CASERTA – Il prefetto di Caserta, Ezio Monaco ha presieduto stamattina una riunione straordinaria del Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica. Massimo riserbo sulle decisioni assunte dai vertici della Prefettura, in risposta al nuovo mortale agguato di camorra di domenica, nel quale è stato ucciso un imprenditore sotto processo che collaborava con la giustizia, a Casal di Principe. Lo Stato c’è – è il messaggio emerso dall’incontro – e risponderà ancora in maniera adeguata alla camorra, che tenta di rispondere con intimidazioni, minacce ed anche omicidi alle operazioni delle Forze dell’Ordine, ai provvedimenti di arresti e di sequestri di beni milionari disposti dalla magistratura.
LE INDAGINI
Intanto proseguono le indagini sull’omicidio, considerato dagli inveestigatori uno «sgarro», pagato con la vita a una fazione dei Casalesi, contrapposta a quella di Francesco Bidognetti, oppure la rappresaglia contro chi aveva fatto i nomi e svelato dettagli importanti sulle attività dei clan. Sono le due ipotesi, attualmente al vaglio. I sicari hanno colpito poco prima delle 13.30: 18 colpi; esplosi con due pistole, una calibro 9×21, e una 380 automatica, conosciuta anche come ‘9 short’. Un proiettile, rimbalzato sul selciato, è stato trovato dagli investigatori ad una quindicina di metri di distanza dal luogo dell’agguato; altri sono stati recuperati nelle immediate vicinanze del Roxy Bar, dove è avvenuto l’omicidio.
NESSUNA GRAZIA
Contro l’imprenditore che, accusato di avere favorito il clan camorristico, con le sue rivelazioni aveva portato alla luce responsabilità dei vertici dell’organizzazione, (della fazione ritenuta capeggiata da Francesco Bidognetti), i sicari hanno sparato anche il «colpo di grazia», alla testa. I carabinieri di Casal di Principe, del reparto operativo del comando provinciale di Caserta, con il coordinamento della DDA, hanno proseguito anche questa mattina nelle perquisizioni e negli interrogatori di pregiudicati ritenuti legati ai clan camorristici operanti nella zona, ma non sono riusciti, come sempre capita in queste circostanze, a trovare qualcuno disposto a riferire sulla dinamica dell’agguato.
