
CASOLA (CASERTA) – E’ il pomeriggio di una ventosa domenica di marzo, quando affacciandomi ad una finestra noto che parte della recinzione della scuola media di Casola si è staccata dal resto della struttura ed è rimasta agganciata solo da un lato. L’effetto visivo è quello di una bandiera che sventola nell’aria. Peccato che non stiamo parlando di una bandiera ma di una struttura in ferro.
La prima domanda che mi pongo è: “che fare?” La risposta è “allerto i vigili”. I miei amici sono scettici, dicono “non interverranno mai”. Io non ci credo. Credo che sia necessario allertare le autorità competenti e sono sicura che si muoveranno per evitare possibili danni ulteriori. Telefono, allora, ai vigili urbani e mi risponde una donna piuttosto gentile a cui spiego cosa sta accadendo.
Mi comunica che è necessario informare i vigili del fuoco perché loro non possono fare nulla e aggiunge “se mi dà l’indirizzo esatto li contatto io”. Perfetto. Fornisco le informazioni necessarie e dopo aver salutato, ringrazio e aggancio il telefono. Soddisfatta comunico la conversazione avuta ai miei amici e confidando nell’intervento pubblico mi sento più tranquilla. Ho la certezza che arriverà qualcuno.
La ringhiera è rimasta a sventolare ancora un po’. Credo per un paio d’ore, senza che nessuno provvedesse a rimuoverla, dopodiché è crollata a terra. Fortunatamente, non è accaduto nulla. Quando è caduta non c’erano persone nelle vicinanze, né auto in transito ma se così non fosse stato, oggi non starei scrivendo per chiedere maggiore attenzione per un paese, Casola, che troppo spesso, è lasciato in balia di se stesso. Mi auguro che queste poche parole servano a far riflettere qualcuno.
A far agire qualcun altro. Spero servano a far sì che qualcuno si prenda cura di un paese di montagna, ricco, non economicamente parlando dove vivono tante persone che hanno gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini casertani. Ci siamo anche noi. Vogliamo essere rispettati e tutelati.
