Caserta, scoperto nuovo bunker sotterraneo a San Cipriano D Aversa: forse usato da Rafilotto

SAN CIPRIANO D’AVERSA (Caserta) – Scoperto nuovo bunker a Casal di Principe: serviva per favorire la latitanza dei boss casalesi. A poche ore dall’arresto del superboss Armando Vargas, latitante di spicco del clan dei “casalesi” un altro brutto colpo è stato inflitto alla camorra locale. A seguito di pressanti indagini delle forze dell’ordine, alla ricerca di latitanti e dei covi, la scorsa notte gli agenti dell’Arma dei carabinieri del comando provinciale di Caserta, coordinati e diretti dal colonnello Carmelo Burgio, hanno fatto irruzione in un casale di via Cesena, di proprietà di Armando Abatiello 31enne del luogo e, dopo un’attenta perquisizione è stato rinvenuto un bunker nei pressi dello stesso.

Il covo è di due metri di lunghezza e due di altezza, è stato ricavato nel vano sottoscala del piano interrato dell’abitazione dell’Abatiello. Ad esso si accede tramite una botola ricavata sul pavimento e nascosta da un mobile libreria che ne celava l’esistenza. Le forze dell’ordine sospettano che il nascondiglio, che è stato sottoposto a sequestro, sia stato utilizzato anche da Raffaele Diana, detto “Rafilotto” 55 anni di San Cipriano d’Aversa, durante la sua latitanza a Casale.

Il Diana è ritenuto un elemento di vertice del clan dei “casalesi” ed è inserito nell’elenco dei “100” latitanti più pericolosi a livello nazionale. L’utilizzo dei bunker è ricorrente per molti latitanti, già il 5 marzo del 2008, i carabinieri di Caserta, trovarono, proprio presso l’abitazione del camorrista a San Cipriano, un doppiofondo nella parete della cucina. Serviva al latitante a nascondersi in caso di interventi delle forze dell’ordine.

Il Diana è latitante dal 2004, colpito da ordinanza di ripristino della custodia cautelare emessa dalla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere, per i reati di associazione mafiosa, omicidio, estorsione e porto d’armi abusivo. Armando Abatiello è il fratello di Enzo, 28 anni, genero di “Rafilotto”, arrestato a Modena il 1° aprile scorso, al termine di indagini relative alle infiltrazioni del gruppo capeggiato da Raffaele Diana nel modenese.