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Maddaloni, un ricordo di Ferdinando Imposimato PDF Stampa E-mail
Scritto da Michele Schioppa   
Giovedì 11 Gennaio 2018 19:30

MADDALONI (Caserta) – Sabato, come anticipato da una nota della nostra redazione (Maddaloni, il 13 gennaio a Dietro l’Angolo con L'Eco di Caserta Special su “Ferdinando Imposimato”) dalla collaborazione con la nostra testate de L’Eco di Caserta e New Radio Network, con la trasmissione “Dietro l’Angolo” ideata e diretta da Carlo Scalera si terrà uno Special dedicato a Ferdinando Imposimato. Della morte del Giudice L’Eco di Caserta diede notizia poche ore dopo l’accaduto (Roma, dopo lunga malattia è volato in cielo il magistrato Ferdinando Imposimato) e nelle stesse ore, alle 18 circa, probabilmente tra i primi eventi, se non il primo in assoluto, l’appuntamento «Aspettando Welcome “Uomini per la società”» in cui lo scrivente presentava la rubrica dei “volti casertani e maddalonesi” dedicava un momento alla memoria del Giudice Ferdinando Imposimato con un lungo applauso della platea annunciato dal presidente della Welcome e moderatore della serata ing. Claudio Petrone.

La puntata di “Dietro l’Angolo” non intende certamente avere l’ambizione di fare una descrizione a tutto tondo dell’illustre maddalonese, ne tantomeno discutere su sue scelte, interventi e posizioni, o ancora proporre un’analisi delle sue “cause” e ancora delle tesi riportate nei libri o per il tramite dei mass media, o ancora parlare dalla sua “popolarità” accresciuta sicuramente dalla larga parte della popolazione, poco addentra ai fatti giudiziari, per il tramite della trasmissione “Forum” della Mediaset in cui ha rivestito il ruolo di giudice per lungo tempo.

Carlo Scalera, indegnamente aiutato da chi scrive, con graditi ospiti in studio come Domenico (Mimmo) Marzaioli, Vincenzo Sglavo, Antonio Roberti, Luigi Mazzone l'on. Salvatore Micillo e tanti altri oltre gli interventi telefonici, parlerà del maddalonese, del casertano Ferdinando Imposimato. Un concentrato di ospiti e di testimonianze tali per cui due ore sono insufficienti e da qui la collaborazione con L’Eco di Caserta consentirà qualche anticipazione, approfondimento o comunque di offrire spazio a chi non potrà intervenire per questioni di tempo.

In linea di massima urge delineare il profilo biografico di Ferdinando Imposimato e per tale onere ci si avvale soprattutto delle fonti ufficiali o comunque maggiormente aggiornate sul suo ruolo ed esperienza, ovvero Wikipedia[1], o ancora schede piuttosto dettagliate come quella da Cinquantamila.Corriere.it[2] o ancora la scheda parlamentare della X Legislatura[3], della XI Legislatura[4] e XII Legislatura[5] a queste fonti se ne aggiungono altre che si citeranno nel corso degli articoli. In linea di massima la bozza del presente profilo biografico terrà conto dei suggerimenti appena proposti.

Ferdinando Imposimato nasce a Maddaloni[6] il giorno 9 aprile 1936 e morirà in Roma, il 2 gennaio 2018, presso l’Ospedale Policlinico “Agostino Gemelli” presso cui era stato ricoverato giorni prima per gravi condizioni di salute. Infatti qui era stato ricoverato d’urgenza il 31 dicembre 2017 presso il reparto di rianimazione. Le stesse già precarie condizioni fisiche che hanno impedito la sua partecipazione recentemente a Maddaloni ad un convegno presso il Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” lo scorso 14 novembre 2017 dal titolo “In ricordo di Franco Imposimato – Lotta alla criminalità e iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso”[7].

Chi è Ferdinando Imposimato? Il maddalonese illustre è stato un magistrato, politico e avvocato italiano, nonché presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione.

Dopo la formazione di base presso la Scuola “Luigi Settembrini” di Maddaloni e la frequentazione e superamento del Ginnasio Liceo presso lo storico Liceo Classico “Giordano Bruno” di Maddaloni, lo troviamo conseguire la Laurea in Giurisprudenza nel 1959 presso l’Università “Federico II” di Napoli. Dopo poco lo troviamo vice-commissario di polizia nel 1962. Con tali mansioni lavorerà a Brescia e a Forlì prima di giungere a Roma nel 1963 in qualità di funzionario di Ministero del Tesoro. A distanza di un solo anno che mantiene questa carica nella capitale diventa magistrato nel 1964. A questo punto Ferdinando Imposimato inizia a istruire, come giudice istruttore, numerosi processi di fondamentale importanza per la storia dell’Italia, tra cui quelli relativi al delitto di Aldo Moro del 1978, all’attentato subito da Papa Giovanni Paolo II del 1981, all’assassinio di Vittorio Bachelet (vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura) e alla strage di Piazza Nicosia, così come dell’omicidio dei Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione. Ed ancora tra i casi di lotta alla mafia segue anche quello di Michele Sindona, il banchiere siciliano legato a Cosa Nostra[8].

Tanto impegno lo porta ad avere una “visibilità” non gradita alla mala vita e quindi non mancano le vendette trasversali, a noi maddalonesi vicenda questa ben nota. Infatti, Ferdinando aveva un fratello, Franco Imposimato per l’appunto, che sarà ucciso dalla camorra nel ottobre del 1983.

Ferdinando Imposimato nel corso della sua vita si è occupato della difesa dei diritti umani, ed era impegnato nel sociale, in particolare si ricorda la sua adesione A.N.P.I. presso la cui sezione di Roma era iscritto da lungo tempo, e della quale è stato anche vice presidente del Comitato Provinciale, ed attualmente era Presidente del Collegio dei Garanti. Un legame che è sancito anche dalla foto del profilo della sua pagina social (https://www.facebook.com/FImposimato/) in cui richiama tale adesione.

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Ferdinando è stato inoltre scelto per il riconoscimento di “simbolo della giustizia” dall'ONU, in occasione dell’Anno della Gioventù.

Nel corso della sua lunga esperienza di giudice Ferdinando Imposimato ha coniugato la legislazione speciale emanata durante gli anni di piombo con il rispetto dei diritti civili. A lui si deve la scoperta, ad esempio, della pista bulgara in Europa e delle connessioni internazionali del terrorismo.

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Ferdinando Imposimato è il primo a parlare delle connessioni del terrorismo italiano con i servizi segreti israeliani e della presenza nel caso Moro del KGB (tesi ribadita, vent'anni più tardi, all'interno del dossier Mitrokhin). Si occupa di processi contro mafia e camorra.

Un momento particolarmente delicato per lui è nel 1981 allorquando istruisce il processo alla banda della Magliana, al terrorismo, ad alti prelati, a finanzieri, a usurai, a costruttori, a politici e amministratori. Nello stesso anno il regista Francesco Rosi girò il film Tre fratelli, che si ispira alla vita del giudice Ferdinando Imposimato, e dei due fratelli, l’uno direttore del carcere e l’altro operaio.

L’11 ottobre 1983, come anticipato, il fratello Franco viene ucciso per una vendetta trasversale. Dopo l’omicidio, il presidente della Repubblica Sandro Pertini riceve al Quirinale il giudice Ferdinando Imposimato per esprimergli la sua solidarietà non solo come Presidente della Repubblica ma anche come presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.

Nel 1984 viene designato come rappresentante dell’Italia a Strasburgo per i problemi del terrorismo internazionale con abuso delle immunità diplomatiche e redige la “mozione finale” approvata all’unanimità dai rappresentanti dei 16 paesi dell’Europa.

