CASAL DI PRINCIPE (Caserta) – Dall’alba al primo pomeriggio di ieri, domenica 18, sequestrata senza motivo apparente. E’ durato quasi 10 ore il rapimento per Francesca (nome di fantasia), giovane e bella lucchese: è stato l’incubo più lungo della sua vita.
IL DRAMMA
Iniziato in discoteca, a Marina di Pietrasanta (Lucca), un sabato sera come tanti, all’insegna del ballo e del divertimento; finito a Casal di Principe in provincia di Caserta. Con un amico conosciuto da poco: prima compagno di una notte danzante; dopo poche ore, sequestratore senza scrupoli.
IL SEQUESTRATORE
Il sequestratore è Sebastiano Carmelo Coco Sinuhe, 28 anni, origini siciliane, sui documenti residente a Fiumefreddo (Catania), di fatto alloggiato a Marina di Pietrasanta, non lontano dalla discoteca dell’incontro.
Il giovane si presenta bene, nonostante i numerosi precedenti penali, non ultimi quelli per sequestro di persona, lesioni, reati contro il patrimonio.
FRANCESCA VUOLE SOLO BALLARE
Anche sabato sera il pregiudicato mostra il suo lato migliore, offre un drink a Francesca, 31 anni, commessa, con casa a Massa Carrara. Donna tranquilla, appassionata del ballo, senza grilli per la testa. Tra musica e chiacchiere si fa l’alba. Anna esce dalla discoteca accompagnata da Sebastiano Carmelo.
È stanca e assonnata, così entra in auto, la sua Fiat Panda, parcheggiata poco distante dal locale e si appisola adagiata sul lato del passeggero. Con lei c’è anche il pregiudicato: anche lui entra in auto e si siede al posto di guida. L’idea è che Sebastiano guidi fino a casa sua, poi Francesca dovrà riprendere il volante.
IL VIAGGIO
Ma il programma cambia. Mentre Francesca dorme, l’uomo infila l’autostrada e si dirige verso Roma. Alle 10 l’impiegata apre gli occhi, scopre di viaggiare lungo la Firenze-Roma e chiede spiegazioni. Schiaffoni e minacce, la risposta di Coco Sinuhe.
GLI SMS BENEDETTI
Francesca incassa, ma non demorde. Paura e stanchezza non le impediscono di prendere il cellulare e inviare messaggi alla famiglia: «Mi hanno rapita, sono in autostrada nella mia Panda». Così iniziano le indagini dei carabinieri che subito rintracciano la targa della vettura. Francesca spedisce diversi messaggini aggiornando i genitori dei suoi spostamenti, loro li girano agli investigatori.
CASAL DI PRINCIPE, IL PAESE DI SANDOKAN
Ma la caccia è dura. Difficile individuare un’auto in movimento. Finché il sequestratore commette un errore. Giunto a Napoli, devia per Casal di Principe, il paese sinonimo di Camorra per antonomasia, in provincia di Caserta.
La donna è pronta a leggere il cartello all’ingresso del paese. Parte l’ennesimo Sms. Quello decisivo. La compagnia dei carabinieri di Casal di Principe è già allertata. Coco Sinuhe parcheggia davanti a un bar, lasciando la donna sola in auto. Gli investigatori lo bloccano mentre mangia un panino: «Volevo solo salutare un amico» dirà poi.
LA SALVEZZA
Francesca viene liberata dai carabinieri. Per l’uomo scattano le manette con l’accusa di sequestro di persona: «Ma quale rapimento — si è giustificato — non avevo sonno e volevo portarla a Roma e a Napoli». Sul volto di Francesca ci sono però ancora i segni degli schiaffi.
