
Caserta — Una serata, quella di lunedì 21 settembre, che ha confermato, ancora una volta, perché Giorgia resta una delle interpreti più straordinarie della musica italiana. Il G‑Last Call Tour è approdato a Caserta, chiudendo in bellezza la stagione dei concerti della rassegna Un’estate da BelvedeRe, con un live che non è stato soltanto una successione di brani, ma un vero percorso narrativo: un viaggio partito dall’identità artistica di Giorgia (Unica), che ha attraversato la memoria, ricordi, ferite, la vulnerabilità, la rinascita, e si è chiuso con un’esplosione di libertà e groove. Una scaletta ricchissima, costruita con cura millimetrica, che ha trasformato il palco in un luogo emotivo, quasi rituale.

UN INIZIO CHE E’ UNA DICHIARAZIONE DI INTENTI
Il concerto si apre con Unica, brano manifesto che introduce immediatamente il tono della serata: Giorgia scende dall’alto con passo sicuro, voce limpida, e porta il pubblico dentro un’atmosfera sospesa tra fasci di luci, cuori e gemme colorate che prosegue con Senza confine ed E c’è ancora mare. È un avvio morbido, elegante, che prepara il terreno per l’esplosione emotiva che arriverà poco dopo.

IL CUORE PULSANTE:MEMORIA E INTENSITA’
La prima grande ondata emotiva arriva con Gocce di memoria, interpretata con una maturità che sorprende: meno dolore, più consapevolezza. Il pubblico ascolta in silenzio, quasi trattenendo il fiato.
Da qui il concerto accelera: Vivi davvero, Niente di male e soprattutto Oronero mostrano la potenza vocale di Giorgia, capace di passare dal sussurro alla fiamma in un attimo. Corpi celesti chiude questa sezione con un’atmosfera eterea, quasi mistica.

GLI OMAGGI AI MITI E LA CELEBRAZIONE DELLA VOCE
La prima cover della serata è Purple Rain, resa con rispetto e personalità: Giorgia non imita Prince, lo attraversa. L’intermezzo musicale permette alla band di brillare, prima di tornare ai due classici che hanno segnato la sua carriera: Come saprei ed E poi.
Sono momenti di pura comunione con il pubblico, che canta ogni parola.

FERITE CONFESSIONI E RINASCITE
La parte centrale del concerto è un alternarsi di tensione e dolcezza: Sabbie mobili, Per fare a meno di te, Infinite Volte e Strano il mio destino raccontano fragilità e resistenza.
Con Spirito libero e la cover di I Feel for You (Chaka Khan), Giorgia torna a giocare con il groove, mostrando la sua anima più ritmica e internazionale.

LA SEZIONE ACUSTICA: LA VERITA’ NUDA
Il momento più intimo della serata arriva con la sezione acustica:
Vento di passione diventa una lettera aperta,
Diamanti una carezza,
Human Nature (Michael Jackson) un omaggio elegante,
Non mi ami una confessione cruda.
Qui Giorgia non è solo “la voce”: è la persona, fragile e luminosa.

LA RISALITA VERSO LA FESTA
La seconda parte del concerto riprende con leggerezza: La gatta (sul tetto) porta un sorriso, Marzo e Io fra tanti riportano la narrazione su binari più introspettivi, mentre Di sole e d’azzurro illumina la platea.
Come neve e Tra le lune e le dune preparano il terreno per la rinascita definitiva.

L’ESPLOSIONE FINALE
Il mio giorno migliore è il punto di svolta: il pubblico si alza, canta, si muove.
La festa esplode con Don’t Stop ’Til You Get Enough, dove Giorgia e la band si divertono apertamente, trasformando il teatro in una pista da ballo.

UN FINALE CORAGGIOSO
La chiusura è sorprendente: dopo la dolcezza di La cura per me e la forza spirituale di Credo, Giorgia sceglie Golpe come ultimo brano. Una scelta audace, che chiude il concerto con un messaggio di identità, libertà e resistenza.

UN CONCERTO CHE E’ UN VIAGGIO
Il G‑Last Call Tour a Caserta non è stato un semplice live, ma un racconto in musica. Giorgia ha dimostrato ancora una volta una padronanza vocale fuori dal comune, una capacità interpretativa che attraversa generi e decenni, e una presenza scenica che non ha bisogno di artifici: basta la sua voce. Un concerto completo, emozionante, costruito con intelligenza e cuore. Una serata che il pubblico di Caserta difficilmente dimenticherà.