Dopo appena due anni, nel 1986, alla luce di continue minacce di Cosa Nostra Ferdinando decide di lasciare la magistratura, e così diviene consulente legale delle Nazioni Unite nella lotta alla droga. Grazie a questo incarico sappiamo che si reca più volte, per incarico dell’ONU, nei paesi dell’America Latina per i programmi di rafforzamento del sistema legale dei paesi afflitti dal narcotraffico. Inoltre, prepara per conto delle Nazioni Unite diversi programmi di addestramento dei giudici colombiani, boliviani, peruviani ed ecuadoriani.

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Questi programmi saranno l’occasione per la nascita e consolidamento di amicizie importanti. Infatti, ad uno dei programmi, che si svolge in Italia, partecipano, tra gli altri, Giovanni Falcone, Gianni De Gennaro, Rosario Priore, Giancarlo Caselli e il Generale dei Carabinieri Mario Mori.

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Ferdinando si occupa ancora di diritti umani e dei principi del giusto processo in America Latina, ove, per incarico del Dipartimento degli Stati Uniti, svolge un’importante missione in Perù, con il prof. Carlos Arslanian, Ministro della Giustizia dello Stato di Buenos Aires, e con il prof. Robert Goldman, della George Washington University.

Intanto Ferdinando decide di scendere in campo, da uomo di Fede e di sinistra scegli una collocazione politica in cui rivedersi dove però si candida da indipendente e per le diverse candidature fino alle politiche del 1996, con l’Ulivo, dove cederà lo scranno del Senato a Carmine De Santis (eletto nella XIII Legislatura con il Federazione Cristiano Democratica - CCD[9]) e quindi deciderà di non candidarsi più, non per questo lasciando la politica[10].

Nel 1987, come indipendente di sinistra, Imposimato viene eletto nelle liste del Partito Comunista Italiano al Senato della Repubblica. Le elezioni si terranno il 14 giugno 1987 mentre la proclamazione sarà del 27 giugno 1987 e la convalida il giorno 11 febbraio 1988.

Come accennato in Parlamento entrerà nel Gruppo Comunista del quale sarà membro dal 9 luglio 1987 al 17 settembre 1987, poi nello stesso sarà Componente del Comitato Direttivo dal 17 settembre 1987 al 2 agosto 1989 ed infine ritornerà ad esserne membro dal 2 agosto 1989 al 22 aprile 1992 (dal 12 febbraio 1991 il Gruppo assume la denominazione Comunista-PDS).

Nel corso di questo mandato, X Legislatura, sarà nella Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari (membro dal 9 luglio 1987 al 22 aprile 1992) e della 2ª Commissione permanente (Giustizia) in qualità di membro nei periodi dal 1 agosto 1987 al 28 settembre 1989 e dal 28 settembre 1989 al 22 aprile 1992.

Lo ritroveremo nel Comitato per le funzioni istruttorie attinenti ai procedimenti di cui all'articolo 90, comma secondo, della Costituzione in qualità di membro dal 18 febbraio 1989 al 4 luglio 1989; nel Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa in qualità di membro dal 4 luglio 1989 al 22 aprile 1992; nel Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato in qualità di membro dal 15 ottobre 1987 al 22 aprile 1992; nella Commissione parlamentare per il parere al governo sulle norme delegate relative al nuovo codice di procedura penale in qualità di membro dal 23 ottobre 1987 al 22 aprile 1992; nella Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari in qualità di membro dal 13 luglio 1988 al 22 aprile 1992.

Nel 1992 lo troviamo eletto alla Camera dei deputati, nel collegio di Napoli, con proclamazione il 14 aprile 1992 e convalidata il 5 agosto 1993. In questa XI Legislatura, sarà iscritto ai seguenti gruppi parlamentari: Comunista - Pds dal 30 aprile 1992 al 12 maggio 1992 e Partito Democratico della Sinistra  dal 12 maggio 1992 al 14 aprile 1994.

Nella Legislatura ricoprirà il seguente Ufficio parlamentare: Vicepresidente della COMMISSIONE PARLAMENTARE PER IL PARERE AL GOVERNO SULLE NORME DELEGATE RELATIVE AL NUOVO CODICE DI PROCEDURA PENALE dal 24 settembre 1992 al 24 ottobre 1992;

Sarà inoltre componente dei seguenti organi parlamentari: Componente del COMITATO PARLAMENTARE PER I PROCEDIMENTI DI ACCUSA dal 17 giugno 1992 al 14 aprile 1994; Componente della II COMMISSIONE (GIUSTIZIA) dal 9 giugno 1992 al 14 aprile 1994; Componente della COMMISSIONE PARLAMENTARE PER IL PARERE AL GOVERNO SULLE NORME DELEGATE RELATIVE AL NUOVO CODICE DI PROCEDURA PENALE dal 15 settembre 1992 al 24 ottobre 1992; Componente della COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL FENOMENO DELLA MAFIA E SULLE ALTRE ASSOCIAZIONI CRIMINALI SIMILARI dal 23 settembre 1992 al 1° aprile 1994.

Nel 1994 viene nuovamente eletto al Senato. L’elezioni si tennero il 27 marzo 1994 e la proclamazione vi fu il 1 aprile 1994 mentre la convalida il 14 dicembre 1994.

In questa XII Legislatura fu membro del Gruppo Progressisti – Federativo dal 18 aprile 1994 all’8 maggio 1996 ed ancora fu componente della 2ª Commissione permanente (Giustizia) dal 31 maggio 1994 all'8 maggio 1996; della Commissione d'inchiesta sul problema dei rifiuti dal 30 gennaio 1996 all'8 maggio 1996 ed ancora della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari dal 13 settembre 1994 all'8 maggio 1996.

Naturalmente andrebbero richiamate tutti le iniziative di Proposte di legge, gli interventi in Assemblea in Commissione e interventi esterni il che naturalmente non è possibile sia per la mole necessaria a rintracciare il tutto che per via del desiderio del nostro studio di puntare alla conoscenza soprattutto dell’uomo, del maddalonese, del casertano e non ancora del Personaggio di cui oramai la Storia parla da tempo e continuerà a parlare nelle Tesi ufficiali.

Per tutte e tre le legislature è quindi impegnato nella Commissione Antimafia e presenta numerosi disegni di legge sulla riforma dei servizi segreti, sugli appalti pubblici, sui trapianti, sui sequestri di persona, sui pentiti, sul terrorismo e sulla dissociazione.

Successivamente passa al Partito Democratico della Sinistra, per divenire poi il responsabile alla giustizia dei Socialisti Democratici Italiani.

Nel 2001 Ferdinando Imposimato è stato collaboratore e consulente di Don Pierino Gelmini, direttore di 150 comunità terapeutiche per il recupero di tossicodipendenti, in Italia e all’estero.

Inoltre, si è occupato inoltre del lavoro dei detenuti per la comunità in collegamento con l’associazione “Liberi di San Vittore”.

Nel gennaio 2001 ha scritto una importante prefazione al libro La sporca guerra di Habib Souaidia, dove aveva previsto la offensiva di Al Qaeda e il terrorismo islamico contro l’occidente: «Il terrorismo va combattuto senza mezzi termini e senza incertezze, ma anche smascherando coloro che si giovano del terrorismo con il pretesto di combatterlo. L’Europa e gli Stati Uniti non si illudano. Fingendo di non vedere e di non capire, prima o poi dovranno pagare un conto molto salato. L'islamismo sta dilagando a vista d'occhio in tutto il mondo come il nuovo alfiere della libertà e della giustizia dei popoli oppressi. I segnali sono numerosi e non si possono ignorare. Basta vedere quello che oggi sta accadendo in Italia e in Europa.»

