JESI – Applausi, cori, incitamenti, sciarpe e bandiere issate con fierezza ed orgoglio. Che grande esempio di sportività hanno dato i sostenitori bianconeri al Pala Triccoli di Jesi. Ne dovevano essere solo cento. Nel palasport se ne sono contati almeno ottocento, uno spicchio di palamaggiò in terra marchigiana.
Chi è salito da Caserta, chi dal Nord o dal centro Italia, tutti con un unico obiettivo:spingere la Juve in A1. Si erano dati appuntameno a Jesi, credevano nel tre a zero, speravano di chiudere i conti già ieri. Non è andata così. Peccato. A loro va un grande applauso. Sono stati perfetti. Bravi a fine match quando hanno, comunque e giustamente, applaudito i loro beniamini. Nulla da dire, la passione dei tifosi è sempre stata la nostra arma in più. Domenica siamo certi che saranno ancora una volta presenti in grande numero.
Nulla è cambiato. La serie parla ancora bianconero. Partiamo da una punto fermo. Con la Fileni si può anche perdere. La Pepsi, come scritto dal nostro Piermario Tronco, non ha nulla di cui vergognarsi. Da nessuna parte è sancito che si debba andare in A1 con la casella delle sconfitte immacolata. L’ importante è tagliare il traguardo.
Sui modi si può discutere all’infinito, non interessa. Fatta questa doverosa precisazione va detto che la Pepsi in gara tre non ha giocato una bella partita. Difficilmente vinci quando consenti ai tuoi avversari di superare in netta facilità quota cento. Lascia perplessi, poi, anche il fatto che è quasi un evento che ciò accada in una partita di finale. Qui la tensione è li a farti tremare gambe e braccia, dove sono le difese che spesso e volentieri fanno la differenza. Invece, Caserta è stata deludente in questo.
Troppi canestri facili concessi ai marchigiani, troppa confusione in attacco, dove solo Childress e Diaz sono sempre stati lucidi ed all’altezza della situazione. A sprazzi ha dato una grossa mano Brkic. Poi il vuoto. Ha pesato l’espulsione di Larranaga, reo di aver battibbecato con il pubblico dopo un fallo a lui sanzionato. Frosini non ha ripetuto la belle prestazioni del Palamaggiò ed ha sofferto maledettamente Maggioli.
Il pivot marchigiano sembrava immarcabile, di un altro pianeta. Peccato, perchè, nonostante tutto bianconeri sono stati bravi a riemergere dal baratro. Non hanno mai mollato. Questo fa ben sperare. Dal meno ventidue in poco meno di un minuto sono passati al meno nove.
Nel terzo quarto addirittura ritornare anche a meno quattro. Ma l’ incapacità di arginare Maggioli sotto le plance ed una inspiegabile leggerezza difensiva, non hanno consentio alla Pepsi di effettuare il sorpasso e chiudere i giochi. Sconfitta onorevole senza dubbio. Già si pensa a gara quattro. Caserta ha mezzi per espugnare Jesi, ma serve difendere, altrimenti non si va da nessuna parte!
