bernardino.
Bloccata dai militari anche Antonietta Pellegrino, di 26 anni, con precedenti, residente a Giugliano (Napoli), appartenente a una famiglia ritenuta legata al clan dei Casalesi e accusata di favoreggiamento per avere coperto la latitanza di alcuni esponenti di spicco dell’organizzazione camorristica. Con l’accusa di favoreggiamento ma anche di associazione per delinquere è stato arrestato, sempre dai carabinieri, nel corso dell’operazione Nicola Gagliardini, di 35 anni, di Lusciano.
GLI ALTRI ARRESTATI
A finire in manette, oggi, sono stati anche Giulio Iacolare, 59 anni già noto alle forze dell’ordine e considerato affiliato dei Casalesi, e sua moglie. Nella loro abitazione i carabinieri hanno trovato una pistola semiautomatica calibro 9*21 con matricola abrasa, due caricatori con 20 cartucce, una pistola semiautomatica 7.65 con matricola abrasa con 42 colpi dello stesso calibro.
Ed ancora, in carcere anche un appuntato dei carabinieri, Domenico Cioffo. Il militare – secondo quanto rende noto il procuratore aggiunto della Dda, Franco Roberti – già in servizio nella stazione di Crispano ed attualmente al lavoro presso il decimo Battaglione CC Campania di Napoli è accusato di corruzione e violazione continuata del segreto di ufficio, aggravati dall’articolo 7 della legge 203 del ’91 sull’agevolazione mafiosa.
Secondo l’accusa, Cioffo avrebbe ricevuto indebitamente, dal 2004 al 2007, quando era in servizio a Crispano, somme di denaro, sino a un massimo di 1000 euro al mese, nonché generi alimentari per fornire ad un esponente del clan camorristico Cennamo, operante nelle zone di Cardito, Carditello e Crispano, ed affiliato al clan Moccia, notizie riservate coperte da segreto di ufficio. Si trattava di elementi in ordine alle indagini in corso, alle perquisizioni da effettuare e ai controlli disposti nei confronti degli esponenti del clan. Arrestato per detenzione illegale di armi, anche un vigile urbano di Napoli.
Nell’operazione di oggi, la prima anticamorra a cui hanno preso parte i parà della Folgore, presenti in 500 nel Casertano dal 1 ottobre, sono state eseguite diverse perquisizioni, sequestri di armi. Ora si cerca Setola. Ma, intanto, la guerra contro la camorra continua.