Nel 2008 ha scritto il libro Doveva morire. Chi ha ucciso Aldo Moro, che tiene viva la memoria e contribuisce a chiarire uno degli episodi più tragici e sconvolgenti della storia repubblicana, la strage di via Fani, il sequestro e l'omicidio di Aldo Moro. Nel 2012 dà alle stampe La Repubblica delle stragi impunite, che descrive il legame che unisce le stragi indiscriminate che hanno scandito la vita dell'Italia repubblicana, come la strage di Portella della Ginestra (maggio 1947), strage di piazza Fontana (dicembre 1969), strage di piazza della Loggia (maggio 1974), la strage dell'Italicus (agosto 1974), l'agguato di via Fani (marzo 1978), la strage di Bologna (agosto 1980), l'attentatodell'Addaura (giugno 1989), la strage di Capaci (maggio 1992) e la strage di via D'Amelio (luglio 1992). Il libro tratta del nesso tra servizi segreti stranieri e italiani, agenzie internazionali di copertura, potere politico, terrorismo, mafia e associazioni criminali. Ha promosso inoltre la ricerca di verità alternative a quelle processuali in alcuni casi celebri (Marta Russo, caso Carlotto, caso Sofri, ecc.). È inoltre il legale italiano di Chico Forti, italiano detenuto negli Stati Uniti dal 2000.

Dopo il rientro nei ranghi della magistratura italiana è stato giudice della Suprema Corte di Cassazione, dove ha raggiunto il grado di Presidente onorario aggiunto.

Nel gennaio 2015 è stato preso in considerazione dal Movimento 5 Stelle, assieme ad altri nomi, per l’elezione a Presidente della Repubblica. Ferdinando Imposimato è stato simpatizzante e quando necessario anche critico nei confronti dei penta stellati (come nel caso della legge per il sistema elettorale attuale che portò il movimento a fare, anche a seguito di tale intervento, “marzia indietro”) come ha sempre dichiarato anche sul suo profilo social facebook[11] il 12 giugno 2013 «Non sono aderente al M5S ma trovo esagerati e ingiusti gli attacchi a Grillo. Egli ha denunziato la paralisi e l'impotenza del Parlamento ,che non si può disconoscere. Il Parlamento, quale organo che approva leggi per il bene comune, di fatto non esiste . E' un'amara realtà , non un'offesa al Parlamento. La Boldrini non si deve offendere , deve prenderne atto. Vorrei sapere quali leggi il Parlamento ha approvato nei suoi primi mesi di vita! E quali sta discutendo, di quelle che interessano i giovani e il lavoro. Nessuna! La finta legge che cercava risorse, abrogando il finanziamento pubblico dei partiti, dovrebbe entrare in vigore solo nel 2017! Vergogna!».

Un mese dopo Imposimato affermerà pubblicamente di non essere un aderente al Movimento 5 Stelle ma di riconoscerne il merito di aver denunciato la paralisi e l'impotenza del Parlamento. Lo stesso partito lo ha sostenuto anche nella successiva elezione del 2015, votandolo in tutti i quattro scrutini.

Ma Imposimato non è solo questo anche altro.

Infatti, è stato docente di procedura penale alla facoltà di scienze forensi diretta dal prof. Francesco Bruno a La Sapienza dal 2002 fino al 2014. È stato docente alla facoltà di scienze della investigazione nell'Università dell'Aquila, cattedra di diritto penale. È stato collaboratore della rivista Il Ponte di Piero Calamandrei. È stato inoltre Presidente della TRIO internazionale (Transplant Recipient international Organization). È stato direttore dell'osservatorio dell'Eurispes sulla criminalità organizzata in Italia. Si occupa frequentemente di errori giudiziari, tra cui la condanna di tre ragazzi di Ponticelli per un duplice omicidio di due bambine.

Nel 1986 scrive sei soggetti cinematografici per la RAI. I film vengono prodotti da una co-produzione tra le televisioni di Italia, Francia, Germania, Austria e Spagna. Si tratta di sei storie giudiziarie, dal titolo Il giudice istruttore, che raccontano alcune delle inchieste condotte da Imposimato. In esse è ricorrente il problema della fallacia della giustizia per la inafferrabilità della verità reale e la contraddizione tra verità processuale e verità reale. Tra gli interpreti, diretti dal regista Florestano Vancini, ci sono Erland Josephson, l'attore prediletto dal regista Ingmar Bergman, che interpreta la parte del giudice Imposimato, Danici Gelin, Horst Buchholz, Capucine e Vittorio Gassman. Federico Fellini, amico del giudice, gli propone di scrivere soggetti cinematografici su temi giudiziari, ma il progetto non va a termine per la morte del regista.

Ha collaborato da gennaio 2001 a giugno 2008 in qualità di giudice arbitro nella trasmissione televisiva di Canale 5 e di Rete 4 Forum e Sessione pomeridiana tribunale di Forum, spiegando in varie cause i principi della Costituzione. La sua presenza, in qualità di giudice arbitro, è al al fianco di Santi Licheri e Tina Lagostena Bassi (aggiuntasi nel 1998 quando le ore di trasmissione sono diventate due): la sua esperienza sul piccolo schermo, che dura fino al 2008, gli permette di farsi conoscere dal pubblico più giovane[12].

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Ha partecipato a vari servizi di inchiesta sulla giustizia, su terrorismo interno e internazionale, sulla criminalità organizzata, sulla corruzione, sui diritti umani.

Nel 2011 ha annunciato pubblicamente che avrebbe denunciato il governo degli Stati Uniti d'America alla Corte penale internazionale, perché, a suo parere, sarebbe stato a conoscenza degli imminenti attentati dell'11 settembre 2001 ma non avrebbe fatto nulla per fermarli.

Ha inoltre affermato - citando un documento dell'ex terrorista di Ordine Nuovo Giovanni Ventura - che esponenti del gruppo Bilderberg, sarebbero stati i mandanti delle stragi commesse durante la strategia della tensione in Italia, utilizzando come tramite con la realtà italiana e come esecutori materiali i neofascisti, alcuni massoni e gli agenti dell'Organizzazione Gladio; sostiene anche che gli attentati in cui morirono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino furono attuati perché avevano «scoperto chi manovrava gli appalti su grandi infrastrutture, tra cui la Tav», perciò politici collusi con la criminalità organizzata avrebbero incaricato i sicari mafiosi dei due attentati (strage di Capaci e strage di via D'Amelio) e delle altre bombe del 1992-1993.

Al suo attivo diversi riconoscimenti e onorificenze.

Tra i riconoscimenti nel 1984 viene designato dalla rivista francese Le Point Uomo dell'Anno-Giudice Coraggio e riceve il premio dedicato a Carlo Alberto Dalla Chiesa per avere proseguito le sue battaglie al servizio della giustizia nonostante le minacce ricevute e l'assassinio del fratello. Ed ancora nel 1985 il Times di Londra gli dedica una intera pagina definendolo lo scudisciatore della mafia. La rivista Reader's Digest gli dedica un servizio per le sue inchieste su terrorismo e mafia. Nello stesso anno un libro dell'ONU lo sceglie, nell'anno della gioventù, come "Il Simbolo della Giustizia”.

Per le onorificenze Ferdinando Imposimato è Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2 giugno 1999.

