Caserta, i Falchi sgominano gli scippatori della smart rossonera: Brignola e Perrone

RECALE (Caserta) – Ieri mattina gli agenti della sezione antirapina-falchi della Squadra Mobile di Caserta, diretta dal vice questore Rodolfo Ruperti, ha tratto in arresto Marco Brignola 30 anni di Recale, resosi responsabile di una serie di scippi. In effetti da alcuni giorni si stavano verificando in Caserta e comuni limitrofi numerosi scippi ad opera di due individui viaggianti a bordo di una Smart di colore rosso e nero che nonostante le ricerche fino ad allora effettuate non erano stati rintracciati.

Ieri, verso le 8.30, l’ennesimo scippo ai danni di una donna che stava camminando in via Rossini a San Nicola la Strada, la quale già telefonicamente aveva subito saputo dare una dettagliata descrizione dei malfattori e della vettura usata dagli stessi.

Immediatamente i falchi, che come noto utilizzano potenti moto anonime, intercettavano in via Vivaldi a Caserta l’auto segnalata e, dopo un breve inseguimento, bloccavano l’autista, poi identificato nel predetto Brignola, che veniva condotto negli uffici della Squadra Mobile, ove la donna lo ha riconosciuto, senza dubbio, nell’autore dello scippo.

Immediate indagini, consentivano di attribuire al fermato altri scippi compiuti con modalità analoghe, tant’è che altre vittime fatte convenire in questura lo hanno anch’esse riconosciuto come uno dei malviventi che viaggiavano a bordo della citata Smart.

Ulteriori accertamenti hanno consentito di individuare il complice di Brignola identificato in Massimo Perrone 22 anni. Quest’ultimo è stato ammanettato dagli stessi agenti dei “Falchi” presso la propria abitazione a S. Nicola La Strada, nonostante avesse tentato la fuga scappando verso il giardino retrostante la casa.

Anche Perrone è stato riconosciuto da alcune delle vittime degli scippi, alle quali veniva peraltro restituito il maltolto, borse comprese. Al termine degli accertamenti Brignola è stato posto in stato di fermo di P. G., presso la casa circondariale di S. Maria C. V. a disposizione della Procura della Repubblica, mentre Perrone veniva deferito in stato di libertà alla autorità giudiziaria.