Basket A1, il pagellone della 17 esima giornata: da Carrol alla Eldo, da Hicks alla Lottomatica Roma

Pasco mvp, Carroll decisivo. Premiata ed Eldo senza attenuanti

10 – Pervis Pasco – Certe squadre per salvarsi hanno un’unica strada; lottare, sudare, metterci l’anima. E l’anima della Solsonica vincente contro Avellino si chiama Pervis Pasco, autore di una prova d’altri tempi, con 22 punti, 17 rimbalzi e 39 di valutazione. E chissenefrega se sbaglia i tiri liberi. Cacciatore di lupi.

9 – JayCee Carroll – Ennesima conferma per il miglior rookie del campionato, anima dell’attacco di Capobianco. In 7 secondi rimette in vita una Tercas quasi spacciata con due bombe pazzesche, e Biella è ancora incredula a leccarsi le ferite. Teramo sarà pure una squadra corta, ma se quei sei o sette giocano così, sognare in Abruzzo è più che lecito. Bombe intelligenti.

8 – Michael Hicks – Pesaro è ancora una squadra convalescente, ma per ritrovare vittoria e fiducia non c’è uomo migliore che il panamense leader carismatico della squadra. Contro una Ferrara in crescita si soffre, ma arriva finalmente la vittoria, e Hicks segna 25 punti con 5/5 da tre. Hicks Factor.

7 – Lottomatica Roma – Dopo le scorie tossiche della sconfitta in Eurolega, molti temevano che la sfida contro la Fortitudo potesse nascondere insidie e trappole. Nulla di tutto questo; la Roma versione campionato è ormai una squadra lanciata alla rincorsa di Siena, e l’autorità con cui la Gmac viene battuta la dice lunga sulla tenuta mentale dei ragazzi di Gentile. Anvedi come corre Nando.

6 – Rashad Anderson – Con l’arrivo di Forte, si poteva temere un ridimensionamento dell’impatto del tiratore ex Livorno. Ma “il Pugnale” non ha nessuna intenzione di cedere la leadership dell’attacco udinese, e viste le statistiche, buon per Sacchetti che la palla arrivi ancora tra le mani del moro, che magari non tira con percentuali chirurgiche (8 su 22) ma resta un fattore in attacco, mentre Joseph Forte fa il gregario con un insipido 1/6 dal campo. Ma qual’è quello Forte?

5 – Benetton Treviso – La sconfitta contro Siena è più che preventivabile, ma colpisce la cronica incapacità dei ragazzi di Mahmuti a dare quel qualcosa in più che sembrano avere, ma che quasi mai esprimono nei momenti decisivi. Insomma, ottime prospettive future, ma il presente non ha ancora un’identità. E gli infortuni sono una scusa troppo labile. Bruco o farfalla?

4 – Premiata Montegranaro – Sul valore degli americani non c’è da discutere, e molte altre squadre invidiano a Finelli l’affidabilità dei suoi USA. Ma se poi oltre ai quattro c’è il deserto, di strada ne fai poca, e la classifica si fa preoccupante. L’arrivo del greco Vasileiadis dovrebbe dare più opzioni all’attacco Sutor, ma per ora non si vedono risultati, ed ai 69 punti degli americani, se ne sono aggiunti solo 10 del resto della squadra nella sconfitta di Udine. Quattro contro cinque.

3 – Eric Williams – Avellino aveva un’occasione d’oro per allungare la striscia vincente e candidarsi a ruolo di outsider ora che non c’è più il peso della Euroleague. La sconfitta a Rieti è un brutto stop, e Williams ne è l’emblema, devastato da Pasco, e non pervenuto in Sabina con il suo 0/2 al tiro e zero punti totali. Pera Williams.

2 – Darryl Strawberry – Nella Fortitudo post-Woods, che aveva dato timidi segnali di risveglio battendo Udine, il principale terminale d’attacco dovrebbe essere certamente quel D.J. dall’illustre curriculum NBA. Eppure Strawberry continua a dimostrare di non avere un talento offensivo cristallino, e a Roma ha sparacchiato a salve per tutto il match. Adesso Pancotto, dopo le rinunce a Forte e Woods, deve capire chi dei suoi abbia la patente del killer in attacco. Ma a molti stanno togliendo i punti dalla patente. Tutor.

1 – Mike Hall – Intendiamoci, contro la Virtus Bologna tutta la Armani ha attaccato in maniera disastrosa. Ma lo 0/9 dell’ala americana, condito con un paio di errori da minibasket sotto canestro, sono il manifesto di una squadra che ha pagato la sbornia della grande vittoria in Eurolega, ed è arrivata scarica nel fisico e nella mente a Bologna. Il campionato Armani continua ad essere un rebus. Mai dire Mike.

0 – Eldo Caserta – Nessuna attenuante per la squadra di Frates, che a Cantù non aveva né testa né cuore. Ora non resta che capire le cause di una disfatta di tali dimensioni, ma le nuvole all’orizzonte si fanno sempre più nere e minacciose, ed ai tifosi non resta che sperare, e pregare. Orate Frates.