Non è certamente facile elencare tutte le sue collaborazioni[13], a seguire, si cerca almeno di dare un elenco di massima della bibliografia:

  • Corruzione ad alta velocità. Viaggio nel governo invisibile, con Giuseppe Pisauro e Sandro Provvisionato, Roma, Koinè Nuove Edizioni, 1999.
  • Un juge en Italie: pouvoir, corruption, terrorisme. Les dossiers noirs de la Mafia, Paris, Editions de Fallois, 2000.
  • Vaticano. Un affare di Stato. Le infiltrazioni, l'attentato. Emanuela Orlandi, Roma, Koinè Nuove Edizioni, 2002. Ristampa nel 2003.
  • Terrorismo internazionale. La verità nascosta, Roma, Koinè Nuove Edizioni, 2002.
  • La grande menzogna. Il ruolo del Mossad, l'enigma del Niger-gate, la minaccia atomica dell'Iran, Roma, Koinè Nuove Edizioni, 2006.
  • L'errore giudiziario. Aspetti giuridici e casi pratici, Giuffré Editore, 2009.
  • Doveva morire. Chi ha ucciso Aldo Moro. Il giudice dell'inchiesta racconta, con Sandro Provvisionato, Milano, Chiarelettere, 2008. Ristampa nel 2008 e nel 2014.
  • L'errore giudiziario. Aspetti giuridici e casi pratici, Milano, Giuffrè, 2009.
  • Attentato al Papa, con Sandro Provvisionato, Milano, Chiarelettere, 2011.
  • La Repubblica delle stragi impunite. I documenti inediti dei fatti di sangue che hanno sconvolto il nostro Paese, Roma, Newton Compton, 2012. Ristampa nel 2013.
  • I 55 giorni che hanno cambiato l'Italia. Perché Aldo Moro doveva morire? La storia vera, Roma, Newton Compton, 2013.
  • L'Italia segreta dei sequestri. Le inchieste shock dal caso Moro a Emanuela Orlandi, Roma, Newton Compton, 2013.
  • Temi Desnuda (Vademecum per creare una giustizia giusta), Gennaro Francione, Paolo Franceschetti e Ferdinando Imposimato, Roma, Herald, 2015

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Di Ferdinando Imposimato ha detto Ernestina Miscia: «Ha vissuto da testimone e protagonista fatti criminosi e processi tra i più importanti e clamorosi della storia. Giudice istruttore per l’attentato al Papa, il delitto Moro, l’assassinio di Vittorio Bachelet, l’attentato al Comitato provinciale della Dc di piazza Nicosia a Roma, il caso di Michele Sindona. Si è anche occupato di 70 sequestri di persona, nel periodo più drammatico e sanguinoso. Riesce a liberare diversi ostaggi, tra cui Giovanna Amati, il costruttore Apolloni e Mirta Corsetti, una bambina appena undicenne. Contro il crimine organizzato, contro la famigerata “Banda della Magliana”, contro la mafia e la camorra, la sua militanza è stata in prima linea, tanto che nell’84 il settimanale francese Le Point lo definisce “uomo dell’anno”. Nell’86 deve lasciare la magistratura, proprio a causa delle continue minacce di Cosa Nostra e dei terroristi, divenute una tragica realtà con l’uccisione di suo fratello Giuseppe. L’anno dopo viene eletto al Senato, tra gli indipendenti di sinistra. Vi resta per tre legislature, entrando a far parte della commissione antimafia»[14].

La rete è piena di interviste, video e foto di Ferdinando Imposimato anche se il suo pensiero è potenzialmente raggiungibile oltre che con i suoi scritti attraverso il suo Blog http://ferdinandoimposimato.blogspot.it/ (nato nel 2007 e che è stato aggiornato fino al 22 luglio 2017 con un articolo dedicato a Paolo Borsellino e Giovanni Falcone (http://ferdinandoimposimato.blogspot.it/2017/07/paolo-borsellino-e-giovanni-falcone.html)[15]. Ferdinando Imposimato era attivo anche con i social da cui ancora è possibile cogliere il suo pensiero: Facebook (https://www.facebook.com/FImposimato) Google Plus (https://plus.google.com/115690648724242763263), Twitter (https://twitter.com/Imposimato) e una mailing list (https://groups.google.com/group/ferdinandoimposimato).

Questo articolo, giusta la premessa per la conoscenza e promozione della figura di Ferdinando Imposimato, si pone come primo di una serie in suo ricordo, in cui approfondire tutti gli aspetti della persona e del personaggio. Tra le altre cose a Maddaloni, così come a Roma, si stanno mobilitando cittadini al fine di fare petizioni per fare intitolare a Ferdinando Imposimato una strada, e qualcuno, a ragion veduta, per Maddaloni propone una dedicazioni doppia per i fratelli Franco e Ferdinando Imposimato (proposta su social di Amedeo Marzaioli).

A questo punto si rimanda alla trasmissione di “Dietro l’Angolo” di cui in premessa di sabato 13 gennaio 2018 dalle ore 11 alle ore 13.

Per aggiornamento sulla trasmissione collegarsi all’evento social https://www.facebook.com/events/2006592876249401/ .

Come di consueto per ascoltare la trasmissione è sufficiente sintonizzarsi in FM sui 89,80 mhz o in streaming su www.newradionetwork.com, dove è possibile seguire anche il live video o attraverso la pagina social face book “new radio network official ” al link https://www.facebook.com/NewRadioNet/ , mentre chi vuole può intervenire sia con la post sul gruppo social “Dietro l’Angolo” di cui al link https://www.facebook.com/groups/145565835622779/ o telefonando allo 0823 405666.

È possibile, inoltre, scaricare la App New Radio Network che consentirà di ascoltare la diretta dal proprio cellulare.


[1] Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_Imposimato.

[2] Scheda su Ferdinando Imposimato a firma di Simone Furfaro e Giorgio Dell’Arti, la scheda aggiornata al 3 gennaio 2018 link: http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=IMPOSIMATO%20Ferdinando .

[3] Fonte http://www.senato.it/leg/10/BGT/Schede/Attsen/00001245.htm .

[4] Fonte http://legislature.camera.it/chiosco.asp?cp=1&position=XI%20Legislatura%20/%20I%20Deputati&content=deputati/legislatureprecedenti/Leg11/framedeputato.asp?Deputato=d60381 .

[5] Fonte http://www.senato.it/leg/12/BGT/Schede/Attsen/00001245.htm .

[6] Ferdinando da piccolo lo troviamo abitare in via Sergente del Monaco nel Palazzo Cibello, di proprietà di quei Cibello il cui figlio era noto terzino sinistro della US Maddalonese bravo e conteso anche da altre squadre di calcio. Il padre era un maresciallo dell’Esercito Italiano di stanza presso la Caserma Rispoli di Maddaloni e la mamma era casalinga. IL nucleo familiare era composto da due sorelle e tre fratelli (Michele, Ferdinando e Francesco). A raccontarci queste informazioni è il poeta Francesco (Ciccio) Di Vico residente da anni a Foggia. Lo stesso Di Vico ricorda come essendo compagno di banco al Liceo di Giuseppe Iannasso (figlio della Maestra Raffaella Russo che di Di Vico fu Maestra alla “Settembrini” per la 4 e 5 elementare) andava spesso, molto spesso a casa di Iannasso che abitava nel pianerottolo di fronte casa Imposimato e quindi aveva modo di frequentare questa famiglia e lo stesso Ferdinando, talvolta aiutandolo nello studio del latino, e con cui si giocava a calcio nell’ampio cortile del palazzo. Di Vico, data la sua umile estrazione sociale, non disdegna di ricordare come usufruiva della libreria (libri di lettura e di scuola) sia di casa Iannasso che di casa Imposimato e con entrambe famiglie era di casa. Un caro ricordo il poeta maddalonese di stanza a Foggia lo porta anche a parlare dei nonni Imposimato che abitavano in via Roma in un palazzetto subito dopo il “Quartiere dell’Annunziata”. Il nonno di professione aggiustava divani e la nonna era casalinga entrambi molto clericali. La natura clericale dei nonni e dei familiari ha creato non pochi problemi a Ferdinando che da giovane, dai primi anni del Ginnasio al “Bruno” ha militato nel PCI, una militanza che per la sua carriera gli ha portato tanti problemi e diffidenze, oltre che mancato appoggio dalla stessa famiglia che non vedeva di buon occhio l’adesione al partito comunista ma prediligeva quella, probabilmente, alla democrazia cristiana. Non poche sofferenze, ricorda Di Vico, ha dovuto sopportare Ferdinando per questa scelta politica nel corso della sua vita, al punto da definirlo “Gran brava persona” e “Magistrato Onesto ma sfortunato”.

