Washington, incontro Trump-Merkel: prevale il gelo nella stanza ovale

 

WASHINGTON – Non è stato un incontro “sereno” quello avvenuto alla Casa Bianca tra il neo presidente Donald Trump e la cancelliera Angela Merkel. Sul tavolo diverse questioni scottanti ma il vero contrasto si è verificato sulla questione immigrazione. Per la cancelliera occorrono politiche di tutela mentre per Trump – che ieri ha presentato appello contro la decisione di una corte del Maryland con cui è stato bloccato il secondo Muslim Ban – “l’immigrazione è un privilegio, non un diritto”.

Merkel ha ribattuto che «dobbiamo controllare i confini esterni della Ue, ma la libera circolazione nell’Unione è una delle cause più importanti della nostra prosperità e pace. Bisogna ricordare che per secoli gli europei si sono combattuti, e invece grazie al progetto unitario ora conviviamo nel benessere. Poi dobbiamo guardare anche ai rifugiati, che fuggono da guerre e povertà, possibilmente aiutandoli a ricostruire le proprie vite nei loro paesi».

Hanno trattato questioni come i commerci globali, il futuro della Ue, i contributi alla Nato, il rapporto con la Russia, la sicurezza e la lotta al terrorismo, compresa la strategia per Libia.

Anche sul commercio Trump vuole dare una svolta, afferma di non essere un’isolazionista ma ”gli Usa negli ultimi tempi sono stati trattati in maniera ingiusta da molti Paesi”. The Donald vorrebbe negoziare accordi commerciali bilaterali con gli europei, dopo l’opposizione espressa per il trattato Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America).

Merkel ha risposto mettendo un freno alla corsa aggressiva di Trump: “gli accordi commerciali li negozia la Ue, con l’input dei paesi membri. Noi consideriamo il Ttip come un trattato bilaterale fra l’Unione e gli Usa, e speriamo che possa essere ripreso nell’interesse di tutti. Ricordatevi che abbiamo avuto più proteste noi in Europa su questo accordo, che voi negli Usa, ma riteniamo che la libertà degli scambi sia un valore utile ad entrambi”.

L’obiettivo dell’incontro, insomma, era cercare un terreno comune su cui lavorare insieme, e certamente su alcuni dossier sarà possibile. La differenza di visione però resta evidente, al punto che i due non si sono neppure stretti la mano davanti al caminetto dell’Ufficio Ovale.