Riceviamo e volentieri pubblichiamo nota stampa del consigliere Pdl, Pio Del Gaudio in merito alla gravissima situazione di molte famiglie indigenti nella nostra città ed al quasi immobilismo dell’Amministrazione Comunale di fronte a questa grave piaga. Toccanti le storie citate dall’ ex assessore all’Annona.
Come sempre l’Eco di Caserta è disponibile ad ospitare qualsiasi risposta la gIunta cittadina intendesse presentare al massimo esponente dell’opposizione nell’Assise comunale.
CASERTA – Mentre nella nostra citta’ l’interesse per le poltrone caratterizza la sparuta pattuglia di consiglieri di centro sinistra che con ricattucci “ vuotamente “ numerici minacciano di non votare un bilancio che alla fine voteranno per la paura di presentarsi subito al giudizio degli elettori, le situazioni di degrado si amplificano sempre piu ‘ assumendo caratteristiche drammatiche soprattutto se si guarda con attenzione il mondo degli extra comunitari e degli stranieri in genere che popolano le nostre strade , le nostre piazze e la nostra stazione ferroviaria.
Abbiamo sempre criticato le occupazioni abusive di spazi da parte di venditori ambulanti stranieri non autorizzati e continueremo a farlo oggi che , nel periodo estivo , la situazione di alcune aree pubbliche oramai ha fatto assumere alla nostra citta’ l’aspetto di un grande bazar a cielo aperto. Ma non possiamo non considerare e fare alcune riflessioni leggendo una nota di un nostro concittadino pervenutaci in questi giorni.
Nel 2009 , ci viene spiegato e documentato , sono stati segnalati ai Servizi Sociali molti casi di donne senza fissa dimora che hanno chiesto accoglienza versando in situazioni di grave necessità. Tra i casi più eclatanti vi è quello della sig.ra X di nazionalità marocchina, versante in situazione di grave difficoltà. La signora x aveva lavorato come badante presso un’ anziana, la quale è successivamente deceduta. Da quel momento la badante non ha avuto più un lavoro nè un alloggio. La sig X era in attesa del suo primo figlio, ed essendo al nono mese di gravidanza era stata generosamente ospitata dalla sua ginecologa la quale, ovviamente, non poteva darle accoglienza nei giorni a venire in virtù soprattutto dell’imminenza dell’evento del parto. Pertanto la signora ha chiesto una temporanea accoglienza al Comune di Caserta che si è potuto solo attivare per l’individuazione di un’idonea struttura che potesse ospitarla per qualche mese, fino cioè al momento in cui la signora e il nascituro fossero state nelle condizioni di affrontare un viaggio di ritorno per il Marocco, presumibilmente un paio di mesi dopo il parto.
Le strutture contattate, impegnate da anni nel settore dell’immigrazione, non hanno dato disponibilità per mancanza di posti. La mancanza di un centro di prima accoglienza, la scarsa disponibilità finanziaria del Settore ha reso impossibile alcun intervento risolutivo per l’utente. Sempre nello stesso anno si è rivolta ai Servizi Sociali la sig.ra Y di nazionalità polacca, senza fissa dimora. La signora ha raccontato di aver subito qualche anno fa un grave incidente stradale, mentre era in macchina col suo datore di lavoro, il quale era deceduto durante l’impatto. Dopo l’incidente è stata costretta a camminare su una carrozzella per circa un anno a causa di una frattura alle gambe e al bacino ed è stata ospitata da un istituto religioso. Dopo l’episodio la signora ha perso il lavoro e attualmente vive in condizioni di semi barbonismo. La situazione si è aggravata a causa di un processo depressivo esogeno che aveva portato Y alla dipendenza dall’alcol., ma la prima cosa che chiedeva al Comune di Caserta era una momentanea accoglienza in modo da garantirle la possibilità di un’uscita dalla vita di strada. Anche in questo caso la risposta è stata negativa.
I due casi in questione sono parte di una situazione generalizza di percorsi di esclusione sociale che negli ultimi anni sono stati all’attenzione dei Servizi Sociali del nostro Comune che tendono ad aumentare a causa dell’attuale recessione economica. La principale emergenza emersa è quella della necessità di strutture di prima accoglienza femminili in grado di garantire l’attuazione della prima fase di un piano di intervento di reinserimento sociale. Il momento dell’accoglienza rappresenta in molti casi un prerequisito funzionale indispensabile a successivi interventi multidisciplinari per un effettivo percorso inclusivo dei soggetti bisognosi. Nonostante la segnalazione della nuova emergenza da parte dei professionisti che da anni lavorano nel settore nonché la presentazioni di concrete proposte operative e strutturali, l’ Amministrazione non ha preso alcun provvedimento in merito alla necessità della creazione strutture di prima accoglienza femminili e non solo che dopo la chiusura del centro in via Santagata durante la Giunta di Centro – Destra sono completamente assenti nella nostra città.
L’emergenza è destinata ad aumentare soprattutto in relazione alla presenza sempre più crescente di homeles di nazionalità straniera presenti sul nostro territorio, con costi sociali sempre più elevati. Da tempo i parroci di questa città hanno segnalato il disagio anche considerando che la Tenda Di Abramo, unico centro di prima accoglienza presente sul territorio accoglie solo cittadini di sesso maschile, in possesso di permesso di soggiorno. ed è oramai quasi sempre al completo.
È un’emergenza questa alla quale la giunta di sinistra , considerate le promesse ed il programma elettorale , dovrebbe porre rimedio EMENDANDO un bilancio che non si caratterizza in alcun modo in termini di assistenza ed aiuto per i piu’ deboli italiani o stranieri che siano. Sarebbe necessario destinare anche poche risorse per piccoli interventi che consentirebbero di avere una speranza a tante donne con storie difficili come quelle di cui sopra ma che con dignita’ non scendono in strada a protestare od a bloccare i caselli autostradali.
Tra qualche tempo si svolgeranno le leuciane nella nostra citta’ , ci chiediamo , ma a chi giovano ? , a chi interessano oggi ? , se non a pochi eletti che probabilmente vivono sopra le righe rispetto ad un contesto sociale ed economico da paese sull’orlo del tracollo che vive la nostra citta’.
Facciamo una proposta forte , provocatoria ed in controtendenza rispetto al nostro recente passato politico. Non sarebbe piu’ sensato eliminare questa monumentale , ma inutile , manifestazione e destinare le poche risorse a disposizione effettivamente ad altro ?
