NAPOLI – In questi casi il pericolo maggiore è quello di buttare tutti i panni a mare. Rinnegare la faraonica campagna acquisti, rimpiangere i Mannini, Blasi, Vitale approdati, forse troppo frettolosamente altrove. Sbagliato. Il Napoli non vince in trasferta da tempo immemore e per di più la sensazione che si ha è sempre quella di scarsa personalità .
Delittuoso non far scendere in campo Lavezzi e Gargano a Marassi perchè stanchi del viaggio, ancor di più averli sostituiti con Pià e Pazienza, calciatori volenterosi, onesti, che per tutta l’estate, però, Marino ha cercato vanamente di vendere. In tribuna tra i 40 mila di Marassi c’erano Denis e Santacroce, due dichiarati pezzi forte del mercato del direttore generale, avrebbe fatto comodo senza dubbio averli in campo. Il Genoa dalla panchina ha fatto entrare Palacio e Crespo, noi no.Solo onesti gregari.
Insomma la sconfitta di Marassi, va detto evitabile, nasconde non poche lacune e punti interrogativi. Nel primo tempo la squadra ha giocato, ha sofferto, ma anche saputo creare pericoli. Andata in vantaggio si è, però, beffardamente fatta rimontare. Troppe analogie con Palermo. Anche l’azione del rigore di Sculli.
Nei secondi quarantacinque minuti gli azzurri sono rimasti negli spogliatoi, lasciando campo e gara agli scatenati grifoni magistralmente guidati da un signor allenatore che è Gasperini.
Non deve assolutamente essere motivo di rimpianto l’aver subito il pareggio a causa di un rigore inesistente. Perchè sia nell’azione del rigore che nel resto del match il Napoli ci ha messo di suo per consentire al Genoa di riprendere fiato dopo la rete.
Insomma, pur non lasciandosi andare ad un inutile misfattismo, si denota che le lacune presenti l’anno scorso, son rimaste tali anche oggi. L’esterno continua a latitare.Zuniga fortissimo ed assente in Liguria deve adatatrsi ad un ruolo non suo, un attaccante degno di tal nome per far reparto con Quaglairella giace ancora beato nei sogni dei tifosi, fuori casa le cose continuano ad andare in maniera negativa, la difesa è ancora ballerina.
Comunque, è presto per lasciarsi andare a conclusioni. Bisogna aspettare le prossime gare. Li vedremo la reale consistenza tecnica-mentale degli azzurri.
Il rammarico di Donadoni
“Sapere che l’arbitro ha sbagliato, da quello che si vede dalle immagini, non fa altro che acuire la mia rabbia. Ma sapete che io non entro in discorsi arbitrali. Piuttosto dico che un episodio ci ha penalizzati tantissimo e questo mi rode ancor di più.
Non dobbiamo fare altro che guardare al nostro comportamento in campo. Sia a Palermo che oggi a Genova abbiamo fatto noi la partita, sia in senso positivo che in senso negativo. Ci siamo complicati la vita da soli, sia nella prima trasferta al Barbera che questa sera. Mi dà molto fastidio perdere così. Sino al 48′ eravamo stati perfetti poi tutto è andato per il peggio. Spesso il calcio non ha logica, ma resta questo 4-1 che ci deve far riflettere e reagire”
“Ci dispiace tanto per i tifosi – prosegue il tecnico – ma noi siamo i primi ad essere delusi e arrabbiati. Meritavamo più punti in classifica ma questo deve rappresentare per noi un ulteriore stimolo per migliorare e limare certe ingenuità in cui una grande squadra non deve incorrere. C’è una crescita psicologica generale che va compiuta e realizzata. E poi in campo, quando comandiamo così tanto il gioco, dobbiamo essere più cinici e decisivi. Stasera abbiamo subìto una brutta sconfitta che però ci deve dare la forza di rialzarci al più presto”.
