TRENTOLA DUCENTA (Caserta) – Nel pomeriggio di oggi, i carabinieri della Stazione di Trentola Ducenta hanno eseguito un decreto di fermo nei confronti di un pregiudicato del luogo, che il 10 luglio scorso, è stato colpito alle gambe con un’arma da fuoco, sparata da un concittadino Ciro De Cristofaro.
L’uomo, dopo la sparatoria, si rese reperibile per una settimana, poi si costituì ai carabinieri. Il movente finora oscuro, erano state fatte infatti, varie supposizioni circa un rapporto logoro da tempo, ha assunto risvolti diversi a seguito delle indagini dei militari di Aversa.
Il movente invece è venuto alla luce con le dichiarazioni del De Cristoforo. Dalle indagini è emerso che il De Cristoforo, qualche giorno prima, era andato in città con un amico, viaggiando a bordo di un motociclo.
I ragazzi parcheggiarono il mezzo e si incamminarono a piedi per il paese. Al ritorno, il motociclo era sparito, preoccupati, i due cominciarono a cercarlo quando davanti ad essi, comparve Carmine Antonio Caracciolo, nato a San Marcellino e residente a Trentola Ducenta.
Il Caracciolo, con grande sorpresa dei due, chiese quattrocento euro per la restituzione del motociclo. I due, non vedendo alcuna scelta, accettarono lo scambio. Si diedero appuntamento il giorno dopo, per la consegna del denaro.
Arrivati all’appuntamento come previsto, il Caracciolo fece sapere che il denaro non era sufficiente e che il prezzo era aumentato. Voleva 600 euro. Allora il De Cristoforo si arrabbiò, difendendo l’amico, e tra i due nacque una colluttazione.
Il De Cristoforo venne scaraventato a terra dal ladro che accettò di tornare al vecchio prezzo, visto il polverone che ne stava venendo fuori.
Il motorino fu consegnato al legittimo proprietario il giorno dopo. Intanto, il De Cristoforo, conoscendo il carattere violento del Caracciolo, temendo ulteriori ritorsioni di quest’ultimo nei suoi confronti, decise di affrontarlo: corse a casa e prese l’arma, si mise sulle tracce del pregiudicato e lo trovò.
Allora cominciò a stuzzicarlo per ottenere una forma di ribellione da parte del Caracciolo, cosa che verificò bene presto. L’uomo per tutta risposta prese la pistola e sparò due colpi colpendolo alle gambe.
I carabinieri operanti hanno portato il risultato delle indagini alla Procura di Santa Maria che ha emesso il decreto di fermo nei confronti del Caracciolo che è stato portato nelle camere di sicurezza della caserma, in attesa di essere giudicato con rito direttissimo per estorsione.
Il De Cristoforo dovrà scontare il fatto di non aver avuto fede nella giustizia in quanto, invece di rivolgersi ai carabinieri, quando il suo amico è stato vittima del cosiddetto “cavallo di ritornoâ€, ha preferito optare per il detto occhio per occhio. Sarà condannato per tentato omicidio.