[7] L’evento, organizzato dalla Prefettura di Caserta e dal Comune di Maddaloni ebbe come ospiti il Commissario Prefettizio di Maddaloni, dott. Benedetto Basile, il Prefetto di Caserta dott. Raffaele Ruberto e illustri relatori come Maria Antonietta Troncone, Vincenzo Panico e la testimonianza di Annamaria Torre, la moderazione fu affidata a Ferruccio Fabrizio e il saluto del Rettore del Convitto, prof.ssa Maria Pirozzi, fu portato dal prof. Alfredo Omaggio. In sala “Luigi Settembrini”, dove si svolse il convegno, erano presenti anche i figli di Franco Imposimato , Giuseppe e Filiberto.

[8] Tra gli altri istruisce il caso di Michele Sindona, il banchiere siciliano legato a Cosa Nostra, accusato di bancarotta fraudolenta per il fallimento di banche italiane e straniere (la Franklin Bank di New York).

[9] Fonte http://www.senato.it/leg/13/BGT/Schede/Attsen/00003919.htm.

[10]Infatti, come vedremo più avanti il suo impegno sarà sempre totale al punto da essere proposto quale candidato alla presidenza della Repubblica dal Movimento Politico Cinque Stelle a cui si riconosce la presenza ai funerali del maddalonese che si sono tenuti in Roma presso la “chiesa Mater Ecclesiae” giovedì 4 gennaio 2018 alle 14.00 circa. Altre rappresentanze politiche partitiche e del Governo o in rappresentanza dello Stato non sembrano essersi viste per l’ultimo saluto terreno al maddalonese.

[11] Fonte https://www.facebook.com/FImposimato/posts/10151403712781750 .

[12] Si veda anche “La storia di Forum” link http://www.mediaset.it/rete4/articoli/lo-sportello-di-forum_82.shtml .

[13] Lo troviamo partecipare nel 2014 al documentario Fuoco amico - La storia di Davide Cervia sulla vicenda di Davide Cervia.

[14] Fonte http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=IMPOSIMATO%20Ferdinando .

[15] Ecco l’articolo: « Paolo Borsellino e Giovanni Falcone

A Paolo dedico le parole di Shakespeare :

<>.

E così è stato ed è caduto Paolo , martire ed eroe immortale

Orazione di Ferdinando Imposimato per Paolo Borsellino 19.7. 17 h 7

Per me è un onore commemorare Paolo Borsellino che ho ammirato come magistrato integerrimo e imparziale e amato coma fratello minore. Aveva quattro anni meno di me. Ma Paolo lo onorano la sua vita esemplare, l'amore immenso per la sua famiglia: la madre Maria, la moglie Agnese, i figli Tancredi , Lucia e Fiammetta, i fratelli Rita e Salvatore , le agende rosse nate per tenere desta la fiaccola della verità e della giustizia, l'eroica scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Eddie Cosina, Claudio Traina. Ricordo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e la loro scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo. Solidarietà a Maria Falcone per spregevole attacco al busto di Giovanni Falcone, amico fraterno di Paolo.

-In Paolo incontrai saggezza e umiltà, anche se a soli 23 anni divenne il più giovane magistrato d'Italia. Donò tutto se stesso alla giustizia e sacrificò la sua nobile vita per conoscere la verità e rendere giustizia a Giovanni. Era convinto che un Paese può vivere senza benessere, non senza giustizia. Un Paese senza giustizia si disintegra.

Antonino Caponnetto, il capo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino scolpì la figura di Paolo in modo mirabile e disse:

.

Conobbi Paolo e Giovanni ai primi anni 80 per indagini contro banchiere Michele Sindona, corruttore di politici con soldi di Cosa Nostra: indagini che io conducevo a Roma per sequestro simulato per estorcere denaro ai politici; e Paolo e Giovanni a Palermo per associazione mafiosa. A Palermo conobbi il consigliere Rocco Chinnici che creò il pool antimafia. Inviai a Paolo e Giovanni il procedimento romano contro i mafiosi Rosario Spatola, Salvatore Inzerillo e Giovanni Gambino su cui indagava il commissario Boris Giuliano, poi assassinato da Leoluca Bagarella.

Iniziò così la sinergia tra i pool di Roma e Palermo con scambio di informazioni e strategia antimafia, che favorì fenomeno pentiti con Tommaso Buscetta, Salvatore Contorno e altri pentiti. Ciò provocò grande preoccupazione di politici , governanti e imprenditori che temevano si scoprisse il rapporto mafia politica imprenditoria.

Paolo e Giovanni nel 1984 a un convegno di Fiuggi, in memoria di mio fratello Franco, accusarono il Ministro dell'Interno Oscar Luigi Scalfaro d'inerzia sulla legge a favore pentiti da lui promessa. Egli percepiva illegittimamente 100 milioni di lire al mese dai servizi segreti italiani.

Nel 1983 erano inziati terribili omicidi e stragi opera di una struttura segreta creata negli USA da poteri massonici, che attraverso la CIA-servizi segreti americani-, vhe si serviva della mafia e del terrorismo italiani , commetteva stragi e omicidi di magistrati, poliziotti, carabinieri e assassini di cittadini innocenti, come quello di Umberto Mormile e tanti altri, per creare paura e fare leggi liberticide . Ricordo alcuni di questi barbari assassini: gennaio 1983 venne ucciso il giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto , ad agosto 1983 il consigliere istruttore di Palermo , Rocco Chinnici, ad ottobre fu ucciso dalla banda della Magliana mio fratello Franco Imposimato per fermare le mia indagini su Cosa Nostra e sul barbaro assassinio di Aldo Moro, nell'estate del 1985 furono uccisi a Palermo i commissari di Polizia Beppe Montana e Ninni Cassarà, e fu commessa a Trapani la strage di Pizzolungo contro il giudice Carlo Palermo, in cui furono uccise una mamma e due bambine, colpite dalla esplosione di una potente carica di esplosivo. Dopo 2 anni dalla uccisione di Franco, per minacce di morte a altri miei fratelli e sorelle , fui costretto a lasciare l'Italia e ad andare a Vienna, sede dell'UNFDAC, e in America Latina alle Nazioni Unite per l'addestramento dei giudici colombiani, boliviani, ecuadoregni e peruviani . Non potevo fare l'eroe sulla pelle dei miei fratelli e delle mie sorelle. Paolo nel 1987 subì la ingiusta accusa di essere professionista dell' antimafia, lui nemico del carrierismo e votato solo alla causa della giustizia. Era una calunnia , che non scalfì la reputazione adamantina di Paolo Borsellino ma preparò il terreno alla sua delegittimazione, preludio della uccisione.

