Caserta, a Santa Maria Capua Vetere la camorra brucia la Hardflex. Venerdì fiaccolata alla fabbrica: la solidarietà di Libera e Tano Grasso

SANTA MARIA CAPUA VETERE (Caserta) – La camorra alza la testa bruciando la fabbrica di un imprenditore che aveva denunciato gli estorsori e lo Stato e la società civile reagiscono con forza condannando fortemente il gesto.

Un vasto incendio, quasi certamente di natura dolosa, ha semidistrutto una fabbrica di materassi: l’Hardflex dei fratelli Russo, a Santa Maria Capua Vetere, comune in rpovincia di Caserta.

Uno dei titolari della fabbrica, Pietro, è sotto scorta delle Forze dell’Ordine come testimone di giustizia, perché ha denunciato gli esponenti della malavita organizzata della zona, associati al clan dei Casalesi, che hanno tentato di imporgli tangenti. E’ anche presidente della locale associazione antiracket.

L’incendio, che ha trovato facile esca nel materiale altamente infiammabile, è stato circoscritto e domato dopo alcune ore di lavoro dai vigili del Fuoco di Caserta.

Sono andati distrutti prodotti finiti, in corso di lavorazione e materie prime. In corso di stima i danni, che dovrebbero, comunque, essere ingenti.

I Vigili del Fuoco non hanno ancora accertato le cause del violento rogo, ma l’ipotesi più accreditata tra gli investigatori è quella dell’incendio appiccato dal racket delle estorsioni. Indagini in questa direzione sarebbero già state avviate da Polizia e Carabinieri.

Per venerdì 16, alle 18, è stata organizzata una fiaccolata davanti alla fabbrica Hardflex in via Avezzana. Ci saranno esponenti politici, delle associazioni e del mondo civile.

IL SOSTEGNO A RUSSO DI LIBERA E DEL COMITATO DON DIANA

L’associazione LIBERA e il Comitato don Peppe Diana, sono vicini a Pietro Russo, imprenditore di Santa Maria Capua Vetere, la cui fabbrica di materassi l’altra notte è stato oggetto di un incendio doloso. Pietro Russo da tempo denuncia le attività estorsive dei clan malavitosi ai danni degli imprenditori e commercianti di Santa Maria C.V., attraverso l’associazione antiracket fondata insieme a Tano Grasso. “Questo ennesimo atto intimidatorio contro Pietro Russo, che vive sotto scorta da mesi per le sue coraggiose denunce non può passare sotto silenzio. L’attentato dell’altra notte contro la sua fabbrica, vuole costringerlo al silenzio e con lui tutti coloro che si sono ribellati alle estorsioni. Chiediamo alle istituzioni, alle associazioni, alla scuola e a tutti i cittadini che vogliono liberarsi dalla morsa della criminalità organizzata, di far sentire la propria vicinanza a chi ha avuto il coraggio di dire basta alle intimidazioni camorristiche.

 

L’INTERVENTO DI TANO GRASSO

“E’ di gravità inaudita l’attentato che questa notte ha interamente distrutto l’azienda di Pietro Russo, presidente dell’Associazione Antiracket di Santa Maria Capua Vetere”. Lo afferma in una nota Tano Grasso, presidente onorario della Federazione Antiracket Italiana.

“E’stato colpito perché è stato parte offesa e testimone in un importante processo conclusosi con la condanna di numerosi camorristi del clan dei Casalesi, perché è il principale punto di riferimento del mondo imprenditoriale della provincia di Caserta che crede – aggiunge – di poter fare impresa senza convivere con i condizionamenti della camorra. Quest’attentato é particolarmente inquietante proprio perché colpisce una persona tra l’altro tutelata dalle istituzioni”.