Maddaloni, Antonio Mereu e Antonio Tedesco scrivono al Sindaco per il recupero intero del castello e del suo parco

MADDALONI (Caserta) – Il momento è ormai maturo, dopo 204 anni il castello può ritornare “tutto” nella disponibilità del comune e dell’intera comunità maddalonese. È necessario che tale istanza parta dal basso. È necessaria l’informazione, la partecipazione e la condivisione di tutti i cittadini.

Noi tutti dobbiamo esprimerci, rafforzare in noi la convinzione che ormai il tempo è “giunto” e che non ci saranno altre possibilità. “La politica deve tradurre in atti amministrativi questa esigenza”. Il castello, le torri e il parco che diventano finalmente patrimonio della “città di Maddaloni”, non è solo un’esigenza affettiva, simbolica o storica, ma è la concreta possibilità di dare un futuro a questa città e soprattutto ai nostri giovani.

Antonio Mereu e Antonio Tedesco, cittadini da sempre impegnati nella valorizzazione della storia locale e del suo immenso patrimonio artistico, con una lunga lettera rivolta al Sindaco di Maddaloni, hanno affrontato alcune tematiche ormai mature, che possono tradursi in progetti capaci di migliorare la qualità della vita e dei suoi abitanti.

Di seguito il loro pensiero.

Proposte le loro che mirano a creare nuove opportunità con ricadute positive non solo per il nostro territorio, ma anche per i comuni limitrofi.

Maddaloni e non solo, negli ultimi anni hanno subito profonde trasformazioni, grazie a numerosi interventi, sia su scala urbana che extraurbana, sono avvenute diverse scelte da parte di grandi aziende, come Ferrovie dello Stato e Autostrade per l’Italia, consentendo l’avvio di grandi infrastrutture di collegamento, l’alta velocità Caserta-Bari, la soppressione dei passaggi a livello, e opere stradali come lo svincolo e il casello autostradale dell’A30.

Con la stabilità politica e amministrativa, è stato possibile approvare il PUC (Piano Urbanistico Comunale) e attivare a cascata altri strumenti urbanistici attuativi, come i PUA, corrispondenti, secondo la vecchia dizione, al Piano di Recupero del centro storico. Molto è stato fatto e molto si sta facendo.

Tuttavia bisogna affrontare diversi punti critici, innanzitutto la crisi demografica e la nuova emigrazione. Maddaloni si avvia inesorabilmente verso lo spopolamento. I piccoli centri della provincia dì Caserta vivono già da tempo questo dramma. Negli ’60, ’70 e ’80, si trattava di contadini strappati alle nostre terre, manovali, operai, disoccupati cronici. 

Oggi, invece, la stragrande maggioranza degli emigranti sono giovani, quasi tutti laureati e nella maggior parte brillanti, il che arreca un danno al nostro territorio, in termini di patrimonio umano. Miglioriamo i territori del Nord e dell’estero grazie agli investimenti delle famiglie del Sud. È necessario creare nuove occasioni e nuove opportunità di lavoro.

Ognuno deve fare la propria parte. I processi di ripartenza sono lenti, e i giovani non vogliono e non devono aspettare. Bisogna metterli nella condizione di fare una libera scelta, non l’unica, che è quella dì andarsene. Partendo dalle risorse che abbiamo, occorre innescare quello che possiamo sinteticamente definire un “generatore economico ambientale”.

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Crediamo che questo volano di sviluppo, che potrà avere una forte ricaduta anche sul piano ambientale, sia da individuare nel complesso del Castello, delle torri e dell’intero parco annesso e nel recupero del centro storico.

In questi ultimi anni è accaduto un fatto nuovo, imprevisto, inimmaginabile: la cessione gratuita del Castello da parte della proprietaria al Comune di Maddaloni. Purtroppo restano fuori della disponibilità dell’Ente le due torri e una parte del parco, appartenenti a un altro proprietario. La storia dopo 204 anni, sta rimettendo le cose al proprio posto, riconsegnando alla comunità maddalonese ciò che già da tempo avrebbe dovuto esserle restituito.

Urge una decisione ferma e coraggiosa, che consenta di arrivare a una conclusione più giusta e soprattutto ad una proprietà integrale, da sottoporre a un progetto di fattibilità concreto, capace di attivare tutti gli strumenti economici disponibili.

Non si tratta di un’esigenza affettiva, simbolica, storica, alla quale tutti ci sentiamo profondamente legati, ma della concreta possibilità di mettere insieme tutti questi valori per dare un futuro a questa città.

Il complesso costituito dalle torri, dal Castello e dall’annesso parco deve essere considerato un unicum e, in quanto tale, il Comune deve acquisirne la piena proprietà. Non si può perdere altro tempo. È necessario interpellare da subito i proprietari della parte mancante, al fine di verificarne la disponibilità a una cessione volontaria del bene. In caso contrario, si dovrà avviare una procedura espropriativa per pubblica utilità.

Oggi più che mai si necessità di una collaborazione da parte di tutti, in primis la politica, ma anche e soprattutto i cittadini affinché raggiungere questo risultato.