Caserta, la Finanza arresta una famiglia di 3 persone per 10 milioni di evasione. Coinvolte 30 società e 16 amministratori delegati

CASERTA – Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Caserta, a seguito dello sviluppo di attività investigative coordinate dalla Procura della Repubblica di S. Maria Capua Vetere, hanno eseguito ordinanze applicative della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di tre soggetti.

I militari del Nucleo di Polizia Tributaria hanno eseguito articolate indagini nei riguardi di società e ditte individuali operanti in diversi settori economici sul territorio della Provincia di Caserta, tra cui la produzione e commercializzazione di accessori per auto, di prodotti in ferro, di articoli per la segnaletica, di mobili usati e attrezzature per ufficio, gestite direttamente o attraverso prestanomi da parte di un nucleo familiare composto dal padre D. A., di anni 58, dalla figlia D. A., di anni 34 e dal figlio di D. R., di anni 31, originari di Caserta e Casagiove, destinatari delle ordinanze cautelari e tutti e tre commercialisti.

La ricostruzione dell’illecito modus operandi ha consentito di accertare come nell’ambito dell’associazione a delinquere individuata venisse gestita abusivamente la contabilità di diverse aziende, attraverso un avviato studio commerciale, in spregio alle norme in materia di privacy e, soprattutto, utilizzando la documentazione dei clienti, ivi custodita, allo scopo di predisporre fatture relative ad operazioni inesistenti per ingenti importi, a beneficio delle società controllate dagli stessi arrestati.

Gli articolati accertamenti documentali e contabili hanno fatto emergere il coinvolgimento, a vario titolo, di nr. 30 società, alcune di esse anche per l’indebito utilizzo del credito d’imposta o per illegittimi passaggi di proprietà di fabbricati per sfuggire al pagamento coatto promosso dai creditori.

A conclusione delle indagini sono state denunziate alla Autorità Giudiziaria complessivamente n. 19 persone per i reati ipotizzati di associazione a delinquere, emissione e/o utilizzazione di fatture relative ad operazioni inesistenti, esercizio abusivo della professione, omessa adozione delle misure previste dalla legge sulla privacy, falsa scrittura privata, nonché accertati, per il recuperato a tassazione, elementi negativi di reddito non deducibili per oltre 8 milioni di euro, una IVA dovuta di oltre 1,6 milioni di euro ed una IRAP di oltre 600 mila euro.