Pepsi, nel gelo russo prova a dimenticare gli affanni italici

CASERTA – Nel freddo di Samara la Juve prova a ritrovare un pò di pace. Lunghissimo il viaggio che ha portato la carovana bianconera in terra russa. Oggi la squadra si è allenata per preparare come meglio possibile il suo esordio in Eurocup.

Nonostante il lungo trasferimento, bisogna dire che questa partita capita ad hoc. Dopo la quinta sconfitta consecutiva in campionato e le due di Eurolega, l’aria è pesantissima, meglio ritornare subito in campo e spezzare questa maledizione, questo inizio da incubo.

Premesso che non abbiamo ben capito il senso delle dimissioni di Caputo. Il presidente ci ha abituato a decisioni drastiche nei momenti difficili. Questa francamente facciamo fatica ad intenderla. Secondo noi, invece, deve entrare nello spogliatoio e capire cosa succede e se ci sono problmemi è li che deve intervenire alla sua maniera. Lo scorso anno uno dei vanti della Juve era il fortisismo amalgama della squadra. Oggi, pare, che questo amalgama non ci sia più. Se così fosse, sarebbe una tristezza. Troppo comodo essere uniti quando si vince. Nelle difficoltà che si deve, invece, cementare l’unione, nelle difficoltà che deve entrare in gioco l’amore per la maglia, il rispetto per compagni e tifosi.

Purtroppo e lo scriviamo con rammarico dobbiamo registrare l’apparente stato confusionale di Sacripanti. Il coach pare aver perso il controllo della “sua” squadra. L’allucinante tiro al bersaglio di sabato sera ne è la prova. Il bravo coach brianzolo in questo momento deve ritrovare la sua proverbiale lucidità e forse in Antonello Riva può trovare un ottimo consigliere e taumaturgo. La Juve ha un signor direttore sportivo che la pallacanestro la capisce soltando annusandone gli odori, a nostro avviso può essere un giusto oracolo meritevole di essere ascoltato. 

Contro i russi  forse toccherà a Koszarek partire in quintetto. In panca Di Bella e lo stesso Jones,. vero equivoco tecnico di questa Juve. L’americano sta tirando malissimo, come quattro è anomalo perchè raramente trova soluzioni offensive nel colorato, spesso e volentieri sparacchia dall’arco, in difesa sta soffrendo parecchio, a rimbalzo offre il suo contributo, ma in generale non sembra  lo splendido giocatore ammirato la passata stagione al Palamaggiò.