MADDALONI (Caserta) – Prosegue la carrellata di contributi in memoria di Ferdinando Imposimato in vista del ricordo dello stesso che ci sarà domani con lo Special della trasmissione di “Dietro l’Angolo” (Maddaloni, il 13 gennaio a Dietro l’Angolo con L’Eco di Caserta Special su “Ferdinando Imposimato”), Abbiamo visto sommariamente il profilo d’insieme e di base di Ferdinando Imposimato (Maddaloni, inizia il ricordo a Ferdinando Imposimato in attesa della trasmissione del 13 gennaio) e poi abbiamo ospitato il ricordo di Luca Ugo Tramontano (Maddaloni, la storia di Ferdinando Imposimato nel ricordi di Luca Ugo Tramontano in vista del 13) mentre ora ospitiamo e ringraziamo per averci rilasciato l’intervista un amico del compianto: il prof. Angelo Schiavone.
Il prof. Schiavone rilascia una dichiarazione in premessa alla nostra intervista: «A pochi giorni dalla scomparsa di Ferdinando Imposimato, con il cuore pieno di tristezza, mi è stato chiesto dal mio amico Michele Schioppa di rispondere a qualche domanda su Imposimato. La premessa di quanto dirò è che non è facile parlare di Ferdinando Imposimato in quanto conoscendo il suo modo di pensare, il suo odio verso la retorica e le frasi convenzionali, mi viene molto difficile, ma cercherò di fare del mio meglio per rispettare il pensiero di Ferdinando».

Passiamo dunque all’intervista.
D: Quando hai conosciuto Ferdinando Imposimato è che impressione hai avuto della sua figura?
R: «Il mio incontro con Ferdinando Imposimato è avvenuto inizialmente grazie ai racconti dei mie fratelli, che si riferivano a Ferdinado chiamandolo il giudice o il fratello di Franco e Michele. Un giudice di frontiera sempre in prima linea nella lotta alla criminalità e al terrorismo. Qualche volta si vedeva sfrecciare una Lancia azzurra, blindata, per le strade di Maddaloni e tutti sapevamo che era il giudice Imposimato. Ma più di tutto a colpirmi erano le storie che ascoltavo su Ferdinando da Pasquale D’Antonio, detto FotoLino, amico di sempre e dal fratello Franco con cui condividevo la passione per la politica e la pallacanestro. L’incontro vero, quello che ti segna per sempre, è stato quando ho visto Ferdinando ritto, fermo come una statua, con le mascelle serrate davanti alla Kadett verde in via Campolongo la sera dell’11 Ottobre 1983. Da quel giorno è iniziato un percorso di avvicinamento umano, amicale e successivamente politico. Dal 1986 con l’attività di collaboratore nella prima campagna elettorale culminata in la sua vittoria eclatante».
D: Che conoscenza hai della famiglia Imposimato e del contributo dato alla città ?
R: «La figura legata al giudice che più ricordo con affetto è donna Iolanda, madre di Ferdinado, amica di mia madre, che spesso incontravamo in salumeria. Affabile, cortese e attenta ai più bisognosi. Invece con Franco, suo fratello, ci siamo sempre ritrovati sui campi di pallacanestro a tifare la gloriosa Libertas, sia in casa che in trasferta. Il suo urlo era inconfondibile. Poi dal campo di basket alle piazze per rivendicare i diritti dei lavoratori, degli studenti e della povera gente. Michele Imposimato si vedeva al circolo universitario o da Pasquale Fotolino. Anche se ero più giovane, mi piaceva frequentare gli ambienti universitari grazie a mio fratello e a loro».
D: Chi era il politico Imposimato, pro e contro ; legami e opportunità offerte; seguito e legami locali sul piano personale e politico?
