Caserta, a Casal di Principe qualcuno pensa che la famiglia di Sandokan possa andare via

CASAL DI PRINCIPE (Caserta) – La famiglia di Sandokan potrebbe lasciare Casal di Principe e dare in fitto la parte ancora non sequestrata del villone costruito a via Bologna dal boss dei Casalesi Francesco Schiavone.

La notizia, secondo un quotidiano nazionale, La Repubblica, si era già diffusa a Casal di Principe nei giorni scorsi. Ne hanno discusso ieri pomeriggio al dodicesimo piano della Procura magistrati, funzionari di polizia, ufficiali di carabinieri e finanza.

A Casal di Principe ci sono Nicola, 30 anni, e i più giovani Carmine, Ivanhoe, Walter, oltre alle gemelline presenti nelle concitate fasi della cattura di Francesco Schiavone.

Era il 1990, dopo 13 ore di assedio Guido Longo, capo della Dia, fece staccare l’energia elettrica. Da un interrato inaccessibile e bene arredato, piastrelle griffate e marmi, Sandokan si arrese. Passava il tempo dipingendo figure sacre e controllando i monitor, telecamere nascoste all’ingresso della sua villa.

La famiglia di Schiavone è seccata: pochi giorni fa, durante le nozze di Carmine, in un albergo cinque stelle di Vietri sul Mare, si è infilato il capo della Mobile di Caserta, Rodolfo Ruberti, per identificare i 200 invitati. Lui non lo era affatto. Ma si è presentato con 70 agenti e ha aggiornato con i nomi raccolti le alleanze tra le famiglie.

Un altro segnale: sono saltate tutte le regole non scritte di fair play. Ma da presenze e assenze è stata forse ridisegnata la nuova galassia dei Casalesi.

Ad allontanare la famiglia di Sandokan, dunque, potrebbe essere la nuova offensiva giudiziaria scattata contro il clan più feroce e potente della camorra, con potenza economica pari a quella militare.