Roma, con una circolare inviata a tutti gli uffici di polizia l’arcangelo “Gabrielli” vieta la preghiera a San Michele Arcangelo

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ROMA – Era il 29 settembre del 1949 quando Papa Pio XII lo proclamò protettore della Polizia il 29 settembre 1949 per la lotta che il poliziotto combatte tutti i giorni come impegno professionale al servizio dei cittadini per l’ordine, l’incolumità delle persone e la difesa delle cose.

Ironia della sorte, nel 2018 ci voleva un altro “arcangelo Gabrielli” per vietarne la preghiera il 29 settembre proprio il giorno della sua festa. Si, perché con una circolare inviata a tutti gli uffici con oggetto Niente inno a S. Michele Arcangelo all’anniversario della fondazione”, l’arcangelo vieta nel modo più assoluto la recita della preghiera, l’amministrazione da parte sua ci tiene ha precisare che è “Tutto normale, alla celebrazione del Patrono è già dedicata una giornata”.

Il sigillo sulla relativa delibera fu posto da Papa Pio XII, a seguito della richiesta, formulata in data 24 gennaio 1949, dell’Ordinario Militare Mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone al Card. Clemente Micara, Prefetto della Congregazione dei Riti con la seguente motivazione: «La tutela del Principe delle celesti milizie ben si addice al particolare e delicato ufficio cui sono quotidianamente chiamati gli Ufficiali e le Guardie di Pubblica Sicurezza, che hanno dato prova di aver compreso l’analogia tra i compiti loro e quelli celestiali dell’angelico condottiero».

E così, lo stesso giorno in cui la chiesa Cattolica lo festeggia insieme agli arcangeli Gabriele e Raffaele, Papa Pio XII proclamò San Michele Arcangelo patrono della polizia. Michele, in ebraico , è “Mi-ka-El” e significa “Chi come Dio?”. Nella tradizione cristiana è colui che combatte e sconfigge satana, quindi un omaggio, alla “lotta” che i poliziotti combattono tutti i giorni al servizio dei cittadini. Il nome arabo, invece, è citato nel Corano alla sura II, versetto 98. È indicato come di pari rango rispetto a Jibr_ l(Gabriele).

Secondo la tradizione, assieme a quest’ultimo, avrebbe provveduto a istruire il profeta Maometto e, secondo un’altra tradizione, sua caratteristica sarebbe quella di non ridere mai. Nell’iconografia, sia orientale sia occidentale, San Michele Arcangelo viene rappresentato come un combattente, con la spada o la lancia nella mano e sotto i suoi piedi il dragone, simbolo di satana, sconfitto in battaglia.

La tradizione gli attribuisce anche il compito della pesatura delle anime dopo la morte e per questo motivo nelle rappresentazioni iconografiche, oltre alla spada, l’Arcangelo porta spesso in mano una bilancia. Al protettore della polizia sono state dedicate diverse chiese, cappelle e oratori in tutta l’Europa.

Più di 60 località italiane, tra le quali Caserta, Cuneo, Alghero, Albenga e Vasto, lo venerano come Santo Patrono, ma San Michele, oltre che dei poliziotti, è protettore di molte altre categorie di lavoratori: farmacisti, doratori, commercianti, fabbricanti di bilance, giudici, maestri di scherma e radiologi. Tutti si affidano a lui con la preghiera a lui dedicata e che da decenni è stata recitata da migliaia di agenti e che ora sembra arrivata al tramonto.

«Oh! San Michele Arcangelo, nostro celeste Patrono, che hai vinto gli spiriti ribelli – nemici della Verità e della Giustizia – rendi forti e generosi, nella reverenza e nell’adesione alla Legge del Signore, quanti la Patria ha chiamato ad assicurare tra i suoi cittadini concordia onestà e pace…».

È uno stralcio della supplica che ogni poliziotto ha fatto sua perché riassume, in estrema sintesi, i valori umani e spirituali che la pietà personale di ogni poliziotto chiede al suo Patrono. Adesso, alle porte del II° millennio, quando molte auto della polizia portano l’immagine a bordo, qualche poliziotto si porta in Santo protettore in un medaglietta appesa al collo, ci voleva il “Gabrielli” del III° millennio per vietarlo. E proprio vero che anche i burocrati ministeriali si stanno facendo affabulare da qualche “buon pensante”.

Questa circolare del Capo della Polizia è una iniziativa che certamente farà discutere molto, perchè alcuni rappresentanti sindacali cone quello del SAP Gianni Tonelli, ha già annunciato una interrogazione parlamentare all’apertura delle camere.