CASERTA – E’ stato consegnato anche al vescovo di Caserta, monsignor Raffaele Nogaro, un edizione speciale del premio “Buone Notizie – Civitas Casertana†vinto sabato 31 a Caserta da Giovanni Minoli, uno dei maestri della televisione e del giornalismo italiano, e da don Rosario Giuè, editorialista di La Repubblica Palermo e scrittore, autore del volume sul sacerdote casertano don Giuseppe Diana.
A monsignor Nogaro il premio è stato consegnato, a sorpresa, al termine della premiazione di Giovanni Minoli, in una Biblioteca del seminario stracolma, con centinaia di persone. Commosso per l’inatteso premio il presule casertano ha ringraziato di cuore. Nogaro da sempre è stato attento al rapporto del mondo dei media con la società , analizzando lucidamente nelle sue omelie e nel suo rapporto con i giornalisti le conseguenze di politiche informative e di comunicazione simbolica, attraverso il cinema e la tv e le altre piattaforme, di scarsa qualità sulla società .
E perciò il pastore casertano non poteva non ricevere un premio speciale alle Buone Notizie e alla Civitas Casertana, tanto più che l’idea di riscoperta delle proprie radici da parte dei casertani è stata lanciata proprio da Nogaro, fin dai suoi primi anni di mandato episcopale a Caserta.
Il premio “Buone Notizie – Civitas Casertanaâ€, alla sua prima edizione, è stato promosso dall’Associazione Stampa di Caserta, guidata da Michele De Simone; dall’Unione Cattolica della stampa italiana della provincia di Caserta, guidata da Luigi Ferraiuolo; e dal Corso di Comunicazione per addetti stampa dell’Issr di Caserta, unico in Italia nel suo genere.
Al centro della manifestazione, ovviamente, la consegna del premio a Giovanni Minoli, maestro del giornalismo e della televisione italiana, esempio unico in Italia di manager e giornalista televisivo, capace di ideare e produrre programmi giornalistici innovativi o fiction o serial drama come Un Posto al Sole o Agrodolce, di grande successo, aprendo strade che nessuno aveva mai percorso prima.
Eccezionale il riscontro di pubblico e di attenzione che Minoli ha ottenuto anche dai tantissimi intervenuti, moltissimi addetti ai lavori, in una Biblioteca del Seminario colma di pubblico, che hanno ascoltato attentamente la sua lezione sul futuro della Tv e dell’informazione e le conseguenze sulla società civile. “Nel giro di trent’anni le piattaforme che offrono contenuti ai cittadini sono diventate da tre a ben trenta – ha spiegato Minoli – La frammentazione dell’offerta è riuscita, ma non quella dei contenuti, che sono scarsi e spezzettati. Il problema di base parte è questo e anche la Chiesa – ha sottolineato Minoli rivolgendosi a Nogaro – non ha ancora coscienza di ciò. Ed è un problema per le ricadute di senso che comporta per la società in cui viviamoâ€. Il premio a Minoli è stato consegnato da Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, e da Enzo Colimoro, presidente dell’Assostampa regionale. Prima della consegna del premio sono stati proiettati stralci dei più noti faccia a faccia di Minoli, genere inventato proprio dal giornalista torinese.
La scultura che è stata consegnata a Minoli, a don Giuè e a monsignor Nogaro, è un’opera unica del sacerdote artista don Battista Marello, in soli 3 esemplari, fusa in bronzo a cera persa, rappresentante la Caserta medievale, l’antica Casa Hirta così come disegnata sulla tomba del vescovo Azzone nel 13 esimo secolo, conservata nella cattedrale di Casertavecchia. La scultura porta inciso il nome del vincitore e il nome del premio “scritti in maniera altalenante, a ribadire il movimento delle idee; e una stella e delle onde, simboli di luce e rinnovamento (dalla Nota del critico Enzo Battarra)â€.
La motivazione del premio a don Giuè è un omaggio invece al sacrificio per Caserta di don Giuseppe Diana contro la camorra e al suo libro “lucido e colmo di verità â€. Il premio a don Giuè è stato consegnato da Donatella Trotta, presidente dell’Ucsi campana.
Al termine della premiazione è poi partita la maratona letteraria della Notte Bianca Paolina dedicata alle epistole di Paolo di Tarso, l’apostolo, ideata da ScrivEremo e promossa insieme con decine di associazioni culturali e di volontariato casertane, tra cui Ucsi e Assostampa, a cui hanno dato il la iniziale le letture del vescovo Raffaele Nogaro, del pastore evangelico Giovanni Traettino, del pope ortodosso padre Basilio, del presidente campano dell’Ordine dei Giornalisti Ottavio Lucarelli e dell’ex presidente Ermanno Corsi e della presidente dell’Ucsi Campana Donatella Trotta.
“La Notte Bianca Paolina – spiegano gli ideatori di ScrivEremo – è stata un momento di dialogo e confronto tra fedi e mondi diversi, tra credenti e non credenti, ma anche una riflessione filosofica e un modo per far parlare di Caserta a livello nazionale partendo dalle buone notizie, dalla cultura e dalla fede, come esempio di condivisione e tolleranza per tuttiâ€.
