Caserta, Francesco Forlani in scena il 23 aprile con Patrioska al Teatro Civico 14

CASERTA – Sabato 23 aprile, al Teatro Civico 14, alle 21, va in scena “Patrioska” di e con Francesco Forlani. Viviamo una data storica del nostro Paese: nel 2011 sono  passati 150 anni  dalla proclamazione dell’Unità d’Italia. Per  oltre un secolo, molte storie sono state scritte e raccontate,  in un diario di bordo che intere generazioni si sono passate per custodire e alimentare l’amore per  una Terra, per una cultura, per una lingua condivise. “Patrioska” è un progetto rivolto a tutti, grandi e piccini  nel tentativo di raccontare in modo nuovo le storie dei padri di ieri.

 

Patrioska è un trittico di narrazioni, che comprende la video performance dedicata a Pisacane  e Che Guevara, il racconto della più grande ubriacatura di tutti i tempi, del poeta Blaise Cendrars con Amdeo Modigliani, e l’omaggio poetico della Valiza de Cartoon ai padri che emigrarono nei secoli scorsi.

 

La storia ci proibisce di sognare? “Ma no! Basta non confondere. Il problema è che se si hanno responsabilità o ambizioni pubbliche, non si può continuare a dormire. Una politica fatta di sogni produce incubi. Gente come Guevara c’è sempre stata, Pisacane per esempio. E ce ne saranno altri in futuro”. In effetti… (1928-1967) Ernesto Che Guevara muore Il 14 giugno (1818-1857) Carlo Pisacane muore il 2 luglio. Entrambi hanno trentanove anni, alla morte. A procurarla sono direttamente

o indirettamente gli stessi, contadini, Boliviani, o del Cilento, che volevano affrancare.

Ci sono solo dieci anni di differenza perché non sia passato esattamente un secolo

dall’una all’altra impresa.

 

 

 

 

 

U

no sbarco accompagna i rispettivi progetti e a salire sulle imbarcazioni

ci sono equipaggi di circa venti persone.

Di Pisacane è stato detto tutto e il contrario di tutto. Avventuriero, spia degli inglesi, don Giovanni  impenitente, distruttore di famiglie, biondo, occhi azzurri.

Victor Hugo ha scritto che fosse più grande dello stesso Garibaldi.

 

 

 

 

 

 

Se Victor Hugo avesse conosciuto Che Guevara ne avrebbe detto la stessa cosa.

Ha un senso parlare ancora di rivoluzione? e di arte, di fronte alle nuove tecnologie e nel mondo globalizzato dello Spettacolo universale? I testi di Forlani – un efficacissimo impasto di italiano, di francese e di dialetto danno luogo a un’opera di originale concezione e soprattutto di grande efficacia, al punto da superare facilmente anche la barriera linguistica (chi sa se a Metz avevano mai sentito un testo in napoletano).