CASERTA – Il Caffè Contemporaneo di via Mazzini ha riaperto i battenti. Il giudice ha disposto la rimozione dei sigilli. Il motivo? Semplice. La denuncia per disturbo della quiete pubblica era stata presentata contro la società “Contemporaneo” srl alla quale poi era subentrata una nuova proprietà denominata “Il Chiostro” srl. Quindi questa nuova proprietà, oltre a non essere a conoscenza delle denunce presentate contro la Contemporaneo srl, non poteva certamente pagare per presunte colpe (disturbo della quiete pubblica che è un reato penale) non proprie, attribuibili appunto alla vecchia proprietà. Un sequestro lampo dunque risolto in pochi giorni. Il 28 aprile scorso infatti la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere aveva emanato il provvedimento cautelare di sequestro della struttura concretizzatosi il giorno seguente con l’apposizione dei sigilli da parte di una pattuglia dei vigili urbani di Caserta.
Contro il provvedimento di chiusura “Il Chiostro” srl (di cui è direttore Arcangelo De Lucia) ha naturalmente presentato opposizione ottenendo il dissequestro del locale e dell’altra parte esterna di pertinenza dell’attività commerciale. Erano stati dettagliati esposti e lamentele, per la musica alta e per schiamazzi, acquisiti in diversi verbali della Polizia Municipale a far scattare alla fine i sigilli alla struttura che nel frattempo però aveva cambiato proprietà. La responsabilità penale è personale e non è giusto che chi è subentrato nella proprietà paghi per presunte colpe commesse da chi c’era prima tempo addietro. A ciascuno il suo.
