Caserta, un avvocato portavoce di Bidognetti: arrestato con altri 13. Scoperta rete prestanomi

CASERTA – C’e’ anche Carmine D’Aniello, uno degli avvocati del boss Francesco Bidognetti, attualmente detenuto in carcere al 41 bis, tra i destinatari di 14 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Napoli su indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Caserta che hanno rivelato una fitta reti dei Casalesi anche per il riciclaggio e l’intestazione fittizia di beni che coinvolge agenzie di onoranze funebri e in particolare imprese edili fra cui ’Impregica’ Costruzioni’ di Carmine Diana, imprenditore vicino al funzionario ministeriale Antonio Di Nardo, come gia’ emerso da informative dei Ros alla procura di Firenze, implicato negli appalti del G8 della Maddalena su cui si e’ indagato.

Diana è in rapporti con Bidognetti, ed e’ stato anche acquirente fittizio di alcuni terreni in realta’ nella disponibilita’ del boss. Alcune delle ordinanze di custodia cautelare sono state 
notificate in carcere, tra cui una proprio a Bidognetti. Il suo avvocato, D’Aniello, e’ accusato di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso e in particolare e’ ritenuto il ’messaggero’ tra il capo storico del clan e gli affiliati.

Le accuse imputate agli indagati vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso alla subornazione di testi, all’induzione a non rendere dichiarazioni alla autorità giudiziaria, al riciclaggio e all’intestazione fittizia di beni appartenenti alla camorra aggravata dal metodo mafioso.

Tra le persone cui il clan tento’ di chiudere la bocca, anche Anna Carrino, l’ex convivente di Bidognetti, ed i pentiti Domenico Bidognetti, Massimo Iovine e Luigi Guida. E’ emersa nell’indagine anche l’alleanza del boss con clan napoletani e la sua vicinanza a super latitante Michele Zagaria.E’ accusato di concorso esterno in associazione mafiosa l’avvocato Carmine D’Aniello, difensore del boss Francesco Bidognetti, indagato nell’ambito di una indagine della Dda di Napoli iniziata nel 2007 su collegamenti tra il clan dei Casalesi e ’colletti bianchi’.

In queste ore, secondo alcune fonti investigative, e’ in corso una perquisizione dei militari sotto la supervisione del pm Alessandro Milita, presso lo studio legale di Aversa dell’avvocato che avrebbe portato – stando all’accusa – i messaggi di Francesco Bidognetti, ristretto al 41 bis, a esponenti del gruppo camorristico e all’imprenditore Carmine Diana, titolare dell’Impregica. Quest’ultimo avrebbe riciclato denaro sporco nelle aziende e nei beni a lui collegati. Tra gli arrestati, c’e’ anche il nipote del boss Bidognetti, Luigi Tamburrino, 46 anni, di Casal di Principe, destinatario, stando alle indagini, dei messaggi del boss. Arresti sono stati eseguiti a Casal di Principe, nell’Agro Aversano, ma anche a Montalcino, in provincia di Siena, e ad Altopascio, in provincia di Lucca.