Paolo e Giovanni continuarono da soli lotta a mafia. Ma dopo omicidi a Trapani del Giudice Alberto Giacomelli , 14 settembre 1988, e l'assassinio feroce del giudce Antonino Saetta e del figlio Stefano del 25 settembre 1988, Cosa Nostra alzò il tiro: nel Giugno 89 eseguì l' attentato a Addaura a Falcone, fallito per l'eroico intervento degli agenti Emanuele Piazza e Antonino Agostino, assassinati asieme a Ida Castelluccio, moglie di Agostino, in attesa di un bambino.

Il Consiglio Superiore della Magistratura nel gennaio 88 aveva bocciato Giovanni Falcone come successore di Caponnetto alla guida dell'Ufficio Istruzione di Palermo e scelto Antonino Meli, che subito dopo sciolto il pool antimafia. Il CSM condusse contro Falcone 3 inchieste nell' 89, 90 e 91.L'accusa a Falcone era di insabbiamento delle indagini per gli omicidi dell'onorevole Piersanti Mattarella avvenuto nel 1980 e dell'on. Pio La Torre nel 1982. Paolo Borsellino reagì in difesa di Falcone e fu ammonito da CSM. Paolo e Falcone si sentirono feriti dalle inchieste devastanti del CSM: Falcone rilasciò una intervista e disse a una giornalista: il CSM mi ha delegittimato , sarò ucciso.

Il governo mondiale invisibile

Nell'agosto del 1990 il Presidente del Consiglio italiano Giulio Andreotti rivelò l'esistenza di una organizzazione paramilitare , Gladio Stay Behind, alla Camera dei deputati. La funzione ufficiale di Gladio era stata, secondo Andreotti, la difesa dell'Italia da una possibile invasione da parte della Unione Sovietica. Ma vedremo che ben altri erano gli scopi. Andreotti e il Ministro dell'Interno Francesco Cossiga erano capi della Gladio in Italia .

Giovanni e Paolo, che indagavano sui delitti politici di Palermo, intuirono una terribile verità : Gladio era coinvolta nei delitti politici commessi in Italia tra cui gli omicidi del Presidente della Regione Piersanti Mattarella, dell'onorevole Pio La Torre e del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e sua moglie Emanuela Setti Carraro.

Intanto nel settembre 1990 fu ucciso il giudice Rosario Livatino della Procura di Agrigento.

La Commissione parlamentare Stragi accertò la verità sulla vera natura di quella misteriosa associazione: Gladio - Stay Behind non serviva a difendere l'Italia da una possibile invasione da parte della Unione Sovietica; era associazione illegittima a guida Cia ( Central Intelligence Agency) che controllava i servizi segreti italiani e altri servizi segreti del mondo occidentale. Tutti i membri di Gladio avevano il Nulla Osta sicurezza NATO. Ma la NATO era anche la entità da cui provenivano gli esplosivi usati per tutte le stragi commesse in Italia.

A questo punto occorre inquadrare la vera natura di Gladio, il mistero dei misteri, l'enigma della Repubblica. Le analisi della Commissione Stragi non erano sufficienti, né quelle della stampa e degli storici . E mentre mi dibattevo per cercare di risolvere il segreto , la buona sorte mi venne incontro. Eseguendo ricerche storiche , trovai alcuni documenti allegati alla requisitoria del Pubblico Ministero Emilio Alessandrini sulla strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 . Quella strage era stata lo spartiacque di tutte le stragi .A darmi un aiuto fondamentale fu il mio amico ex giudice istruttore Gerardo D'Ambrosio , napoletano , divenuto senatore . Egli mi diede, nel 2012, la requisitoria di Alessandrini , con tre allegati. Erano un documento del 1967 e due del maggio1969, nascosti a Montebelluna, in una banca locale, dal terrorista di Ordine Nuovo Giovani Ventura arrestato per le stragi di Milano . Essi descrivevano il governo mondiale invisibile, che aveva come struttura portante Gladio SB , parlavano della <>, cioè della strategia della tensione , alimentata dal world deep state da anni, in varie parti del mondo e di <>, tra cui Bilderberg che si valeva della CIA come braccio armato , e della necessità di compiere attentati con il sostegno di alcuni Paesi tra cui gli Stati Uniti. Il rapporto 1967 rivelò una verità sconvolgente <> - la loro posizione si orienta verso posizioni sempre più estremiste, fino a divenire un autentico governo invisibile che orienta a suo capriccio la politica governativa, con una potenza ed una abbondanza di mezzi che non hanno precedenti nella storia americana. La CIA, in origine progettata come organismo informativo per la elaborazione della politica estera del Capo della Casa Bianca, si è trasformata in una forza di sovversione che si insinua negli affari interni degli altri paesi>>( rapp RSD I Z n 230 5.VI.1967). Ma la Cia si valeva in Italia di politici , forze dell'ordine, terroristi , Cosa Nostra e di ogni tipo di criminali. Una conferma venne dalla scoperta fatta nel 2012: i servizi italiani avevano gli uffici in via Sicilia a Roma, a breve distanza da un ufficio del OSS , della CIA, di una sede di Gladio SB, di una società di copertura di Ordine Nuovo e della associazione massonica ONPAM fondata da Licio Gelli. (Imposimato Repubblica Stragi Newton Compton 2012 p46). Tutto questo aiuta a capire cosa c'era dietro le stragi di Capaci e di via D'Amelio.

Tornando a via D'Amelio e alle stragi che la precedettero , il gladiatore Francesco Elmo ,studente universitario di destra, confessò ai PM di Trapani che di Gladio facevano parte uomini delle istituzioni , politici, civili, militari e mafiosi; disse che Gladio era coinvolta nella strage dell' Addaura, contro Falcone – salvo per il coraggio di due coraggiosi agenti di Polizia , Emanuele Piazza e Antonino Agostino, poi uccisi-, e negli omicidi dell'onorevole Pio La Torre, Piersanti Mattarella, nella strage del consigliere Rocco Chinnici, nella strage Pizzolungo contro Calo Palermo, e in altri delitti ( A Sorrentino: chi ha ucciso Pio La Torre ).

Nel 2008 scoprii che Aldo Moro era stato vittima di una operazione Gladio; la quale aveva agito attraverso l'agente della Cia Steve Pieczenik,- inviato in Italia da Henry Kissinger consulente del Ministro dell'Interno Francesco Cossiga, - i servizi segreti inglesi e tedeschi . Pieczenick accusò Andreotti e Cossiga di avere voluto la morte di Aldo Moro. Ma Kissinger era anche uno dei fondatori del gruppo Bilderberg .Il rapporto 1967 fa un'ammissione straordinaria <>( all RSD I Z n 230 5.VI.1967 oggetto : gruppi di pressione internazionale in occidente)

La svolta: Gladio nel mirino di Falcone e Borsellino

Nel 1990 avvenne la svolta :Falcone decise di indagare su Gladio e sulla sua probabile implicazione negli omicidi Mattarella, LaTorre e altri. Il Procuratore di Palermo, Pietro Giammanco, amico di Andreotti , si oppose in modo frontale a quella scelta. Qualcuno disse che Giammanco faceva parte di Gladio, ma non c'erano prove certe. Falcone fu costretto a lasciare la Procura di Palermo e ad andare al Ministero della Giustizia . Il suo obiettivo era fare la legge sui pentiti , la Procura Nazionale Antimafia , la legge sull'isolamento dei mafiosi più pericolosi ( il famoso 41 bis) , ed altre leggi necessarie alla lotta alla mafia.

Alla Procura di Palermo, Paolo restò solo ma continuò a vedere Giovanni Falcone sia andando al Ministero in via Arenula, sia incontrandolo a Palermo , quando Giovanni Falcone tornava perché aveva nostalgia della sua terra.