R: «Troppe cose da riferire, preferisco dare delle priorità. La prima cosa che voglio ricordare è che quando nel 1986, un gruppo di compagni, capitanato da Vittorio Colamonici, intercettarono Ferdinando ad un convegno a Napoli per proporgli la candidatura come indipendente nelle file del PCI alle politiche, sembrò a tutti che fosse naturale che Imposimato accettasse. Certo Ferdinando, per il ruolo che svolgeva, non poteva avere collocazione politica di parte, ma tutto il suo percorso professionale e culturale, per i valori in cui credeva, lo portavano verso quella sinistra riformista e sociale. Infatti strinse una sincera amicizia, per altro ricambiata, con Enrico Berlinguer. I contatti quotidiani con Macaluso, Pecchioli e altri esponenti del PCI erano basati sulla stima e sul comune sentire. Sicuramente non erano solo rose e fiori però, i contrasti, a volte anche duri, con Veltroni allora direttore dell’Unità, con Mussi capogruppo al senato o con D’Alema segretario del partito, nascevano più che altro dal suo essere uno spirito critico libero, ma anche propositivo attento alle varie realtà e problematiche sociali che i cittadini vivevano. La sua vita è stata sempre improntata sul rispetto delle norme della legalità e dell’uguaglianza per il bene comune. Di questo sono stato e sono testimone avendo trascorso un lungo periodo di collaborazione con lui. I suoi sforzi erano tutti volti a portare avanti progetti di sviluppo per il territorio, dall’università al continuo tentativo di creare occasioni occupazionali, fino alla sicurezza delle citta e all’ ampliamento dei tribunali».
D: Politicamente Ferdinando che percorso ha fatto dall’origine del suo impegno ai giorni nostri e perché? Quali i suoi punti di riferimento?
R: «Ferdinando Imposimato, fin dal primo giorno della sua elezione al Senato della Repubblica, ha svolto il suo ruolo istituzionale con abnegazione e nel rispetto degli elettori. La sua partecipazione alla vita politica nazionale, ma anche a quella locale, è stata sempre improntata sulla massima trasparenza e nel rispetto di tutti dando un grande contributo alla crescita dei territori. Anche se indipendente, il suo percorso politico è stato sempre lineare ai suoi principi, con il rispetto delle regole del partito di riferimento, vivendo anche in prima persona l’evoluzione che questo ha subito nel tempo. Negli anni a seguire, non essendo più parlamentare, ha cercato di essere un punto di riferimento per una sinistra che voleva cercare di unirsi e non dividersi, fino a sacrificarsi a partecipare alle elezioni europee con i socialisti. Purtroppo lo scopo che si era prefissato non era ancora maturo, ma il suo impegno è stato sempre quello di guardare più avanti, di superare ostacoli e personalismi che purtroppo esistono ancora in questa sinistra di oggi. Sempre seguendo il suo spirito libero, che non si è mai piegato a nessun tipo compromesso, ha seguito il suo istinto, dando credito al movimento di Grillo tanto da dare la sua disponibilità a candidato alla presidenza della Repubblica».
D: Qual è stato il tuo rapporto e occasioni di incontro e collaborazione con Ferdinando Imposimato?
R: «L’occasione di trovarmi fianco a fianco del giudice Ferdinando Imposimato è stata la prima campagna elettorale del 1986, andai con Pasquale D’Antonio a casa della sorella di Ferdinando Chiara a via Ferrarecce a Caserta, trovai altri amici e compagni, tra cui Pasquale Pascarella che divenne da quella sera accompagnatore fidato, per tutta la campagna in quanto decisero di togliere la scorta fissa a Ferdinando, concedendo solo la sorveglianza, d’ altronde era candidato nel PCI, cosa ci si poteva aspettare? Da quella sera dove si stava organizzando il tutto, ho continuato a percorrere migliaia di chilometri, notti insonni, incontri con migliaia di persone, risate, stanchezza, pranzi frugali e abbuffate luculliane, incazzature violente, gioia e dolori con il mio amico Ferdinando».
D: Con che frequenza Ferdinando veniva a Maddaloni e quali i suoi amici da incontra assolutamente a cui lo legano un rapporto personale che scavalca i “limiti” della politica?
