CASERTA – “L’uomo sogna di volare/
Guardare dall’alto/Planare sul mare…”. Così iniziava una canzone dei Negrita.
Dai tempi di Icaro la conquista del cielo è stata per gli uomini un’ambizione grandissima.
È forse per questa ragione che lo scorso anno il Comune di Fragneto Monforte (BN) ha proposto al Ministero della Cultura di riprendere le fila di un discorso iniziato nel 2017, quando – durante le Giornate Europee del Patrimonio – fu promosso l’evento «Volere Volare», che offri’ gratuitamente al pubblico lo spettacolo del volo di una mongolfiera, organizzato dall’A.S. Club Aerostatico WIND & FIRE di Fragneto Monforte (BN) nel Parco della Reggia di Caserta, diretta da Mauro Felicori. Seguirono proposte di voli in mongolfiera a Carditello e a Paestum, luoghi più adeguati alle sperimentazioni e alle condizioni di volo.
Si celebrava così uno dei più grandi progressi della scienza in epoca illuministica – la conquista del cielo da parte dell’uomo – finanziato dalla monarchia borbonica e sperimentare un modello di promozione turistica territoriale.
Il coinvolgimento di Fragneto Monforte era motivato dal famoso «Festival internazionale delle Mongolfiere», l’evento aerostatico più importante del centro sud Italia, che si svolge proprio nel comune beneventano, giunto oggi alla 37esima edizione (www.volareinmongolfiera.it).
Ma a chi spetta il merito di aver realizzato il sogno di Icaro, mito simbolo dell’Aeronautica Militare? Scopriamolo insieme!
Il pallone aerostatico ad aria calda fu inventato in Francia dai fratelli Mongolfier (da cui il termine “mongolfiera”), che gestivano una fabbrica di carta ad Annonay, un paese a sud di Lione. Nel 1782 i Mongolfier scoprirono che era possibile far volare un pallone di carta gonfiato con aria calda. In Francia la dimostrazione pubblica del volo si tenne nel Palazzo Reale di Versailles alla corte di Luigi XVI e Maria Antonietta, sorella della Regina di Napoli.
L’invenzione valse ai fratelli Mongolfier un’ode composta dall’italiano Vincenzo Monti (1784), la nomina a membri straordinari dell’Accademia delle Scienze di Parigi e l’attribuzione del titolo nobiliare da parte del re. L’Ode al Signor di Mongolfier di Monti è ricordata anche in una raccolta di poesie (Napoli, Salvatore Palermo, 1789) che celebra Vincenzo Lunardi, capitano lucchese, Ufficiale del Genio dell’esercito del Regno di Napoli, nominato segretario dell’ambasciatore del Regno di Napoli in Inghilterra.
Partendo dagli esperimenti dei Mongolfier, Lunardi progettò un pallone a gas idrogeno dotato di maggiori capacità ascensionale e autonomia e lo fece volare in Inghilterra il 15 settembre 1784 sotto gli occhi stupiti della Corte inglese. L’esperimento fu ripetuto in altre città europee, tra cui Napoli. Qui, dopo diversi tentativi andati a vuoto poiché «il Pallone […] non ne a voluto far carte» – come racconta lo stesso re Ferdinando IV nelle sue lettere alla moglie – il volo fu effettuato in presenza dei sovrani napoletani il 13 settembre 1789. L’ascensione durò un’ora e un quarto e il «pallone» fu innalzato a circa seimila metri di quota.
Sulla base degli studi effettuati insieme al professore Antonio Marcello di Roccaromana, furono individuati nella Biblioteca Palatina della Reggia di Caserta tre volumi sull’aerostatica e sull’aeronautica, risalenti agli inizi dell’Ottocento, che raccontano gli sviluppi del volo.
Durante la Prima Guerra Mondiale i palloni aerostatici da osservazione furono impiegati fruttuosamente per spiare i movimenti nemici e garantire un minimo di difesa aerea statica. Per l’occasione si prepararono piccoli equipaggi di aviatori muniti di paracadute. Il primo tentativo di uso bellico del volo fu effettuato nel 1849 dagli Austriaci, che progettarono di bombardare Venezia con palloni aerostatici , che però si allontanarono a causa delle correnti senza creare danni.
Nel 1884 il francese M. Eugene Godard presentò i primi palloni all’Esposizione Nazionale di Torino che attenzionarono il Ministero della Guerra. Il Tenente Pecori – Giraeldi fu incaricato di seguire gli esperimenti: nasceva così la Sezione Aerostatica dell’Ersercito del Genio, che nel 1887 prese il nome di «Compagnia Specialisti del Genio». Nel 1905 a Schio «Italia» fu costruita la prima aeronave a motore.
L’evento “Volere Volare” si concluse con la firma di un protocollo d’intesa tra la Reggia di Caserta e il Comune di Fragneto Monforte (BN) per sostenere e promuovere il celebre raduno internazionale delle mongolfiere, anche a scopi turistici.
Nel 2018 per le Giornate Europee del Patrimonio fu esposta anche una serie di oggetti per raccontare il volo e i suoi sviluppi anche in campo militare, nell’ambito della mostra «2019 – 2017. Erano Giovani e Forti. Caserta e i suoi figli nella Grande Guerra», tenutasi alla Reggia di Caserta dal 24 ottobre 2017 al 27 febbraio 2018. Con l’occasione si mostrarono al pubblico nella Biblioteca Palatina della Reggia di Caserta i tre volumi di Marco Antonio Costa che documentano la nascita dell’Aerostatica e dell’Aeronautica: i Saggi sull’aerostatica e sull’aeronautica, pubblicati a Napoli nel 1837 presso la Stamperia e Cartiera del Fibreno.
Ancora, la proiezione di un filmato su Vincenzo Lunardi realizzato dal Club Vincenzo Lunardi di Lucca e una visita al Comune di Fragneto, noto da anni anche per una importante rassegna artistica, promossa da una comunità di artisti lituani.