Nel 1991 Falcone scrisse nella sua agenda elettronica appunti sul ruolo di Gladio negli assassini di Palermo; e Paolo Borsellino era perfettamente d'accordo su questa diagnosi, ma entrambi trovarono ostacoli nel Procuratore di Palermo Giammanco che rifiutò di seguire la pista della connessione degli omicidi Mattarella e La Torre con la associazione Gladio, definita illegittima dalla Commissione Stragi: Giovanni ne parlò amareggiato con Paolo, che probabilmente annotò le notizie su Gladio su agenda rossa , quella agenda che poi scomparve dalla macchina di Borsellino perché prelevata e sottratta ai familiari di Paolo.

Il 25 giugno 92 a Palermo, Paolo Borsellino rivelò ,( Giommaria Monti Falcone e Borsellino, la calunnia, il tradimento Editori Riuniti). Ma cosa dicevano questi appunti? Il cuore di questi appunti di Falcone riguardava Gladio

<> (il Procuratore della Repubblica di Roma indagava personalmente su Gladio nella Capitale e chiese l'archiviazione in cambio della proroga della permanenza in servizio fino a 72 anni decisa dai gladiatori Andreotti e Cossiga)

<< Nella riunione di pool per la requisitoria Mattarella , mi invita in maniera inurbana a non interrompere i colleghi ( 13 dicembre 1990)

. Falcone voleva fare indagini su Gladio.

. Insistono nel rinviare tutto alla requisitoria finale e , nonostante mi opponga, esclude il nesso con Gladio

 

Era chiaro che la ossessione di Falcone era l'indagine su Gladio.

Paolo sapeva di Gladio , costato la vita all'onorevole LaTorre , come aveva accertato l'avv Armando Sorrentino difensore della moglie di La Torre

Precisi elementi , ricavati dai tre predetti documenti, allegati alla requisitoria di Emilio Alessandrini , mi consentirono di scoprire che Gladio era responsabile della strategia stragista in Italia a partire dalla Strage di Portella della Ginestra. Stragi di Capaci e via D'Amelio ebbero stessi organizzatori ed esecutori : Cosa Nostra.

Ecco gli elementi che legano le stragi a Gladio

1) I documenti 67 e 69 allegati alla requisitoria del PM Emilio Alesandrini parlavano di governo mondiale occulto di cui Cia, definita un mostro, era braccio armato, che si serviva di terrorismo nero e rosso e di Cosa Nostra

2) in tutte le stragi, comprese quelle di Capaci e via D'Amelio, c'era stato uso esplosivo T4 di tipo militare NATO , che non si trova in commercio

3) il mafioso Francesco Di Carlo disse ai magistrati: dopo Addaura agenti con accento inglese e il dott Labarbera, andarono più volte in carcere Full Sutton Londra e gli chiesero il nome di un esperto in esplosivi per uccidere Giovanni Falcone ,Di Carlo indicò agli agenti il nome di Antonino Gioè che indicò quello di Pietro Rampulla che partecipò a Capaci: e fu condannato all'ergastolo.

3)l' on Rino Formica nel 2014 disse alla giornalista Stefania Limiti dell'arrivo a Palermo, il giorno dopo Capaci, di agenti FBI che avevano avocato le indagini e gestito al posto degli inquirenti italiani. Essi in realtà depistarono indagini secondo tecniche esposte in sentenza dal Giudice Istruttore Leonardo Grassi di Bologna che indagava sulla strage di Bologna. Lo stesso avvenne con Strage di via D'Amelio .

4)Pentiti di Cosa Nostra dissero . Per Falcone attentato Addaura era fallito perché volevano un attentato eclatante

5) Elmo indicò la matrice Gladio per strage Addaura e altri delitti come l'uccisione del giudice Rocco Chinnici

6) Totò Riina secondo una ricerca di una tesista della facoltà di scienze dell'Investigazione della Università l'Aquila, Luisiana Noviello, era un agente CIA , (che gestiva Gladio ndr)

7) L'ex Pubblico Ministero , dr Luca Tescaroli , che era stato in servizio a Caltanissetta , accertò che Vito Ciancimino era membro di Gladio .

Nel settembre 2016 , nella NY University tenni diverse conferenze in cui ricostruii la strategia della tensione in Italia, che aveva condizionato in senso reazionario la vita politica del nostro Paese, e indicai nel Governo mondiale il mandante occulto dei massacri , a partire da Portella della ginestra per proseguire con Piazza Fontana fino alle stragi di Capaci e via D'Amelio e a quelle del 1993 a Galleria degli uffizi in via dei Georgofili a Firenze, a San Giovanni, a Roma, e a Milano.( Rep Str imp oggetto di dibattito in NY University, che ha pubblicato la copertina sul grande schermo).

- Conclusione: i depistaggi istituzionali nelle indagini e nei processi per le stragi del 1992 hanno impedito per anni l'accertamento della verità. Tuttavia le Corti Assise di Caltanissetta e di Catania nel 2017 hanno riconosciuto i depistaggi istituzionali e hanno assolto Scarantino e tutti quelli accusati da lui su pressione del commissario La Barbera e altri. La Corte Caltanissetta , il 20 aprile 2017, ha quindi rilanciato la pista del depistaggio istituzionale e concluso che Scarantino fu indotto a mentire da altri, e trasmesso gli atti alla Procura nissena perchè riapra indagine che nel 2015 si era chiusa con l'archiviazione del Giudice Indagini Preliminari .

Grazie alla tenacia di Salvatore Borsellino e della sua nobile famiglia, di fronte alla quale mi inchino per la sua dignità e il suo coraggio, grazie alle indagini degli avvocati Fabio Repici , Stefano Mormile e di tanti altri, è stato dato un contributo formidabile alla verità e scongiurato un errore che avrebbe ostacolato le ricerche e offeso la memoria di Paolo .Solidarietà ad Angelina Manca, Vincenzo Agostino, Paola Caccia. Nunzia e Stefano Mormile , i coniugi Domino per la perdita dei loro familiari ad opera di feroci assassini.

- Politici italiani e stragi . No a speculazione politica , ma non posso tacere con omertà e reticenza. Sento, in questo momento solenne , verso Paolo, Giovanni, Francesca ed eroici uomini delle scorte e vittime stragi, un dovere di verità storica . Senza rifondare la verità non si rifonda l'Italia. A Palermo nel 2017 è nata l'associazione memoria e futuro per accertare la verità storica nelle stragi.

Dopo avere parlato di Gladio e del Governo Mondiale invisibile di cui al documento , non sembri strano il riferimento a governanti italiani, che grazie al sostegno con ogni mezzo di quei gruppi di pressione internazionali , conquistarono il Potere eliminando i difensori della democrazia come Falcone e Borsellino, che si batterono contro Gladio: si tratta dell'entrata in scena di Silvio Berlusconi e di Marcello Dell'Utri, che nel libro la Repubblica delle stragi impunite del 2012, erano stati <> (FImposimato repubblica delle stragi impunite newton compton p 312) <> ( F Imposimato ibidem p 312) . Ma i rapporti di Berlusconi con Cosa Nostra erano antichi e risalivano alla metà degli anni settanta. Secondo quel documento , la CIA (e il gruppo Bilderberg nda ) si era

<>

IL documento del 1967 proseguiva dicendo

<> ( documento RSD/1 Z n 230 5.6.1967 gruppi di pressione internazionale in occidente) .