R: «Maddaloni, anche se qualcuno di certo confuterà questo mio pensiero, è stata sempre nel cuore di Ferdinado. Quando poteva correva dalla madre, dalle sorelle e da Franco, con cui aveva un rapporto particolare forse dovuto anche dal carattere allegro e gioioso che avevano in comune o forse per quel lungo periodo di separazione tra i due in quanto Franco andò in Sud Africa per lavorare. Ritrovava i suoi vecchi amici del liceo e dell’università e dei bei tempi dei vitelloni ( Marcello Proto, Giorgio Ginolfi, Aurelio Ciccolella, Peppinuccio Iannassi, Pasquale D’Antonio) solo per citarne alcuni. Dopo la tragedia di Franco le sue visite erano meno frequenti, super protette e dedicate a Giuseppe e Filiberto e alla moglie di Franco. Nel periodo successivo, avendo lo studio a Caserta la frequentazione era più assidua, Maddaloni era un punto di riferimento con tanti nuovi amici e compagni che volentieri lo ospitavano ( Vittorio Colamonici, Carlo D’Angelo, Peppe Riccio, Luca Tramontano, Antonio Roberti) e tanti altri ancora ma l’elenco sarebbe lunghissimo».
D: Quali le delusioni che Ferdinando ha avuto dai Maddalonesi e dai Casertani?
R: «In Politica, come nella vita, non sempre tutto può andare bene o come ci si aspetta, purtroppo arrivano momenti nei quali i progetti e le aspettative si scontano con una realtà compromessa da tanti fattori. A Ferdinando, ma a tutti noi, successe proprio questo, ci scontrammo con qualcosa che non ci aspettavamo. La slealtà di alcuni e la pochezza di altri, questo fece molto male a Ferdinando che per un lungo periodo prese le distanze, non solo fisiche, dal nostro territorio. Ma i momenti di riflessione furono tanti e quel sapore amaro passò facendo tornare a casa il nostro amico Ferdinando Imposimato».
D: Che rapporto aveva Ferdinando con i diversi partiti e esponenti di primo piano degli stessi?
R: «Il carattere, la cultura la personalità di Ferdinando Imposimato emergeva in tutto il suo spessore in qualsiasi situazione si trovasse. Anche nei rapporti politici e personali e in tutti i settori, dall’arte alla letteratura fino al giornalismo. Con lui si instaurava subito un rapporto particolare, di rispetto e di massima attenzione. Questo avveniva sia quando discuteva con Berlinguer, che quando giocava a carte con Federico Fellini o quando parlava con il poliziotto di turno ma specialmente instaurava un rapporto tutto suo con la gente comune che riceveva a tutte le ore. Si appassionava ai problemi della vita quotidiana della gente che cercava in lui un conforto, si arrabbiava o meglio si incazzava difronte alla sua impotenza in certe situazioni perché tanti chiedevano lavoro che lui non poteva dare. Ma quando poteva si faceva in quattro per risolvere situazioni anche molto delicate».
A Ferdinando Imposimato, come già anticipato, sarà dedicato uno Special della trasmissione radiofonica “Dietro l’Angolo” di New Radio Network ideata e diretta da Carlo Scalera, con la collaborazione di Michele Schioppa (già telefonicamente ospite fisso dell’appuntamento del sabato mattina) in rappresentanza della testata giornalista L’Eco di Caserta, in onda sabato 13 gennaio 2018, dalle ore 11 alle ore 13.
Per aggiornamento sulla trasmissione collegarsi all’evento social https://www.facebook.com/events/2006592876249401/ .
Come di consueto per ascoltare la trasmissione è sufficiente sintonizzarsi in FM sui 89,80 mhz o in streaming su www.newradionetwork.com, dove è possibile seguire anche il live video o attraverso la pagina social face book “new radio network official ” al link https://www.facebook.com/NewRadioNet/ , mentre chi vuole può intervenire sia con la post sul gruppo social “Dietro l’Angolo” di cui al link https://www.facebook.com/groups/145565835622779/ o telefonando allo 0823 405666.
È possibile, inoltre, scaricare la App New Radio Network che consentirà di ascoltare la diretta dal proprio cellulare.