Del resto le connessioni tra il Governo italiano e Gladio sono apparse evidentissime nella guerra all'Iraq. La decisione del Presidente USA George Bush e del premier inglese Tony Blair di scatenare la ingiusta guerra all'IRAQ, causa delle nostre rovine attuali, in base all'inesistente <>, fu favorita dalla CIA, architrave di Gladio. E pienamente sostenuta dal premier italiano Silvio Berlusconi <>. Il 19 febbraio 2003 al Senato della Repubblica, Berlusconi fece riferimento a , e in seguito disse<>, che poi Bush (2008) e Blair (2015) ammisero pubblicamente essere stata una totale falsità dei fatti che aveva provocato la guerra all'IRAQ. ( F Imposimato la grande menzogna 2006 Koinè p 61). In tal modo si comprende come il Governo Berlusconi sia stato emanazione del Governo mondiale invisibile che ha governato l'Italia e ha eseguito gli ordini della CIA e di Gladio, coinvolte nelle stragi di Capaci e via D'Amelio.

Concludendo

-Molti pentiti, credibili per i magistrati di Palermo e Firenze, affermano che stragi del 92 e 93 erano funzionali al ricambio di referenti politici della I Repubblica e al sostegno ai nuovi referenti nella conquista del potere . I pentiti sono Gaspare Spatuzza , Giuseppe Monticciolo, Salvatore Cancemi, Giuseppe Graviano, Francesco di Carlo e diversi altri .

I rapporti di Berlusconi con i capi di Cosa Nostra, secondo il mafioso Di Carlo, risalivano a metà degli anni settanta . I fatti sono stati ricostruiti in documenti e libri inchiesta e anche in sentenze, le quali non hanno mai portato alla condanna di Silvio Berlusconi. Verità storica e verità processuale possono non coincidere , nel senso che una sentenza esclude la rilevanza penale di alcuni accadimenti, i quali siano però fattualmente accertati. In questi casi, secondo la giurisprudenza della Suprema Corte, non può essere predicata la non verità dei fatti solo perché una sentenza ne ha escluso la illiceità penale (Pisauro, Provvisionato e Imposimato corruzione ad alta velocità ed Koinè p 21 ) I fatti emergono da

1) un documento del 5 aprile 1984 , risulta che un pentito rivelò a Falcone e Borsellino riciclaggio di esponente di Cosa Nostra, Gaetano Fidanzati in imprese immobiliari di giovane imprenditore : Silvio Berlusconi. Nessuno ha mai messo in dubbio veridicità di quel verbale pubblicato in libro. Il Tribunale di Roma in sentenza su banda della magliana denunziava inerzia di Procura di Roma di fronte a fatti penalmente rilevanti (R d S I p 317).

2) Spatuzza dichiara, il 16 giugno 2009, ai PM della DDA di Firenze Alessandro Crini e Giuseppe Nicolosi essendosi spinta verso campi che non erano propri. ( LoBianco e Rizza agenda nera Chiare lettere p357).

3) Spatuzza racconta ai PM di Firenze incontro del luglio 1993 col capo mafia Giuseppe Graviano, in casolare di Campo Felice di Roccella, di Palermo . Graviano gli dice che gli attentati al patrimonio artistico italiano sono legati all'accordo con Berlusconi e Dell'Utri, indicati da Graviano come i nuovi interlocutori di Cosa Nostra. (LoBianco ib) Berlusconi e Dell'utri <> e poi apparvero come coloro in grado di farle cessare. Berlusconi e Dell'Utri negano .

4)Sembra certo che Berlusconi abbia versato a M Dell'Utri l'equivalente di 80 miliardi di lire,(RSI p 312) la magistratura contestò l'estorsione a Dell'Utri. Le Magistrature di Firenze, Palermo e Caltanissetta definirono attendibile Spatuzza; del resto non si capiva l' interesse di Cosa Nostra a fare , nel 1993, attentati al patrimonio artistico di Firenze, Milano e Roma. Essi ne ignoravano persino la esistenza. Giuseppe Graviano confermò in colloquio con detenuto Adinolfi , il 10 aprile 1996 i collegamenti Cosa Nostra -Berlusconi alla vigilia delle stragi( Corsera 10.6. 17)

Fatta salva la presunzione di non colpevolezza fino alla sentenza definitiva, esistono gravi accuse contro esponenti politici ben individuati, accuse che non possono essere ignorate. In base al principio di obbligatorietà dell'azione penale ( art 112 “ il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale”) le persone accusate devono essere oggetto di indagini , come avviene per tutti i cittadini , tanto più se si tratta di criminali socialmente pericolosi ( Tribunale di Milano).

La Costituzione e la legge Anselmi

L'art 18 della Costituzione vieta le associazioni segrete come il gruppo Bilderberg e Gladio: afferma . La Legge Anselmi contro le associazioni segrete, del 1982, gennaio, firmata dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini aveva una precisa funzione. Dotare la Repubblica di una legge che ponesse fine alle associazioni segrete, il cancro che ha minato fino alle fondamenta la solidità democratica del nostro Paese negli anni dal 1948 fino al 1980. 40 anni dopo, forze esterne al Parlamento, tra cui il gruppo Bilderberg saltano fuori per condizionamenti illeciti e terrorismo che si sommano alle numerose inchieste dei magistrati di mezza Italia. Tutti gli elementi che richiamano in mente gli anni bui della loggia guidata da Licio Gelli, con molti piduisti rientrati in scena, tra cui Berlusconi.

La legge Anselmi ritorna attuale. Essa dice

Art. 1 Si considerano associazioni segrete , vietate dall'art 18 della Costituzione , quelle che, anche all'interno delle associazioni palesi , occultando la loro esistenza o tenendo segrete finalità e attività sociali , o tenendo segrete finalità e attività sociali , i soci svolgono attività diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di organi Costituzionali , di amministrazioni pubbliche , etc .

(In questo tipo di associazione segreta rientrano la Trilateral commission e il gruppo Bilderberg)

Art. 2 Chiunque promuove o dirige una associazione segreta , ai sensi dell'art 1 , o svolge attività di proselitismo a favore della stessa , è punito con la reclusione da 1 a 5 anni . Chiunque partecipa ad una associazione segreta è punito con l'interdizione per un anno dai pubblici uffici.

Ma essa non viene attuata, ma dovrebbe essere attuata .

Ricordando Paolo , mi rivolgo ai giovani, la cui assenza dalla vita sociale e politica significa la fine della speranza per tutti noi. E' responsabilità dei governanti e degli adulti non avere creato ai giovani un ambiente accogliente ove la speranza fosse possibile . Giovani , ispiratevi a Paolo e a Giovanni ; fuggite le vacue tentazioni, sappiate ritrovare , come Paolo, le vie della faticosa preparazione, della modestia delle vigilie, del sacrificio e della dedizione nella preparazione .Non raccomando, a voi giovani, il facile successo come scopo della vita. l'uomo di successo è colui che riceve spesso moltissimo dal proprio prossimo, molto di più del servizio da lui prestato al prossimo. Il valore di un uomo si valuta da ciò che egli dà al prossimo, non da ciò che egli riesce a farsi dare . Ma i giovani devono impugnare la fiaccola della libertà e proseguire la nuova resistenza contro i poteri occulti, siano essi Bilderberg che Cosa Nostra o associazioni terroristiche.

Paolo ebbe come baluardo la Costituzione ; sia ancora, o giovani, la Costituzione la vostra stella polare, la vostra corazza, il vostro scudo come lo fu per Paolo e Giovanni : essa non è un arido elenco di articoli senza nome, ma il testamento spirituale di 200000 mila morti e oggi anche dei martiri della Nuova resistenza Paolo , Giovanni , Francesca, Emanuela Loi e tanti altri umili ma fieri servitori dello Stato. Dietro ogni articolo della Costituzione ci sono giovani, giovani come voi, caduti, caduti combattendo, giovani che hanno dato la vita perché le parole giustizia e libertà venissero scritte su questa carta. Viva Paolo Borsellino e Giovanni Falcone e tutti i caduti in difesa della democrazia».